“La Notte dei Quadri Viventi – ovvero il Castello dei Destini Incrociati”

Venerdì 2 – Sabato 3 Gennaio 2015, Castello Ursino. La pinacoteca  prende vita con un percorso teatrale ideato e organizzato da Officine Culturali, scritto e interpretato da Pamela Toscano e Angelo D’Agosta. 

In occasione delle festività natalizie, Officine Culturali ripropone, nei suggestivi spazi del Castello Ursino di Catania “La notte dei quadri viventi – ovvero il Castello dei destini incrociati”. Durante spettacolo, che si svolgerà venerdì 2 e sabato 3 gennaio, gli spettatori verranno accompagnati dalle note del violino di Giulia Emma Russo e dall'interpretazione di Pamela Toscano e Angelo D’Agosta, la coppia artistica che ha riscosso un enorme successo per lo spettacolo Mille Miglia Lontano, rimettendosi in gioco per emozionare ancora con un nuovo racconto che si snoda nel buio della pinacoteca del Castello Ursino, nel silenzio degli sguardi attoniti e sconvolti o pieni di stupore di opere d’arte raccontando la storia delle collezioni catanesi e quindi molteplici storie umane.

Traendo spunto dalla tradizione dei Tableaux Vivants che si affermano nel XIX secolo in Europa, i personaggi protagonisti della nostra pinacoteca prenderanno vita. A differenza del virtuoso immobilismo che caratterizzava la mise en scene nelle opere ottocentesche, i nostri protagonisti si muoveranno e parleranno per raccontarci le loro vite cristallizzate, i loro “destini incrociati”. Nel Castello infatti, per dirla alla Calvino, si da rifugio a quanti vengono sorpresi dalle tenebre della notte. Ad accogliere i “viandanti” il marmoreo e freddo Ignazio Biscari che indicherà il percorso da seguire a tratti comico, a tratti drammatico. Come nel castello di Calvino gli ospiti, i quadri, privi di parole vengono da mondi e epoche diverse, tutti nel silenzio delle sale condividono le proprie esperienze: moltitudine di sentimenti (rabbia, sgomento, ira, paura, stupore, indignazione) dei Vespri Siciliani di Michele Rapisardi, il gesto semplice e beato della Madonna con Bambino di Antonello De Saliba, le risa del Cristo deriso di Stomer, la follia degli occhi di Ofelia di M. Rapisardi. Il personaggio incontra autori, committenti e visitatori e la sua storia cambia forma ogni qual volta muta l’immagine, la rappresentazione pittorica e dunque l’incontro. Lo spettacolo si pone delle domande che restano sospese nelle sale del Castello, nelle preziosità della collezione civica, nelle orecchio del visitatore che è l’unico che può dare la propria personale risposta.

“La notte dei quadri viventi” è stato scritto e pensato per il Castello Ursino, costruendo ogni singolo movimento per lo spazio che lo ospita e che ne è protagonista. e realizzato in collaborazione con il Comune di Catania per il calendario “Catania Un Natale Buono”. Lo spettacolo è stato scritto da Pamela Toscano e Angelo D’Agosta con la consulenza scientifica di Officine Culturali. Per la realizzazione di “La notte dei quadri viventi” si ringraziano Barbara Mancuso, docente di storia dell’arte moderna, Salvo Puccio, fotografo e il personale del Castello Ursino.

Nota di sala

“Il popolo catanese si è impossessato del risorto castello Ursino, ha visitato il mastio con gioia furiosa, gente di ogni condizione sociale ha voluto vedere tutti gli ambienti del castello. Il castello ha respirato dinanzi all’entusiasmo quasi fanatico del popolo, i visitatori sono numerosi ogni giorno, ma regna un’atmosfera di orgoglio, di calma e ordine favorevole alla contemplazione.”  (Patanè 1934, Catania. La rivista del Comune.)

Una passeggiata che attraverso alcune sale del Museo Civico del Castello Ursino, giunge fino alla Pinacoteca. Il pubblico guidato dalle note di un violino incontra storia e aneddotica, leggende e documenti, letteratura e pittura, rivisitando uno dei pezzi più importanti del proprio patrimonio artistico e culturale, quale appunto il Castello Ursino, con uno sguardo intimo e personale.

Lo spettacolo non vuole però essere una rappresentazione teatralizzata di una visita guidata, anzi si pone in posizione dialettica con la comune fruizione degli spazi museali e piuttosto pone domande concrete che lasciano ai partecipanti una reale possibilità di risposta individuale senza suggerire retoriche posizione preordinate. Così si snoda il viaggio attraverso i reperti archeologici e le tele, per suggestioni e contrappunti, per dettagli che in maniera apparentemente casuale colpiscono l’immaginazione e catturano l’attenzione. Un tentativo di suscitare curiosità e affezione attraverso l’incontro di pittura, musica, poesia, narrativa e vernacolo spingendosi fino alle sacre scritture, ma con citazioni spesso poco conosciute o rielaborate insieme ai documenti storici e d’archivio.

L’obiettivo è quello di spostare lo sguardo dal valore degli oggetti contenuti e dal suo contenitore, alla relazione tra essi e noi, alle emersioni che suscitano, restituendo loro un significato altro, che è quello dell’esperienza diretta e condivisa, come quando si ritorna nei luoghi dell’infanzia e si ritrovano cose quasi dimenticate, e con esse si risveglia un senso di appartenenza e di familiarità legato ai luoghi e alle persone.

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