“LE SUPPLICI” DI ESCHILO: TESTO RIVISITATO DA MONI OVADIA

Dal 15 maggio al 28 giugno andrà in scena al Teatro Greco di Siracusa il testo teatrale del noto drammaturgo. Una rivisitazione attuale che richiama la situazione dei migranti di oggi.

Si avvicina l’inizio del cinquantunesimo ciclo di spettacoli classici in programma al Teatro greco di Siracusa dal 15 maggio al 28 giugno. “Le Supplici” di Eschilo sono affidate alla regia di Moni Ovadia che interpreta anche il ruolo del re di Argo, Pelasgo. Attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante, Moni Ovadia ha dedicato gran parte della sua vita e della sua opera al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell’Europa orientale.

In linea con l’impegno civile di Ovadia già si parla di una messa in scena che renderà attuale la vicenda effettuando un  parallelismo con gli emigranti di oggi. Infatti nelle “Supplici” le protagoniste sono delle ‘richiedenti asilo’ dell’epoca, anche se la loro è una condizione non debole, ma più forte di quella di chi oggi è nella stessa situazione, perché le supplici sono protette dal padre degli dei, Zeus, e le loro richieste di accoglienza sono perentorie, sanno di avere un diritto. Lo stesso diritto sancito poi dalla Bibbia, ‘amerai lo straniero’, dalle parole di Cristo, ‘ciò che fai allo straniero lo fai a me’, e che oggi è sancito dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, come ha sottolineato lo stesso Moni Ovadia.

Altra innovazione di regia sarà che il testo verrà recitato anche in siciliano e greco moderno. “La scelta del greco moderno è stato un atto politico, un riferimento all’attuale situazione della Grecia, mentre il siciliano è stato scelto per dare al testo di Eschilo maggiore intensità e sapore”. In scena anche  “Ifigenia in Aulide” di Euripide per la regia di Federico Tiezzi e “Medea” di Seneca per la regia di Paolo Magelli.

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