Interclub Lions sul Termalismo in Sicilia: opportunità e possibilità di rilancio futuro

Il termalismo in Sicilia tra passato e presente, tra opportunità mancate e possibilità di rilancio futuro. Se ne è discusso nel corso di un convegno interclub Lions che si è svolto all’Antica Filanda di Roccalumera (Messina). 

Le Terme Siciliane: Ieri, Oggi e non più Domani.

Il settore termale come ambito di riferimento per lo sviluppo turistico regionale, questo l’importante momento di confronto organizzato dal Lions Club di Santa Teresa di Riva in sinergia con il Lions Club Catania Faro Biscari ed il Lions Club Barcellona Pozzo di Gotto. Tre club che nei rispettivi territori di appartenenza possono vantare importanti centri termali e cioè Alì Terme, Acireale e Terme Vigliatore.
Alla presenza di tanti importanti ospiti e del I° vice Governatore Lions Sicilia dott. Francesco Freni Terranova hanno relazionato la prof. Elena Di Blasi (socia del ‘Faro Biscari‘) e la prof. Margherita Ferro. 
  Lo scopo dell’iniziativa era quello di aprire un dibattito si, ma soprattutto un percorso di approfondimento al fine di contribuire ad una opportuna sensibilizzazione delle maestranze produttive e politiche per potere avviare un processo serio e strutturato di valorizzazione del territorio in strettissima interazione con la valorizzazione del patrimonio storico e culturale siciliano.
Ciò che è emerso dalle relazioni tecniche è il quadro di un settore in difficoltà. Un settore che non riesce a sfruttare a pieno le potenzialità che invece possiede. 

Il Presidente del Lions Club Santa Teresa di Riva, Antonio Scarcella nel suo intervento di apertura, ha evidenziato l’importanza del patrimonio termale come una delle risorse del territorio da riscoprire e capitalizzare in relazione a concrete opportunità di sviluppo del territorio.

Il dott. Vincenzo Stroscio presidente del Lions Club Catania Faro Biscari, Reumatologo e Medico-Legale, ha invece sottolineato una fase storica delle Terme in cui la dimensione familiare era determinante sia per il sistema di conduzione che la creazione di quello che forse è stato un benessere termale più genuino rispetto alla concezione odierna. Ha ricordato inoltre l’indotto economico che le cure termali offrivano alla popolazione militare allorché era in vigore la convenzione con il Ministero della Difesa e tutte le attività promozionali che pubblicizzavano e valorizzavano l’ospitalità, l’ambiente e i prodotti tipici locali. 
L’avv. Giuseppina Siracusa, presidente del Club Barcellona Pozzo di Gotto, ha riconosciuto il ruolo vitale delle attività produttive e di servizio legate al termalismo che hanno costituito in diversi momenti storici il traino per le economie locali delle aree interessate. 
Il consigliere dott. Cosimo Cacciola, nel portare i saluti del Sindaco e dell’amministrazione comunale di Roccalumera, ha sottolineato la disponibilità a partecipare ad eventuali approfondimenti in merito alle tematiche trattate ringraziando i Lions per continua opera di sensibilizzazione nei confronti delle comunità locali.

 Il convegno nasce dall’idea di approfondire la condizione delle strutture termali della Sicilia orientale. con l’intento di analizzare le condizioni del settore nell’ambito del sistema produttivo regionale cercando di valutare, cioè, il settore termale come ambito di riferimento per lo sviluppo turistico regionale insieme al ricchissimo patrimonio storico-architettonico, culturale e di tradizioni al fine da individuare un progetto portante su cui lavorare per il prossimo futuro. E pertanto, proprio per cercare di entrare a piè sospinto in questa logica edificante, il primo passo certamente consiste nel capire, conoscere e fissare degli elementi su cui potere lavorare operativamente. 

