L’Inno di Mameli diventa un flash mob

Sembra irreale, l ‘ Inno di Mameli riecheggia nell’aria dai balconi di tutta Italia, la gente canta affacciata sui ballatoi delle proprie abitazioni, nella speranza che prendere una boccata d’aria non diventi pericoloso.

89913197_3441822279167987_8939733590627844096_n

La musica si innalza nei cieli #iorestacasa, non è l’inizio di una partita, non sono gli europei, non sono i mondiali né tanto meno un momento politico istituzionale, è la speranza che la vita sopravviva alla disperazione, al precipizio in cui l’umanità sta vivendo in questo lungo periodo di isolamento dovuto al Covid19.
Si cerca di guardare oltre l’orizzonte, la cui linea è sbiadita e sempre meno nitida.
Un Virus gestito male, se così si può dire, ha piegato e molto probabilmente a breve avrà distrutto economicamente la vita di molte persone.
L’essere umano, e la sua capacità di adattamento, duramente messe alla prova, una prova affrontata a tratti con leggerezza, con sarcasmo o con superficialità. Una prova che ha diviso il mondo in più parti: complottisti, fatalisti, puniti dal cielo, non credenti alla pandemia, improvvisati scienziati, opinionisti, critici cronici, tutti dispensano il proprio sapere che attinge le proprie fonti, il più dalle volte, dai social. E’ proprio su questi canali di comunicazione che in questi giorni si manifesta la collettività, utilizzando la piattaforman virtuale come una pubblica piazza.

89922330_1261426134051733_2745706578685460480_nUn tam tam mediatico ha reso facilmente realizzabile un evento carico di positività: un Flash-mob canoro.
Tutti collegati in diretta on-line lo stesso giorno, alla stessa ora per dare una voce musicale alla speranza, alla solidarietà. Attimi virtuali di emozionante unione, senza frontiere, senza differenze di classi sociali, di zone cittadine considerate residenziali o sobborghi da ghettizzare.
Il valore del canto, come gloria a Dio, ognuno al proprio.
Improvvisamente si è ritornati indietro negli anni, un tuffo nel passato, quando i tempi della vita erano lenti, quando le mamme stavano a casa con i figli a far i compiti con loro, a scherzare e farsi il solletico sul divano, quando i tempi in cui gli unici argomenti in famiglia non erano i problemi legati al lavoro ma semplicemente il sincero interesse di sapere cosa cucinare per pranzo. Un freno, una sterzata, un testa coda generazionale. Uno strano isolamento, che in qualche modo avvicina lo spirito dell’umanità, costretta ad avere un unico obiettivo: salvaguardare tutti.
Ci si può muovere da casa solo se necessario, per esigenze lavorative, per necessità o per motivi di salute, in questo scenario si può uscire per fare la spesa, l’importante è mantenere la distanza di sicurezza di un metro e più, qualcuno esce indossando le mascherine di protezione, altri si coprono naso e bocca con un foulard, ma lentamente e gradualmente la popolazione sta modificando, al momento pacificamente, le proprie abitudini.

89961763_274915403495529_1367370939683045376_n
Ma per quanto tempo ancora si potrà sostenere questo isolamento dal resto del mondo, che pian piano sta chiudendo i confini di ogni frontiera.
Lo scenario non è semplice, il futuro sembra proprio non essere roseo, forse solo i nostri figli tra vent’anni capiranno realmente cosa ci sta accadendo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *