Dopo la mortadella, anche la salsiccia entra in politica

Nel 2008  ci fu lo scandalo dell’ex senatore che si mangiò la mortadella per festeggiare la caduta del governo Prodi, oggi 2016, due consiglieri comunali di Adrano ‘sbeffeggiano’  i precari senza stipendio a suon di salsiccia

Alberio e Maccarrone

Gli italiani, popolo di sognatori e fantasiosi, mettono il loro estro, ovunque, anche in politica, magari in maniera grossolana, sbagliando, ma raggiungendo il loro obiettivo: cioè quello di far parlare di sé, comunque.

Correva l’anno 2008, quando l’ex senatore di An, Nino Strano festeggiò con Mortadella e champagne,  la caduta del governo Prodi. Immortalato in una famosa foto che lo ritraeva mentre aveva la bocca piena del famoso salume, successivamente,  ha cercato di emendarsi, chiedendo scusa. Ma non sono bastate. Oggi 2016, lo scenario cambia, non ci troviamo a Roma, ma in un grosso paese, a 30 Km da Catania, Adrano. Scoppia una vera e propria querelle, che porta alle dimissioni, del consigliere comunale Enzo Maccarrone.

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Il fatto:  una cena tra consiglieri comunali, maggioranza e opposizione,  si trasforma nell’occasione per prendere in giro i dipendenti senza stipendio,  con la salsiccia  come protagonista, utilizzando frasi scurrili e offensive nei riguardi dei padri e madri di famiglia che non ricevano da mesi l’emolumento, tutto poteva cadere nel dimenticatoio. Invece, ormai che siamo nell’era tecnologica e riprendiamo e postiamo tutto, il video, filmato da loro stessi in questa allegra conviviale, viene reso pubblico, finendo sulla bocca di tutto il Paese.

La scena: musica di sottofondo,  tavola imbandita e battute a go-go sui precari del Comune di Adrano in sciopero della fame. I due componenti del senato cittadino – Enzo Maccarrone e Agnese Alberio – si immortalano mentre parlano della protesta con frasi del genere “Ora ci puttamu ‘n caddozzu ‘i sasizza, c’u ‘zziccamu ‘ndo nasu”.

Scoppia il caso: fino alle dimissioni di Maccarrone. Secondo quanto pubblicato su Yvii24.it il consigliere ha dichiarato: “Le mie dimissioni non sono un atto di debolezza  ma se sono da intralcio al Consiglio comunale mi faccio da parte. Ribadisco, di politico questa vicenda non ha nulla”.

Forse, è bene ricordare, senza falsi moralismi, che chi riveste un ruolo nella società, qualunque esso sia, deve attenersi a dei comportamenti deontologicamente e eticamente corretti. Ancor di più se si è eletti dal popolo… ma forse, il tempo ha diluito tutto.

Peccato, è meglio non mangiar salumi!

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