“Jurassic Park” del XXI secolo: clonato dinosauro con “mamma struzzo surrogata”

 LIVERPOOL – La notizia è ormai ufficiale: clonato cucciolo di Apatosaurus. Mamma struzzo inconsciamente offre il suo ventre 

Clonato con successo un dinosauro! L’esperimento, condotto con successo dagli scienziati dell’Università “John Moore” di Liverpool, è stato annunciato da un portavoce dell’Università, che ha dichiarato trattasi di un bambino Apatosaurus soprannominato “Spot”, attualmente incubato nella Facoltà di Medicina Veterinaria presso la medesima Università.

Il DNA sarebbe stato estratto da un team di scienziati da taluni fossili di Apatosaurus, in mostra al Museo Universitario di Scienze Naturali. Una volta raccolto il DNA, gli scienziati lo avrebbero iniettato in un “grembo fertile” di struzzo.

Secondo quanto riferito dal dr. Gerrard Jones, professore di biologia alla LJMU e responsabile scientifico del progetto, ‘Gli struzzi possiedono un corredo genetico simile a quelli dei dinosauri. Le microstrutture dei loro gusci sono quasi identiche a quelle dell’Apatosaurus ed è questo il motivo per cui la clonazione ha funzionato così bene…’.

Pensavo questo genere di cose potesse accadere solo nei film… come ad esempio Jurassic Park, ma stiamo facendo accadere qui nel nostro laboratorio cose davvero incredibili!’, ha affermato Gemma Sheridan, professore di chimica alla LJMU

Una vera pietra miliare nell’ambito della ingegneria genetica, un prototipo di “clonazione con utero in affitto” che potrebbe risvegliare intere colonie di dinosauri… Un vero successo per la comunità scientifica, il cui esperimento di “clonazione” ha attirato l’attenzione di una vasta gamma di associazioni sui diritti degli animali, nonché di svariati gruppi religiosi. 

La clonazione di animali sarebbe “immorale”. Il presidente della PETA Craig Farmer, ha drasticamente criticato gli scienziati impegnati in questi esperimenti di clonazione, ritenendola potenzialmente minacciosa. ‘Questi scienziati hanno preso un animale dal Giurassico riportandolo alla vita, ma vedo solo sofferenza’, ha detto. 

Ma i “clonatori”, che sarebbero impegnati nell’ardua impresa di riportare in vita una specie ormai estinta, non sembrano per nulla disturbati dalle critiche disfattiste degli attivisti, dichiarando come infinite le opportunità che queste operazioni di clonazione di dinosauri potrebbero dare. 

Dopotutto le intensioni erano già ben note e da tempo! Si trattava solo di “fattori economici”, in quanto gli scienziati americani avevano già ammesso tempi or sono di essere in grado di “resuscitare” i giganti della preistoria.

Un pò proprio alla “Jurassik Park”, il famoso film, diretto da Steven Spielberg e basato sul romanzo di Michael Crichton, che nel 1993 aveva destato tanto scalpore.

Lì gli scienziati della Ingen, la società del miliardario Jhon Hammond, prelevando del sangue di dinosauro da un’antica zanzara intrappolata nell’ambra, estrattone il DNA, erano riusciti a riportare in vita i mitici “lucertoloni” della preistoria, con tutte le conseguenze del caso – questo è ovvio.

E, come spesso accade di notare, anche questa volta il film sembrerebbe diventare realtà… Autorevoli riviste scientifiche russe lo avevano annunciato anni fa : ‘la scienza moderna sarebbe in grado di “resuscitare” i dinosauri’.

Ed eccoci qua: la fatidica “profezia russa” del “New Jurassic Park” sarebbe adesso in atto!

In realtà, non si tratta di una vera e propria resurrezione, ma di ricreare le specie estinte attraverso due procedimenti distinti, già sperimentati con altre specie estinte.

Il primo metodo consiste nell’incrociare le specie domestiche primitive che provengono da un determinato antenato. Secondo questa tecnica, all’inizio degli anni 70, alcuni biologi tedeschi riuscirono a “riportare in vita” l’antenato del cavallo moderno (Equus caballus), il Tarpan (Equus ferus ferus), un equino selvatico di origine euroasiatica, estintosi definitivamente in Ucraina a cavallo degli anni 1918 e 1919. Gli scienziati stavano “manipolando” i geni contenuti nelle cellule riproduttive di due specie, il Konic e il Sorraia, che presentavano delle affinità con l’animale scomparso e come risultato di questo lavoro hanno dato vita a una creatura il cui aspetto era esattamente lo stesso dell’antenato estinto. Oggi, branchi numerosi di questo animale sono presenti in Polonia e Germania.

Questo approccio, tuttavia, non può essere attuato per riportare in vita i dinosauri visto che non esistono specie domestiche di questi rettili, questo è chiaro. É inutile dire che neanche dall’incrocio dei discendenti di questo gruppo, alcune categorie di uccelli (es. i rapaci), i coccodrilli e i varani potrebbe mai uscire nulla del genere! Esiste però una scappatoia: quella di creare degli embrioni ibridi. Se il DNA di un animale estinto viene conservato, è possibile impiantare una molecola, nel nucleo della cellula elementare della specie più vicina. E così è stato fatto, reperendo una “madre surrogata”, nella quale trapiantare l’embrione. Così…detto fatto! Il cucciolo di Apatosaurus da mamma struzzo è in arrivo. Come si chiamerà? Apatozzo? O forse Struzzosaurus? Chi lo sa…

Un dato, però, allo stato attuale, pare certo e “spaventoso”: entro dieci anni – e son davvero pochi! – il mondo potrebbe essere ripopolato da dinosauri!

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