La terza fatica letteraria di Giovanni Manna

L’autore ha ricavato un simpatico monologo, dal suo libro Ombre di Felicità, dando vita a ‘‘Città che vai, libro che scrivi’ . Uno spaccato della sua  vita quotidiana, immigrato siciliano in terra veneta (come dice il sottotitolo) che con l’ironia solita dei suoi scritti, sviscera usi ed abitudini dei “veneti”

‘Città che vai, libro che scrivi’. Giovanni Manna è al suo terzo libro. Un libro da un altro libro! ‘Siamo tutti troppo veneti’ è un modo nuovo di presentare la propria opera letteraria. Giovanni Manna ha ricavato un simpatico monologo, dal suo libro Ombre di Felicità. Uno spaccato della vita quotidiana di lui, immigrato siciliano in terra veneta (come dice il sottotitolo) che con l’ironia solita dei suoi scritti, sviscera usi ed abitudini dei “veneti” (simpaticamente descritti come esseri diversi rispetto a noi). 

L’immigrato-scrittore, originario della Sicilia ed ora impegnato nella scuola come docente, viaggia dentro e attorno alla regione Veneto (la provincia di Vicenza in particolare), alla scoperta di “curiosità letterarie” sempre nuove. Scopre e analizza vizi e virtù della gente comune, con quel sorriso ironico e non offensivo che già abbiamo notato in altre sue opere. “Siamo tutti un po’ troppo veneti” è anche un modo per parlare del suo romanzo, Ombre di Felicità che è ambientato a Vicenza: un modo leggero, non certo noioso, per incontrare il pubblico e stimolare in esso la curiosità.

Questo monologo, già recitato da Manna in persona in altre circostanze, è stato inserito nel programma di due diverse iniziative in cantiere nella provincia di Vicenza nei prossimi mesi. La prima presentazione il 10 febbraio, a Costabissara, presso la Bibilioteca Comunale, all’interno de “Libri… che passione!” A fine aprile, invece, l’ autore Manna sarà impegnato in un incontro pubblico presso i locali della Scuola Media di Vicenza, per parlare di libri, cultura e letteratura a trecentosessanta gradi, in cui non mancheranno né l’ironia né lo spirito letterario che anima il suo modo di porgersi davanti ad un pubblico che si preannuncia numeroso. Il viaggio del nostro autore continua, supportato ancora una volta dall’editore siracusano Francesco Urso che ha creduto in lui sin dalla sua prima produzione letteraria. Il primo libro su Gela è stato presentato nel 2007 alla Bibilioteca comunale su iniziativa dell’assessorato all’Istruzione, università e ricerca. Un libro su una città che secondo il giovane autore, Giovanni Manna è un pianeta da (ri)scoprire. Una moderna divina commedia nell’inferno cittadino fonte di nevrosi, ma reso con una buona dose di ironia bonaria per sottolineare gli annosi problemi di fronte alle istituzioni. A presentare la prima fatica letteraria di Govanni Manna la giornalista Liliana Blanco. Una platea numerosa e divertita ha popolato la biblioteca, formata prevalentemente da giovani. La manifestazione culturale si è trasformata in un momento di comicità satirica grazie alla presenza dell’attore Totò Galanti. L’autore sposta a Gela il fulcro degli eventi storici e letterari più importanti, ha detto l’assessore Vullo nel suo intervento, in un viaggio fantasioso in cui immagina una città da tutti ammirata: un sogno, se si consedera quale è la realtà di una via Venezia che prende il nome dal pantano che si crea quando piove. Ospite di riguardo è stato il regista Carlo Cotti che ha sottolineato che il libro si presta per realizzare una sceneggiatura.

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