JETHRO TULL a Taormina per il 50th ANNIVERSARY TOUR

Sold Out al Teatro Antico di Taormina la prima data italiana del tour estivo dei Jethro Tull, la mitica band fondata dal flautista Ian Anderson.DSC_0557 (Copia)

Debutto italiano con successo per il tour estivo dei Jethro Tull. Il flauto magico di Ian Anderson e la sua nuova band sono stati applauditi da numeroso pubblico del Teatro Antico di Taormina. Il gruppo ha presentato alla cavea il meglio della leggendaria carriera di un gruppo che ha fatto la storia mondiale del british rock.
A dieci anni dall’ultima apparizione e con una formazione totalmente rinnovata nella line-up Ian & Co. ritornano a calcare il palco del più suggestivo teatro del Mondo, quello Antico di Taormina, in una serata flebilmente affievolita dal caldo torrido della giornata datata 23 giugno …caldo da ricordare!
DSC_0556 (Copia)L’uomo che ha reso popolare il flauto nel rock continua ad attrarre le platee di tutto il mondo. A Taormina Anderson ha continuato il suo viaggio musicale instancabile, considerando la non più giovane età, accompagnando le sue liriche sui sentieri di un lungo passato, nel repertorio storico della band e del progressive-rock di qualità. 
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Il gruppo di Globus Magazine & Television non poteva non essere presente alla festa del Cinquantesimo Tull-Tour!!!

Ian, leader incontrastato della band fin dagli esordi nel lontano 1967, allo stato attuale è rimasto l’unico componente delle numerose formazioni dei Tull che si sono succedute dal loro scioglimento definitivo del 2014.
Ha ripreso il nome della band nel 2017, dopo aver risolto i problemi legali con Martin Barre, altro membro storico targato’68, e festeggiare per il Mondo il 50th ANNIVERSARY TOUR. 

DSC_0611 (Copia)I Jethro Tull, originari di Blackpool (GB), sono state una delle band più importanti e influenti di tutti i tempi, e il loro immenso e variegato catalogo di lavori ha compreso folk, blues, musica classica e heavy rock.

64980284_2395762577158118_789806221870759936_nIl concerto è stato caratterizzato da un ampio mix di materiali, alcuni dei quali incentrati sul periodo formativo precedente e soprattutto suiheavy hittersdel catalogo Tull dagli album ‘This Was’, ‘Stand Up’, ‘Benefit’, ‘Aqualung’, ‘Thick As A Brick’, ‘Too Old to Rock And Roll: Too Young To Die’, ‘Songs From The Wood’, ‘Heavy Horses’, ‘Crest Of A Knave’ e persino un tocco di ‘TAAB2’ del 2012. 

Orario di inzio rispettato, scenografia naturale dello stesso Teatro Antico con notevole presenza di illuminazioni rosso-blu in scena ed ingresso soft-rock. Ian Anderson ultimo ad entrare con il suo magico flauto al centro sul palco già preda degli eccellenti musicisti della Tull band, e che ormai lo accompagnano da anni in giro per il mondo.
Alla sua destra, e sulla stessa linea musicale, David Goodier (basso e voce) e John O’Hara (tastiere e voce), Florian Opahle (chitarra) e Scott Hammond (batteria), alla sua sinistra per completare il quintetto rock.
Ottimo il complesso del service on stage guidato dal siciliano Vito Torrisi.

Sul palco si parla molto di musica sebbene Ian è laconico con il pubblico. Qualche presentazione dei brani, qualche aneddoto, molta storiografia nelle incisioni dei brani presentati e con chi, tutto nel rigore della sua lingua madre. Nessun saluto in accenato italiano. Ma parecchi cenni agli stewards per oscurare i numerosi telefonini che prontamente salivano dalla platea per immortalare suoni ed immagini.
Di vecchio stile (lo scrivente aveva già assaggiato i borbotti di Ian qualche anno prima per un flash sfuggito alla mia Nikon). Statici gli altri componenti ma molto stage-star Florian Opahle che accortisi dei fotografi stagionali si metteva in bella evidenza durante i poderosi assoli della sua chitarra Gibson …davvero bravo!
DSC_0545 (Copia)Sul palco si sentono i 72 anni ‘suonati’ di Anderson, molto più somigliante al suo barbone Aqualung. La voce è più roca e stentata in alcuni brani. La gamba da fenicottero accompagna sempre di più i suoi piegamenti rachidei del suo flauto magico, da un lato all’altro del palco, simulando qualche danza celtica.

