Jane Austen: un’eco che rimbomba

Oggi è il compleanno della famosa  scrittrice britannica Jane Austen, suo vessillo la donna in tutte le sue sfaccettature, figlia dei suoi tempi

Oggi ricorre l’anniversario della nascita della scrittrice britannica Jane Austen -16 dicembre Steventon 1775 –  “l’artista più perfetta tra le donne” pensiero espresso dalla famosa autrice londinese Virginia Woolf.
Peculiarità principale della Austen era l’esaltazione della donna come figura pensante e dal carattere deciso e combattivo come la sua eroina più rappresentativa Lizzie Bennet in “Orgoglio e Pregiudizio”. L’autrice caratterizzava in maniera accurata e dettagliata ogni suo personaggio attraverso arguti dialoghi e distintive impronte caratteriali facilmente distinguibili e riconoscibili. Sei in tutto i romanzi pubblicati in serie dal 1811 al 1815 e due postumi, con annessi brevi saggi e corrispondenze epistolari.
La donna è il fulcro di ogni suo romanzo, ove si manifestano eroine austeniane, che lottano contro l’avidità dei nobili e l’egoismo dei ricchi nello scenario delle pacifiche campagne inglesi contrapposte alle sregolatezze della città, contornati dalle cerchie ristrette della provincia, da balli sociali e lunghe passeggiate e incontri fortuiti di milizie che, fungevano come distrazione alla routine quotidiana. Il matrimonio era l’unica preoccupazione principale delle famiglie: accasare le 5 figlie era pensiero ridondante per tutta l’avvicendarsi della storia della Signora Bennet (Orgoglio e pregiudizio).
Il finale romantico è previsto in ogni suo romanzo, ottenuto tramite il superamento degli ostacoli,  a causa delle differenti  estrazioni sociali, come Fanny Ferrars e il suo rifiuto nei confronti di Elinor Dashwood in  ”Ragione e sentimento”.  Altri esempi, i fraintendimenti pregiudizievoli nelle relazioni tra i protagonisti come la tormentata ed inequivocabile relazione tra Fitzwilliam Darcy ed Elizabeth Bennet in “Orgoglio e Pregiudizio”.
O in “Persuasione” in cui viene esplicata l’agonizzante relazione tra Il capitano Wentworth e Anne Elliot. L’importanza della felicità finale delle sue eroine ha prevalso sulla vita privata e sentimentale  della scrittrice britannica a tal punto da rinunciare lei stessa alla sua. Ebbe un solo amore nella sua breve esistenza: Tom Lefroy.
In “Becoming Jane” di Julian Jarrold, 2007, film ispirato alla sua  biografia si denota la sensibilità della scrittrice disposta a  lasciare il suo amore per ostacoli familiari e la sua  volontà  di dedicarsi esclusivamente alla stesura dei suoi romanzi. Esempio, modello d’ispirazione per molti giovani scrittori e registi contemporanei, Jane Austen venne menzionata anche da  “Vanity Fair“: «Lo scrittore più di moda nello show business non è John Grisham o Michael Crichton, ma Jane Austen».
Chissà cosa direbbe oggi la nostra Jane dinnanzi al ribaltamento dei rapporti odierni e alla estinzione assoluta del corteggiamento maschile. Ci piace ricordarla con una frase tratta dal romanzo meno noto “L’Abbazia di Northanger”  pronunciata  da Isabella Thorpe:  “Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi”:  questa racchiude tutta la passionalità, l’irrazionalità, la sensibilità delle celebri protagoniste dei romanzi della nostra eroina.

Tanti auguri Zia Jane.

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