Intervista allo scrittore Elio Manili

Scrittore fecondo, Elio Manili, palermitano doc! Nei suoi libri  si nota subito una scorrevole  scrittura e le trame sono sempre interessanti.

foto con libri

 Ricordiamo i titoli:

"Cagliostro l'amico degli uomini "2015, "Blood Triskelion" 2016, " Le Baussant- Memorie di un templare" 2017. Il suo ultimo lavoro "Pax tibi liber Venetia”, uscirà tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021

Elio sagace, colto, tenero come un vero siciliano dovrebbe essere Ama la sua terra in modo viscerale ed ama leggere moltissimo. Quali sono le fonti di ispirazione di cui si serve quando scrive? Parte da esperienze reali, autobiografiche o dalla sua immaginazione? In altre parole, quali sono per lei le influenze reciproche fra letteratura e vita?

“Le mie fonti d'ispirazione racchiudono tutte e tre le componenti sopracitate. Dedico moltissimo tempo al lavoro preparatorio circa il reperimento delle fonti storiche dell'epoca e dei personaggi che intento trattare al fine di offrire una visione quanto piu' veritiera ed oggettiva, applicando un atteggiamento di assoluta imparzialita' senza condizionamenti politici di parte. Nelle mie opere mi ripropongo di creare una fusione della componente immaginaria abbinandola ad un adeguato substrato storico. In tal modo si ottiene un coinvolgimento a doppio livello di lettura: un testo che contempla simultaneamente la componente saggistica e quella narrativa”.

Che cosa significa per lei la “credibilità” da offrire ai lettori?

“Come amava dire lo scrittore portoghese, Jose' Saramago, Nobel della letteratura: “Noi siamo ciò che diciamo, siamo il credito che ci danno”. Credo di trovarmi perfettamente d'accordo con tale affermazione. Il mio concetto di credibilità riguarda il totale impegno di offrire ai lettori delle pubblicazioni improntate al rigore storico e alla possibilità di potersi identificare nei loro personaggi. Ritengo essenziale che l'autore debba profondere tutto il proprio impegno nella stesura della propria opera e per far questo dimostri il possesso di requisiti quali la preparazione, la dedizione e l'onestà intellettuale, originando in tal modo un patto di lealtà e di fiducia con il lettore che potrà protrarsi e rafforzare  nel tempo”

Lei nei suoi libri ha scelto vari argomentazioni e trame differenti accostandosi a fatti realmente accaduti.  Ci vuole raccontare le trame dei suoi lavori letterari che si differiscono in modo notevole gli uni dagli altri ma hanno in comune un filo conduttore cioè il thriller storico?

“Osservazione alquanto pertinente ed indiscutibile. Penso che i romanzi  scritti da me intendono  rappresentare una singola storia senza ulteriori appendici. Provo una profonda avversione verso le trilogie, le saghe ed i romanzi a puntate. Ogni libro è un mondo a sé, possiede il suo unico “biglietto” di andata e ritorno nel viaggio virtuale che faccio fare ai miei lettori nei secoli passati, a bordo della mia personale macchina del tempo... Amo definirmi  un argonauta dei nostri giorni, navigatore ardito, senza paura in perenne “viaggio” alla ricerca della sua COLCHIDE. La mia fantasia spazia liberamente senza confini e preclusioni in tutte le epoche storiche!”

Elio, le è mai capitato di immedesimarsi in modo empatico nei suoi personaggi?

“In tutti i romanzi che scrivo esiste sempre alla base un atteggiamento empatico con i miei personaggi. I loro comportamenti altro non sono che lo specchio dei desideri, delle speranze dei miei ideali. Dunque in ciascuno di essi gioca un ruolo fondamentale l'immedesimazione empatica”.

Secondo lei, la scrittura può essere utile per razionalizzare e, in un certo senso, per superare – i momenti peggiori e più dolorosi dell’esistenza? La scrittura può avere della proprietà terapeutiche?

“Assolutamente si. Numerosi ricercatori hanno attestato i benefici fisici ed emotivi che la scrittura esercita soprattutto in presenza di eventi traumatici. In sintesi, tali benefici riguardano la sfera psicologica procurando la  diminuzione dell'ansia, il miglioramento dell’umore, la diffusa sensazione di maggior benessere psicologico oltre che la stimolazione delle funzioni intellettive. La scrittura, inoltre, può aiutare lo scrittore a costruire una visione più idealistica di sé stesso, degli altri e del mondo. Personalmente sono convinto assertore che la scrittura possa rappresentare uno strumento per razionalizzare e superare le fasi più dolorose della nostra esistenza”

Nel suo libro dal titolo: "Cagliostro l'amico degli uomini" lei omaggia un grande personaggio nato a Palermo: Giuseppe Balsamo. Che messaggi di vita ha lasciato, secondo lei, ai suoi conterranei ed al mondo?

"Un personaggio enigmatico, istrionico e magnetico. Fu capace di polarizzare attorno a sé l'interesse di tutte le corti europee e, dopo la bellezza di tre secoli dalla sua scomparsa, continua a far parlare di sé. In molti vedevano in lui una sorta di guida spirituale una guida verso antiche conoscenze. Dal punto di vista socio/politico tanti storici gli hanno riconosciuto un  ruolo fondamentale nello scoppio della rivoluzione francese. Infatti non molti sono a conoscenza del fatto che Cagliostro aveva in progetto di porsi a  capo della massoneria europea, tentativo poi in seguito fallito. Altrettanto importante. Altrettanto importante il suo amore per il prossimo che egli esplicò attraverso il suo impegno medico e traumaturgico. Fu un grande viaggiatore, invidiato ed avversato dalle potenti corporazioni dei medici. Il suo nome  divenne sinonimo di guarigione e la gente si accalcava  presso la sua  dimora con la speranza di ricevere cure   e conforto morale”.

"Pax tibi liber Venetia" quando verrà presentato al pubblico?

“Mi ero riproposto di presentarlo in questi mesi, ma, l'insorgenza del covid, ha fortemente condizionato tale mio iniziale proposito”.

“Vorremmo sapere, e , mi scusi la banalità di quest'ultima domanda, a quale libro è più affezionato?

“Colloco tutte le mie pubblicazioni sullo stesso piano di gradimento e coinvolgimento emotivo. Ovviamente le prime opere costituiscono sempre la parte iniziale un lungo percorso e, come tali,  le prime tappe verso una continua e positiva evoluzione. Tuttavia se mi trovassi a dover fare un mero elenco di preferenze metterei al primo posto “PAX TIBI LIBR VENETIA”, l'ultimo mio lavoro  in ordine di tempo. A seguire “LE BAUSSANT MEMORIE DI UN TEMPLARE”, al quale e'  comunque riservato il riconoscimento di essere inserito nel prestigioso catalogo della biblioteca americana di PRINCENTON“

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