“La durata di un inverno” al teatro del Canovaccio

 Continua la stagione teatrale di Palco Off con lo spettacolo La durata di un Inverno, drammaturgia di gruppo tutta al femminile firmata da Focus 2, che mette in scena il rapporto tra due prostitute e la loro vigorosa personalità

locandina LA DURATA DI UN INVERNO
La durata di un Inverno racconta la storia di due donne; una cinica e compulsiva,l’altra madre ingenua e sensibile, che si ritrovano ,non per scelta, a essere coinquiline
e ad dover condividere una stanza piccola e gelida durante un inverno che sembra non abbandonarle mai.
È pieno inverno, il freddo penetra nelle ossa, si approssima il Natale.
Una giovane e spaesata donna dell’Est, appena giunta in Italia dal suo paese, si trova a dover vivere in una squallida stanza con due materassi in terra e pochi oggetti.
La sua burbera coinquilina è la padrona della baracca, che oltre al posto letto le affitta una stanza al piano di sopra in cui entrambe ”lavorano” a turno.
Si svolge tutta qui questa piccola grande storia di dolore e umanità, tra quelle quattro mura che loro malgrado devono  condividere per sopravvivere.
Andrea (Eleonora Gusmano) a dispetto di ciò che si è abbassata a fare, è una donna pulita e dolce, un po’ naif, che vive nella ferrea determinazione di guadagnare
abbastanza per costruire una casa nel suo paese per la sua famiglia.
Tea (Ania Bogdan) appare come una velenosa megera, ma è solo un essere abbrutita dalla vita, nel cui cuore c’è ancora spazio per un po’ di tenerezza.
La durata di un inverno è un testo ben scritto e ben diretto, in cui i ritmi seguono le dinamiche con forza e naturalezza. Uno spettacolo che riesce ad andare al di là del
fenomeno sociale rappresentato, al di là della prostituzione, l’immigrazione e lo sfruttamento, è una storia di speranza e sacrificio che si articola partendo dall’estrema
apparente diversità di due donne accomunate nella disgrazia e nella solitudine.
Nonostante siano due personaggi molto caratterizzati, le due interpreti vi si relazionano con la giusta misura, e regalano allo spettatore momenti di poesia e
anche qualche sorriso.
Entrambe inconsapevolmente, donano qualcosa l’una all’altra, che le porta a un’evoluzione interiore che toccherà il cuore dello spettatore.
Una tematica di grande attualità, al centro, oggi, di accesi dibattiti per l’eventuale regolamentazione normativa del fenomeno e per l’insufficienza delle
politiche di contrasto dello sfruttamento.

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