Jurassic World, il parco riapre

Il nuovo capitolo della saga di Spielberg non delude gli appassionati, pur non essendo al livello del primo film, grazie a una trama ben costruita e ad effetti speciali mozzafiato. 

Ieri sera, 11 Giugno, è stato proiettato al Teatro Antico di Taormina il nuovo film del produttore esecutivo Steven Spielberg, costato la bellezza di 180 milioni di dollari, sulla saga dei dinosauri più amati da ragazzi e adulti. 

Tutti quelli che videro al cinema “Jurassic Park” nel 1993 non aspettavano altro che il momento di rivivere quella straordinaria esperienza che “Il mondo perduto” e “Jurassic Park III” non furono in grado di eguagliare, come spesso accade nei sequel. E non si tratta soltanto dell’effetto sorpresa del primo impatto; i dinosauri di Jurassic Park erano senza dubbio straordinari, delle novità assolute nel campo del cinema. Tutti amano i dinosauri, perché c’erano prima di noi, le loro tracce ci sono ancora oggi, sono un mistero lontano 65 milioni di anni, sono selvaggi e affascinanti. E, ovviamente, perché fanno paura.

Come fare quindi ad eguagliare il livello di interesse, spettacolarità ed entusiasmo del primo capitolo della saga? Non si può fare, a mio parere. È stato possibile però realizzare una trama avvincente, forse fin troppo in certi momenti, capace di tenere incollato lo spettatore per tutta la durata della proiezione, oltre agli effetti speciali di un livello chiaramente superiore, rispetto ai precedenti tre film, grazie alle innovazioni tecnologiche degli ultimi anni.

Finalmente il sogno di John Hammond è diventato realtà e il parco di Isla Nublar è funzionante, con oltre 20.000 visitatori ogni giorno. La struttura, di proprietà di Simon Masrani (Irffan Khan) è gestita da Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), affascinante donna in carriera, così occupata nel suo lavoro da non riuscire a badare ai suoi due nipoti Zach (Nick Robinson) e Gray (Ty Simpkins), venuti a trovarla sull’isola.

Il parco ha però bisogno, come ogni cosa, di nuove attrazioni per attirare visitatori e si decide allora di provare qualcosa di innovativo e, allo stesso momento, molto pericoloso. Nel laboratorio di genetica il dott. Henry Wu (B. D. Wong, unico attore del vecchio cast presente sul set) crea un ibrido di dinosauro, mescolando il dna di più specie. L’”indominus Rex” si rivelerà però più intelligente del previsto e, dopo essere riuscito a scappare dal recinto, andrà in giro per l’isola disintegrando i sistemi di sicurezza e divorando uomini e dinosauri uno dopo l’altro.

Claire chiede così aiuto a Owen Grady (Chris Pratt), un ex soldato della marina che lavora all’interno del parco come addestratore di quattro velociraptor, insegnandogli a convivere con l’uomo. Questo rappresenta un grande passo avanti del film, che per la prima volta pone nello spettatore la consapevolezza che sia possibile instaurare un dialogo tra l’uomo e l’animale primitivo.

Gli appassionati forse si sarebbero aspettati qualche omaggio in più al primo film, senza fermarsi alle storiche ma pur semplici Jeep color sabbia. La trama ha però i suoi momenti di novità assoluta, come  l’attacco degli pterodattili e lo scontro finale che vedo coinvolto proprio l’Indominus Rex con un altro colosso della saga.

Nella speranza di non avere fatto troppo spoiler, si può concludere che Jurassic World ha rispettato le aspettative della vigilia e gli amanti del genere non resteranno assolutamente delusi.

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