La rassegna Wondertime chiude al porto di Catania con i cori verdiani

Con la direzione artistica del Maestro Cultrera, l’evento ebbe ampio successo

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Brillante chiusura al porto di Catania per la rassegna di arte e cultura Wondertime, promossa dalla imprenditrice Rossella Pezzino De Geronimo, da Pierluigi Di Rosa di SudPress con la direzione artistica del Maestro Giovanni Cultrera di Montesano. Il luogo particolare e popolare prescelto per la conclusione del ciclo di eventi che hanno riscosso lusinghiero successo durante le ultime settimane, ovvero la banchina del porto di Catania, ha visto sabato 27 luglio la esibizione della orchestra e del coro del Teatro Bellini della nostra città, in una esecuzione dei cori verdiani del Risorgimento e della quinta sinfonia di Beethoven.

La scelta del Maestro Cultrera di lasciar dirigere l’orchestra, oltremodo rodata e di elevata serietà e qualità artistica, del Bellini alla bacchetta di Luigi Piovano, primo violoncellista del Santa Cecilia e da qualche anno dedicatosi alla direzione d’orchestra, ha incontrato il favore del pubblico, eterogeneo -come deve essere per il luogo e il giorno- ma in gran parte composto da appassionati, che ha ben empito i quasi mille posti a sedere ubicati nello slargo, prestandosi il clima e con lo sfondo suggestivo dell’Etna in scenografica eruzione.

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Anche gli esponenti della politica locale e regionale convenuti (l’assessore alla Cultura del comune etneo Mirabella e quello regionale al Turismo, Messina) hanno apprezzato la manifestazione, che si è dipanata, con molta serenità, nella esecuzione dei celebri cori dalla Forza del destino (ouverture), dal Macbeth (Patria oppressa) e dal Nabucco (Gli arredi festivi e Va pensiero). Qui ha risuonato la voce unitaria del coro del Bellini (ottimamente diretto dal Maestro Luigi Petrozziello, che agisce nel silenzio e co’ fatti), i cui professionisti hanno ancora una volta dato il meglio della loro bravura e competenza, pur nella difficoltà di una esecuzione all’aperto, al vento e con amplificazione sofferta, imprecisa e -a nostro parere- inadeguata ed anche inutile.  

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Il ‘problema amplificatorio’ si è avvertito con maggior vigore nei tre tempi della celeberrima sinfonia beethoveniana, detta anche “del destino”: ivi se il primo tempo fu diretto con sveltezza eccessiva da Piovano (Toscanini avrebbe avuto da ridire…), si riscattò egli nel terzo ed ultimo movimento, ove tuttavia il ridondare della acustica degli archi, in verità di alto livello per la qualità degli esecutori, strideva in modo eccessivo amplificando ogni menoma nota, anche in modo graffiante: ciò però non ha compromesso del tutto la complessiva esecuzione, che fu assai gradita dal pubblico. Il quale ormai, tranne alcuni puristi, è di ‘palato’ piuttosto largo e non fa caso alla tessitura delle note che nell’aire dovrebbero volare senza infingimenti.

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Differentemente accadde per circa ottanta anni alle esecuzioni della banda musicale civica nel piazzale del giardino Bellini (indimenticabili le direzioni del Maestro Giovanni Pennacchio, dal 1926 al 1951): la gente allora sedevasi attorno al chiosco ed ascoltava in religioso silenzio (senza telefonini…) e niuna amplificazione… figurarsi una orchestra di livello come quella del Bellini! Nondimeno, la serata ebbe l’auspicato successo, con la partecipazione altresì di esponenti degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoja, in onore del Maestro Verdi  (che fu Cavaliere dell’Ordine Civile e Senatore del Regno).  L’anno prossimo la rassegna Wondertime, quest’anno di base alla Civita, farà tappa nel quartiere, già periferico, di Cibali: con rinnovato successo, auguriamo.

                                                                                        

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