Spettacolo teatrale con “La prova generale” al Teatroimpulso di Catania

 

L’ultimo spettacolo della stagione di Teatroimpulso sarà la commedia: “La prova generale” di Aldo Nicolaj con la regia di Mario Guarneri, che sarà in scena in via Giovanni Gentile 29 a Catania dal 9 al 12 maggio. Si tratta della ripresa di un divertente spettacolo prodotto, dalla stessa compagnia, nel 2011

Comunicato

L’ultimo spettacolo della stagione di Teatroimpulso sarà la commedia: “La prova generale” di Aldo Nicolaj con la regia di Mario Guarneri, che sarà in scena in via Giovanni Gentile 29 a Catania dal 9 al 12 maggio. Si tratta della ripresa di un divertente spettacolo prodotto, dalla stessa compagnia, nel 2011.

Una tipica famiglia che vive la crisi economica degli anni settanta, conduce una normale vita. Ma la parola chiave è proprio questa “normalità”, perché così appare agli occhi dei personaggi la gestione economica del loro nucleo familiare. I protagonisti di questa vicenda si sentono l’ultima ruota del carro della società e non si vedono riconosciuti i diritti fondamentali dei lavoratori.

“Gli attori provengono tutti dalla nostra scuola di teatro – dice il regista Mario Guarneri – abbiamo concentrato il nostro lavoro sul creare un forte contrasto tra atteggiamenti e atti compiuti dai personaggi. Un mutamento di punto di vista che abbiamo voluto sottolineare anche ruotando la scenografia per cambiare la consueta visuale prospettica frontale. La riflessione che sorge dalla vicenda narrata, sottolinea ancora una volta che il concetto di giusto e sbagliato è relativo. Dai sensi ci arrivano troppe informazioni che noi non possiamo elaborare tutte, quindi il nostro cervello le seleziona e le elabora in base alla nostra conoscenza ed esperienza di vita. Cogliamo soltanto gli elementi che ci interessano cancellando il resto. Componiamo così una realtà che ci permetta di sopravvivere al meglio, sfuggendo al dolore. La nostra coscienza, e quindi la nostra etica, derivano da questa realtà che abbiamo creato e giustificano, qualificano e autorizzano o meno le nostre azioni. Punto di vista e giudizio sono legati a questa coscienza. È con questo filtro che cerchiamo di raggiungere la nostra personale dignità. Ci sono tante realtà quanti individui. Non vogliamo così legittimare gli atteggiamenti estremi dei personaggi del testo, questo viene fatto solo per servire la pietanza sul piatto della comicità, ma solo usare una divertente metafora che si riflette in posizioni e atteggiamenti che assumiamo di fronte a grandi e piccoli eventi del quotidiano”.

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