L’arch. Andrea Donsì che ha moderato i lavori, nel suo intervento introduttivo ha evidenziato che tra le eccellenze del territorio siciliano, la qualità delle acque termali e soprattutto il contesto geografico (il rapporto diretto con il mare) in cui sono inseriti i vari siti ne formano una prerogativa unica nell’ambito europeo. Opportunità concrete di sviluppo ma sulle quali ancora oggi dopo decenni di tentativi miseramente falliti tranne poche eccezioni tra l’altro male capitalizzate, le nostre comunità non sono state capaci di sistematizzare affinché diventino strumento di crescita socio-economica.

L’occasione di questo meeting nasce – ha affermato l’arch. Donsì – dalla consapevolezza  dell’esistenza di un bene primario che però, nell’immaginario collettivo, viene visto prevalentemente  solo in un’ottica socio-assistenziale utile ma non trainante come settore prioritario. Si tratta di un argomento poco considerato rispetto alla grandissima valenza di prospettiva costituendo una immensa risorsa poco valorizzata che ha “costi tecnici” minimali rispetto alle capacità di indotto che è capace di generare in termini produttivi, qualità terapeutiche e curative, occupazionali e di coinvolgimento socialeNon è stata casuale dunque la scelta della tematica ma – ha proseguito l’arch. Donsì –  l’occasione di incontro nasce dalla volontà di tentare di dare un impulso utile al coinvolgimento delle maestranze direttamente interessate in una fase in cui il settore rischia di subire dei pesanti disincentivi mentre la cooperazione nell’ambito di un distretto delle strutture termali potrebbe favorire un viatico concreto per ottenere l’accesso ad importanti risorse comunitarie”.

In questo contesto – come ha sottolineato la prof.ssa Lina Severino delegato responsabile tema di studio distrettuale Lions ‘La nostra Storia: cultura, tradizioni e risorse‘ – vi è la volontà da parte dei Lions non soltanto di organizzare eventi finalizzati a far conoscere le qualità del nostro territorio ma anche a valorizzarlo opportunamente. Le associazioni oggi – ha aggiunto la Severino – devono avere una più efficace funzione di stimolo”. 

Lorenzo Grasso, ex primo cittadino di Ali Terme, oggi vicepresidente Ancot (l’Associazione Nazionale dei Comuni Termali) ha evidenziato nel proprio intervento la necessità di riuscire a passare dalle parole ai fatti. “In Sicilia, ha affermato Grasso, ci stiamo provando con il Progetto del Distretto Produttivo del Benessere Termale Siciliano. Certo – ha proseguito – dobbiamo evidenziare che la Sicilia è penalizzata da una imposta aggiuntiva che prevede il pagamento da parte dell’impresa termale del 5% in più sul fatturato. Un tributo previsto solo in Sicilia.  In Italia – ha aggiunto Grasso – ci sono più di 200 comuni termali ma i dati riferiti al fatturato non sono affatto incoraggianti, soprattutto se guardiamo agli altri paesi Europei”.

Anche Paolo Genovese, Consigliere Nazionale Federterme e presidente del Parco Augusto di Terme Vigliatore, ha evidenziato le difficoltà che  giornalmente incontra nel settore del termalismo. “Oggi – ha affermato Genovese – il complesso termale alberghiero di Terme Vigliatore funziona ma non decolla. Questo – ha spiegato Genovese – accade perché siamo nostro malgrado una cattedrale nel deserto”. Il presidente del Parco Augusto ha infatti lamentato la carenza di collegamenti, di servizi, di coordinamento tra i vari operatori turistici. 

In Italia le imprese classificate come aziende termali sono circa 380 ed offrono, complessivamente, 28.000 posti letto di cui, quasi il 50%, localizzato nel Nord Italia. Il Veneto è la prima regione italiana con 85 aziende termali. La Sicilia invece, invidiata per la qualità delle acque termali non riesce ad emergere. Colpa delle scelte politiche, della gestione dell’intero settore che non ha consentito fino ad oggi un vero sviluppo, anzi ne ha in qualche modo facilitato il processo di crisi.
Oggi l’Italia è uno dei cinque paesi europei insieme a Francia, Germania, Austria e Ungheria in cui le cure termali vengono riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale

Le Terme rappresentano dunque un immensa risorsa che va valorizzata in funzione soprattutto di un possibile sviluppo turistico della regione siciliana. 

