“La bisbetica domata” al Teatro Brancati di Catania con Guia Jelo

Straordinaria Guia Jelo per uno Shakespeare alla siciliana, inno all’amore con una intelligente regia di Turi Giordano

Si apre il sipario al teatro “Brancati” di Catania con una pedana sul palcoscenico in corso di allestimento che rappresenta il teatro nel teatro, “La bisbetica domata” di W. Shakespeare. Relazionarsi con un classico pone sempre la questione della sua contemporaneità, e se la commedia può sembrare obsoleta, l’allestimento teatrale che porta la firma dell’abile regista Turi Giordano, realizza la visione di una donna, protagonista assoluta Guia Jelo, che nonostante sia mutata la condizione femminile di quel tempo è soggiogata dall’amore. Abiti elisabettiani barocchi, volutamente obbrobri fuori moda, con un impianto scenografico che vede i colori discreti delle vesti adattarsi ai mutevoli cambiamenti con toni forti e più vivaci richiamando scorci dechirichiani.

Un bravo Agostino Zumbo, interpreta Battista Mennula (gentiluomo di Catania), che si districa abilmente in una serie di trattative al rialzo, insieme all’insuperabile Guia Jelo; entrambi convincono quasi sempre nei battibecchi forzando i toni argutamente, così come Massimo Giustolisi (Lucio) sembra conservare la presenza di spirito che necessita a Tonio, interpretato da Fabio Costanzo, per aiutare il suo padrone a servire il suo personaggio. Tra ossimori, iperboli e battute che hanno suscitato apprezzamento e applausi del pubblico, spicca Bisicchia astuto domestico; il duetto fra Jelo e Brazzaventre, dà supporto alla pièce, insieme a Lucia Fossi, Angelo D’Agosta, Giovanni Rizzuti e Monia Manzo. Una chiusura inaspettata, vince l’amore, la femminilità e Jelo padroneggiando la scena, dalla furia cavallina e traviamenti uterini mette a nudo se stessa, diventa una donna innamorata e dice “io lo amo” qui la grande attualità.

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