La decisione è presa: gli adolescenti europei non potranno utilizzare l’app di messaggistica istantanea più famosa

Novità per WhatsApp: dopo le  ultime disposizioni della comunità europea, l’applicazione  WHATSAPP ha deciso di vietare l’utilizzo di messaggistica istantanea ai minori di 16 anni

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Per gli adolescenti di tutta Europa sarà sicuramente un brutto colpo!  Questo, però, solo in teoria perché, al momento della registrazione, non è richiesta la presentazione di un documento d’identità. Resta quindi da capire come WhatsApp verificherà che le persone dichiarino il vero .

 

La società di proprietà di Facebook ha già annunciato la modifica sul proprio portale insieme alla nuova società di riferimento, WhatsApp Irlanda.  Gli utenti dovranno confermare la loro età quando l’applicazione esporrà i suoi nuovi termini di servizio e ha anche confermato che non condividerà le informazioni dell’account con Facebook, social che avrà un approccio più attivo nel bloccare spam o contenuti offensivi su questo e WhatsApp.   Le nuove norme sulla privacy saranno introdotte a partire dal 25 maggio, data in cui entrerà in vigore il GPDR (General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679 ) voluto dall’Unione europea.

VARIOUSLe altre novità introdotte dal servizio di messaggistica riguardano la possibilità di scaricare un dettagliato report contenente tutti i dati che la piattaforma ha raccolto su di noi (tra cui il modello del nostro dispositivo, i nostri contatti, gruppi e numeri bloccati); un’opzione che sarà offerta non solo ai cittadini europei, ma agli utenti di tutto il mondo.

Nel comunicato che ha presentato queste novità, WhatsApp è tornato anche sulla possibilità di scambiare i dati con Facebook per creare una migliore pubblicità “targettizzata” (una funzione bloccata in Europa in seguito alle forti perplessità espresse dagli enti regolatori): “Al momento non condividiamo le informazioni dell’account per migliorare la tua esperienza relativa alle inserzioni su Facebook. Come già detto in passato, col tempo vogliamo collaborare in maniera più stretta con le altre società di Facebook e continueremo ad aggiornarti a mano a mano che sviluppiamo i nostri progetti”.

“Le nuove tecnologie ci portano a trattare i dati personali a grandi velocità. I cittadini – spiega Attila Péterfalvi, presidente della National Data Protection Authoritynon sono in grado di gestire queste modalità, non possono contrapporsi al processo e decidere cosa sarà dei loro dati”.

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