DSC_0565 (Copia)Parte “A Song for Jeffrey”  e Ian ricorda Jeffrey Hammond, che da amico diventò poi nel ’71 il bassista della band. In “Some Day the Sun Won’t Shine for You” ricorda il famoso Mick Abrahams, chitarra protagonista della versione disco (Abrahams poi nel ’68 lascia il gruppo per il British Blues dei Blodwyn Pig). Dal vivo il brano ha i suoni originali, con la chitarra blues di Florian e l’armonica di Ian. Anderson ricorda poi con affetto e scherza sul batterista Clive Bunkeranche se ancora è vivo” (aveva abbandonato la band nel 1972), introducendo la strumentale “Dharma For One”, “scritta con Clive nel ’68 – dice Ian – in modo che avesse un suo assolo di batteria nei concerti … adesso nel 2019 nei concerti non si fanno più gli assoli di batteria!”, battuta scherzosa per lanciare l’assolo di Hammond, il suo batterista. Immancabile lo strumentale dominato dal flauto di Bourée, tratto dalla Bach’s ‘Suite in E Minor for Lute‘ (‘Stand Up‘ – 1969).
La band attuale è notevole, possente e valida specie nei riff rock che caratterizzavano la band storica degli anni ’70. Ian è spesso aiutato nella voce dai cori del bassista e del tastierista. E si vede nell’estratto del finale progressive-rock di “Thick as a Brick” con la little-guitar di Anderson a fare le melodiche.
Tante le stranezze dell’afosa serata taorminese: A più di metà concerto Anderson annuncia una pausa di 15 minuti, invitando il pubblico a dissetarsi e ‘ammirare’ il loro merchandising.

DSC_0547 (Copia)Al rientro si parte con l’acustica “Too Old to Rock ‘n’ Roll, Too Young to Die”, poi la strana e natalizia “Ring Out, Solstice Bells”, brano del ’76 dedicato al solstizio d’inverno. Now is the solstice of the year, …Ma caldo …caldo! 

Terminato il brano “Farm on the Freeway”, parte il riff di chitarra più famoso della storia del rock dei Jethro, “Aqualung” (my friend), e scattano gli applausi del pubblico entusiasta per una suite di voce ed effetti, più di sei minuti di storia della musica. I JT ci raccontano “la triste e allegorica storia del vecchio barbone, solo e malato, che nessuno vuole aiutare“. DSC_0532 (Copia)
Concerto finito con immancabile bis. Introdotta da un assolo al piano di O’Hara (che il gruppo si porta in stile dal 2015, Isle of Wight Festival) parte prepotente il riff della rockeggiante, “Locomotive Breath”, adrenalina pura in salsa rock datata ’71.
Il testo parla dell’inesorabile scorrere della vita, paragonata ad un treno che non ha modo di fermarsi perché il vecchio Charlie (Darwin) ha rubato la leva dei freni. Metafora della vita: nella tradizione scozzese “Old Charlie” è uno dei nomignoli del Diavolo.

E’ tempo dei saluti finali. Una voce registrata dallo stesso Anderson ha il compito di presentare fuori campo i membri della band. Il pubblico numerosissimo, e di diverse fascie d’età, ha potuto applaudire e gustare l’appuntamento con la storia della musica, vivendo un’esperienza affascinante e intensa, e che ha coinvolto tutti i sensi lo spettatore del Teatro Antico. Rock on JT band!

DSC_0603 (Copia)A Little BioHistory: Il 2 febbraio 1968, nel famoso Marquee Club a Londra, i Jethro Tull si esibivano per la prima volta con questo nome. Il gruppo sarebbe poi diventato una delle band di maggior successo e più durature della loro epoca, vendendo oltre 60 milioni di album in tutto il mondo ed entrando nel corso degli anni nella coscienza culturale collettiva. Il loro album di debutto ‘This Was’, uscì più tardi nello stesso anno.
Il fondatore, frontman e flautista, Ian Anderson, ha giustamente avuto il merito di aver introdotto il flauto nel rock, come strumento di prima linea.

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SET LIST:

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For a Thousand Mothers
Love Story
A Song for Jeffrey
Some Day the Sun Won’t Shine for You
Dharma for one
Beggar’s Farm 
Bourée
Sweet Dream
My God
Thick as a Brick

 

II tempo

 

 

Too Old to Rock ‘n’ Roll, Too Young to Die
Pastime With Good Company
Songs From the Wood
Heavy Horses
Ring Out, Solstice Bells
Farm on the Freeway
Aqualung

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