La Cina è sbarcata sulla Luna. La Dea Chang’e-3 plana su Sinur Iridum

Dopo Russia e Stati Uniti, arriva il turno della Cina. 
Il coniglio della dea Chang’e viveva sulla Luna: ecco perché il rover cinese appena approdato sul nostro satellite è stato battezzato Coniglio di giada. Per tre mesi la sonda perlustrerà il suolo lunare.

Chang’e-3, la sonda cinese inviata sulla luna, ha toccato il suolo lunare alle 14.11 (ora italiana) atterrando nella vasta pianura del Sinur Iridum, il fondo basaltico di un grande cratere nell’emisfero settentrionale. 

Lo scopo del viaggio è ufficialmente lo studio geologico del suolo lunare, per mapparne la struttura e la crosta fino a diverse centinaia di metri in profondità. 

Un balzo tecnologico gigantesco per il Celeste Impero grazie alla sonda che ha completato l’operazione in grande autonomia ed è stata in grado, come hanno precisato i tecnici del centro di controllo di Pechino, di rilevare le condizioni del suolo in 3D attuando deviazioni dalla traiettoria nel caso in cui riconoscesse ostacoli rischiosi al suolo. Questo dimostra l’elevata capacità elettronica raggiunta soprattutto nella realizzazione di sistemi di guida intelligenti. Otto ore prima dello sbarco era stato comandato l’abbassamento dell’orbita sulla quale si trovava Chang’e-3 sino ad una quota di 15 chilometri.

Chang’e-3, poi, ha sganciato sulla Luna il rover Yutu, ossia “coniglio di giada”.

Yutu è un piccolo concentrato di tecnologia. A bordo infatti ci sono sensori di riconoscimento del terreno l’esplorazione, radar avanzati per studiare la struttura della crosta lunare a basse profondità, e spettrometri per rilevare gli elementi che compongono il suolo e le rocce della Luna.

Dopo l’allunaggio sono passate otto ore prima che il rover iniziasse con l’esplorazione scientifica, che durerà tre mesi. Secondo indiscrezioni è stata già pianificata una seconda missione simile per il 2017, ed entrambe dovrebbero essere il prologo per la prima missione umana cinese nello Spazio, con la costruzione di un avamposto in orbita simile all’attuale Stazione Spaziale Internazionale.

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