Inaugurata con un concerto per pianoforte e mezzosoprano la stagione 2018-19 della Società Catanese Amici della Musica

Sodalizio etneo nato negli anni in cui il solo nome di Vincenzo Bellini faceva riunire folle immense, dal barbiere al nobile, ovvero negli anni Trenta del secolo Ventesimo, occorrendo il centenario della morte del Cigno

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Nei locali della biblioteca comunale “Verga” del paesino di Sant’Agata li Battiati, alle porte di Catania, si è inaugurata domenica 7 ottobre la stagione 2018-2019 della Società Catanese Amici della Musica, insigne sodalizio nato negli anni in cui il solo nome di Vincenzo Bellini faceva riunire folle immense, dal barbiere al nobile, ovvero negli anni Trenta del secolo Ventesimo, occorrendo il centenario della morte del Cigno. epoca in cui, e ciò continuò fino agli anni Ottanta e in parte Novanta del Novecento, il culto del belcantismo era ampiamente diffuso nella nostra città, in tutti gli strati sociali, a testimonianza dell’Amore per l’Arte la Musica e la Cultura, che è sempre stato una delle caratteristiche essenziali della communitas etnea: da noi con Androne nacque il canto corale, Catania tra le pochissime città che furono elleniche, possiede un Odeon: queste realtà dovrebbero renderci orgogliosi.

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La SCAM mantiene viva la fiaccola: con la nuova direzione artistica di Anna Rita Fontana, collega e docente di notevole sensibilità, il percorso di quest’anno, denominato “Florilegi sonori”, si è aperto con un programma chiaramente ottocentesco, che privilegia pagine di sentimento e di grandi emozioni. Emozioni che la voce di mezzosoprano di Sabrina Messina, artista allieva di Mirella Freni e presente in varie opere in ruoli vari e il tocco pianistico di Ivan Manzella, alto dottorato in pianoforte a Rotterdam, specializzato a Salisburgo e docente al “Corelli” di Messina, hanno reso vieppiù significative. Dopo il saluto del Presidente storico della SCAM Tony Maugeri, il concerto si è dipanato su arie d’opera da Bellini, Mozart, Donizetti, Massenet, Rossini e Vivaldi e pagine pianistiche da Chopin, Mascagni, Verdi. La sala ha una acustica più che buona e non vi è stata, ottimo segno, traccia di microfoni come ultimamente troppo spesso accade in concerti.

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Intense le letture che la Messina, animata da molta tecnica unita al timbro notevole nei toni alti, modulati per mezzosoprano (con qualche picco sopranile) e bassi di attenta levatura, ha dato nell’aria di Cherubino “Voi che sapete”, nella Clemenza di Tito (“Parto, parto…”) e con attenzione scenica, “Cruda sorte amor tiranno”, dalla rossiniana “Italiana in Algeri”: qui ella ha gittato, pur non includendo quel pathos che devesi possedere nel ruolo di Isabella, come la voleva Rossini, il suo meglio per interpretare una delle più belle pagine mezzosopranili della storia del belcanto italiano; abbiamo anche udito “Ideale” di Tosti, ove la “novella aurora” in voce femminile, non fu certo ne’ pensieri dell’illuminato Francesco Paolo, tuttavia ben retta dall’artista. Più agile nella vivaldiana Bajazet, Sabrina Messina ha il personaggio dalla sua, la tecnica vocale evidente, vaga emotività, ma ciò implica altra interpretazione, seppure sul palco inevitabilmente si nota. Due bis dalla Carmen di Bizet e il classico “Non ti scordar di me”.

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Ivan Manzella ha il tocco del pianista consumato e nei preludi op.28n.4 e op.28 n.6 di Chopin, come nella trascrizione pianistica dell’intermezzo mascagniano di Cavalleria e altri, ha certamente dato il meglio della sua bravura: non aiutato però, anzi evidentemente ostacolato, da un pianoforte parzialmente  scordato in molte tonalità che l’amministrazione comunale di Battiati avrebbe avuto l’obbligo di fare accordare alla bisogna: se per i privati ciò è una necessità, per il comune, nel rispetto del pubblico e dei pianisti, costituisce un dovere.

In ogni caso i convenuti hanno apprezzato la serata, con notevole consenso; il programma della stagione della SCAM continua domenica 28 ottobre al Katane hotel di Catania col duo Opus Ludere, Domenico Testaì flauto, Davide Sciacca chitarra.

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