La presentazione del libro di Carla Isabella Elena Cace “Foibe ed esodo”

Lunedì 10 febbraio alle ore 17, a Palazzo Ferrajoli – Piazza Colonna, Roma. La tragedia giuliano-dalmata a dieci anni dall’istituzione del “Giorno del Ricordo”

 ROMA – In occasione della giornata del ricordo delle foibe e del decimo anniversario della legge 30 marzo 2004 n. 92, lunedì 10 febbraio 2014, alle ore 17.00 a Roma presso Palazzo Ferrajoli (piazza Colonna , 355) sarà presentato il volume“Foibe ed Esodo. L’Italia negata. La tragedia giuliano-dalmata a dieci anni dall’istituzione del “Giorno del Ricordo” di Carla Isabella Elena Cace edito dalla casa editrice Pagine nella collana de “I Libri del Borghese”.

L’incontro sarà introdotto da Domenico Gramazio presidente della Fondazione Rivolta Ideale. Interverranno: Antonio Ballarin (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), Gian Marco Chiocci direttore de Il Tempo, Luciano Lucarini editore de “Il Borghese”, Emanuele Merlino responsabile attività culturali “Comitato 10 febbraio”, Marino Micich segretario generale della Società di Studi Fiumani, Lorenzo Salimbeni ricercatore del “Comitato 10 Febbraio” e della Lega Nazionale. L’evento si svolge con il contributo di varie associazioni: Amici del Fuan, Amici della Giovane Italia, Centro Iniziative Sociali (Cis), Donne per la Fiamma Tricolore, Fronte della Gioventù, Laut per la Difesa del Consumatore, Raggruppamento Giovanile Studenti e Lavoratori, Volontari Nazionali.

 

Giornalista professionista e storica dell’arte, Carla Isabella Elena Cace è esule di terza generazione proveniente da un’antica famiglia di medici irredentisti di Sebenico. Ha scritto, sempre sul tema del Confine Orientale, “Giuseppe Lallich, dalla Dalmazia alla Roma di Villa Strohl-Fern”, “Foibe, martiri dimenticati” e “Foibe, dalla tragedia all’esodo”. Nel 2009 ha curato, con Matteo Signori, la celebre mostra sulle foibe al Vittoriano. Fa parte del direttivo dell’“Associazione Nazionale Dalmata” e del “Comitato 10 febbraio”. Scrive l’autrice:“Questo volume è dedicato a mio nonno, Manlio Cace, ufficiale medico esule da Sebenico e presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata. Egli ci ha lasciato numerosi scritti e documenti fotografici che hanno contribuito a smantellare “la congiura del silenzio”. A lui una promessa: non smetterò mai di raccontare la tua storia, che è anche la mia. Ma il testo è stato scritto con la mente piena dei personali ricordi di tre personaggi, recentemente scomparsi, che mi hanno insegnato tanto e che tanto ci hanno lasciato: Luigi Papo, Licia Cossetto e il maestro Ottavio Missoni”.

 

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