La penicillina, un’importante scoperta storica

Il merito della sua scoperta viene erroneamente dato ad Alexander Fleming, che scoprì la penicillina solo a causa di un errore. Al contrario del reale scopritore, ossia Vincenzo Tiberio, egli non riuscì a concludere la sua sperimentazione.

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Cos’è la penicillina e chi l’ha realmente scoperta?

Le penicilline sono antibiotici disponibili sotto forma di diverse preparazioni farmaceutiche, come compresse, pomate oftalmiche, colliri, sciroppi, capsule e soluzioni endovenose e intramuscolari.

Come ben sappiamo, essa fu il primo antibiotico scoperto, ma su chi l’abbia scoperta, si sono generati molti dubbi. C’è chi pensa sia stata scoperta dal medico biologo inglese Alexander Fleming, ma in verità fu scoperta 35 anni prima proprio da un italiano: Vincenzo Tiberio, un ricercatore ed ex Ufficiale militare della Regia Marina.

Tiberio frequentò la facoltà di Medicina di Napoli, prima di laurearsi frequentò l’Istituto di Igiene dove lavorò con metodiche di laboratorio batteriologico e chimico. Si laureò con un anno di anticipo e fu il primo a scoprire il potere degli antibiotici e delle muffe. Il suo spirito di osservazione lo portò a questa importante e storica scoperta. Scoprì che le muffe avevano un ruolo fondamentale per la guarigione e il legame tra muffe e potabilità dell’acqua, infatti chi beveva l’acqua dei pozzi si ammalava spesso di gastroenterite, soprattutto quando quest’ultimo veniva ripulito dalle muffe, ma quando queste facevano ritorno, si avviava il processo di guarigione.

Iniziò a raschiare la muffa con una spatolina e le portò ad analizzare in laboratorio. Dopo aver avuto i risultati, individuò un terreno di coltura adatto ed estrasse un siero concentrato, che possedeva effetti antibiotici. Lo sperimentò sui topi da laboratorio e su cavie già infette ed essi guarirono. Prima di produrlo, però, era necessario sperimentarlo anche sugli uomini.

Una volta laureatosi si iscrisse ad un corso di Igiene per Ufficiali Sanitari. Il suo primo lavoro chiamato “Esame chimico microscopico e batterioscopico di due farine lattee italiane”, fu pubblicato su una autorevole rivista medica. Egli venne in seguito escluso dal concorso per Ufficiale Sanitario a Campobasso. Nonostante ciò la sua carriera continuò e divenne assistente ordinario nell’Istituto di Patologia Medica Dimostrativa, nel quale possedeva molti incarichi e uno di questi era la rivista settimanale “La Riforma Medica”, diventato poi quotidiano il quale conteneva articoli scientifici firmati. Egli recensì più di 180 lavori e tra uno di questi c’era la sua ricerca sulle muffe, chiamato “Sugli estratti di alcune muffe”, in cui individuò appunto il potere battericida di esse.  A Tiberio, vennero riconosciuti molti meriti, grazie ai quali la scienza fece passi da gigante. Il suo obiettivo, era la prevenzione di malattie legate alla vita sul mare. Riuscì a curare marinai affetti da vaiolo con degli estratti di China e ferro. Prestò soccorso anche a più di 2000 persone che furono colpite dal sisma del 1905 che distrusse le città di Reggio Calabria e Messina. Per il suo apprezzabilissimo gesto, gli venne conferito un importante riconoscimento. Nel 1913, si verificarono due casi di Paratifo B, all’interno del personale della Regia Marina. Grazie alla vaccinazione antitifica, Tiberio evitò gli sviluppi della malattia. Dopo questo avvenimento, venne promosso a Maggiore. Purtroppo non riuscì a portare avanti i suoi studi, perché nel 1915 venne stroncato da un infarto, alla giovane età di 45 anni.

La scoperta di Fleming, avvenne solo a causa di un errore, ovvero la contaminazione involontaria di una capsula contenente colonie di Staphilococcus aureus con colonie fungine, che aveva inibito la crescita batterica  nelle colonie di Staphilococcus aureus.

Tiberio riuscì a concludere la sua ricerca e sperimentazione, mentre Fleming non ci riuscì. Lo scienziato, scopritore della penicillina rimane tutt’oggi nell’ombra, poiché i meriti della sua scoperta vengono attribuiti ad Alexander Fleming, vincitore del Premio Nobel per la medicina, nel 1945.

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