La vita è tutto un quiz ai tempi del coronavirus

 

Da giorni l’Italia, e il resto del mondo, è in balia di un virus letale dal nome Coronavirus, la cui provenienza è incerta. Sta uccidendo più di un’influenza stagionale, non guarda in faccia nessuno. Gli anziani sono le prede preferite.

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Il Governo italiano ha emanato un decreto che tutti dobbiamo rispettare, ha imposto a tutto il paese il “coprifuoco”. Tutto è chiuso. Gli aeroporti, le stazioni e i porti hanno limitato gli orari di partenza e di arrivo. I negozi sono chiusi, tranne i generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le edicole e i tabacchi. Non puoi togliere le sigarette agli italiani. Guai. I teatri sono chiusi, come i cinema e le chiese, hanno annullato i concerti e le partite di calcio a tempo da destinare. Ci hanno vietato gli abbracci, i baci e le strette di mano, e una distanza di almeno un metro dalla persona che ci sta accanto. Indossiamo mascherine e guanti, non possiamo uscire di casa, se lo facciamo rischiamo una multa o l’arresto. Tutto è surreale. Sembra di vivere dentro un film di fantascienza dell’alba del giorno dopo. Lo slogan è: Io resto a casa. Gli italiani si sono ritrovati, a loro insaputa, a condividere intere giornate con la moglie, il marito, i figli e la suocera. Che cosa può fare un italiano a casa? Magari leggere, ascoltare buona musica o vedere un bel film. Forse. La mattina e il pomeriggio le tv nazionali comunicano informazioni sul virus, sul numero dei contagiati e dei morti. La sera l’italiano medio, o anche l’intellettuale, si siede sul divano o sta davanti a un buon piatto di pasta alla carbonara o all’amatriciana e guarda la tv. Daje, come direbbe qualcuno. Tutti a guardare la ghigliottina, de L’Eredità, e capire se ci sarà un vincitore. “Sì la vita è tutto un quiz”. Come cantava Renzo Arbore diversi anni fa. Forse era una profezia del tutto casuale? Lo scopriremmo solo vivendo, come cantava Lucio Battisti. Sta di fatto che i giochi a quiz hanno preso il sopravvento. Meglio di un buon documentario o di un film dalla lacrima facile. Finita l’emergenza virus forse saremo tutti più ricchi, virtualmente,  o più intellettualistici. I quiz stanno salvando l’Italia da un baratro senza ritorno. Non sappiamo quando tutto ritornerà come prima. Come prima? Magari meno patriotti e più egoisti? Questo è l’uomo. Intanto la quarantena forzata ha unito un Paese, a discapito di chi se frega di noi. Vedi il resto dell’Europa. La nostra ghigliottina non sarà come quella francese, possiamo solo ghigliottinare denaro e basta.

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