Le relazioni

La Prof.ssa Elena Di Blasi, Professore associato di Geografia Politica ed Economia dell’Università degli Studi di Messina, ha iniziato la sua relazione parlando dell’evoluzione del termalismo in Sicilia dalla dominazione greca sino ad oggi, quindi dal termalismo nell’antichità, al termalismo ludico, dal termalismo sociale a quello assistito sino ai nostri gioni in cui il termalismo è cambiato e si fonda su un modello che si basa sul passaggio “dalla cura della patologia allo stare bene“. L’offerta termale si amplia includendo anche il “benessere”, che, oltre a proporre l’aspetto salutistico, propone il benessere psico-fisico dell’individuo, spesso compromesso dai frenetici ritmi di vita imposti dalla modernità e quindi un nuovo concetto di termalismo, proteso al benessere, “a metà tra la sanità e turismo”.
Ragion per cui le terme dovrebbero diventare luoghi attrattivi che, oltre ad assolvere la funzione di cura, dovrebbero trasformarsi in spazi di ricreazione, di svago e di attrazione turistica. La prof. Di Blasi ha continuato parlando delle strutture termali di Alì Terme (Terme Marino e Terme Acqua Grazia) e di Terme Vigliatore con il Parco Augusto che concentra al suo interno anche il Centro Mourice Messegue
Ricordando la storicità delle Terme Granata-Cassibile la Di Blasi ha concluso con una riflessione comune a tutta la filiera termale siciliana nell’inserimento delle terme siciliane in circuiti internazionali, nell’attrarre utenza giovane e cercare quindi di favorire lo sviluppo delle risorse termali e salutistiche con altri modi di fare turismo e quindi creare un sistema di azioni volto allo sviluppo delle risorse culturali e ambientali: L’importanza della cultura del marketing per recuperare una adeguata logica produttiva è indispensabile non solo come processo culturale ma per il definitivo lancio delle realtà termali siciliane nel mercato europeo”.

La Prof.ssa Margherita Ferro, Presidente del Distretto Produttivo del Benessere Termale Siciliano, nel raccontare l’esperienza dei cluster di impresa riuniti nel programma, ha approfondito ulteriormente la complessa vicenda acese come riferimento di un modello negativo da cui distaccarsi definitivamente. “La prospettiva della privatizzazione di siti di Acireale, di Sciacca e di altri ancora non deve essere immaginata come opportunità per ripristinare dei sistemi di interesse privato perverso ma come occasione per il recupero reale delle risorse termali in una logica di sistema produttivo a rete e non centralizzato”. L’esperienza raccapricciante delle Terme di Acireale che ha visto in pochi far passare la gestione della struttura da una condizione floridissima ad un commissariamento finalizzato alla graduale dissoluzione come sistema produttiva è sintomatica dell’intrusione di logiche manageriali inadeguate rispetto alla ricchezza naturale che abbiamo a disposizione. 

Nel dibattito moderato dall’arch. Andrea Donsì, sono emerse ulteriori valutazioni in merito alle criticità delle strutture termali a gestione privata come evidenziato dall’arch. Mario Marino, responsabile delle omonima Stazione Termale, dal rotariano prof. Giuseppe Catena e dal dott. Giuseppe Di Tommaso, sindaco di Nizza di Sicilia.

Ha concluso i lavori il dott. Francesco Freni Terranova, I° Vice Governatore del Distretto Lions Sicilia il quale ha preso atto delle argomentazioni e degli aspetti più significativi della giornata prendendo l’impegno ad approfondire l’argomento che interessa tutta la comunità siciliana come possibile punto di partenza per un’idea di sviluppo che leghi direttamente le risorse termali al turismo regionale.

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