Il testamento e la perizia grafologica: le volontà ante ‘de cuius’.

Il testamento è un atto previsto dal Codice Civile, con il quale una persona dichiara le sue volontà in merito all’assegnazione delle proprie sostanze o di parte di esse per quando avrà cessato di vivere.

Può essere redatto da chi abbia compiuto la maggiore età, ma non da persona incapace, dal suo tutore o genitore, da un condannato all’ergastolo, anche se redatto prima della condanna, e non ha valore se è a favore di persona incerta.

Esistono diversi tipi di testamento, ognuno dei quali presenta vantaggi e svantaggi.

Il testamento olografo

Deve essere vergato interamente di proprio pugno, con qualunque mezzo e su qualsiasi supporto (carta, stoffa, muro, marmo), in qualsiasi lingua, con forme dialettali, errori grammaticali o sintattici, purchè siano evincibili le volontà del testatore. Affinchè sia valido deve essere olografo, ossia scritto interamente a mano, presentare la data con l’indicazione del giorno, mese e anno (vi sono però sentenze che ammettono l’indicazione di una data del tipo “Natale 2010”). La firma deve essere autografa e posta al termine della scheda testamentaria che deve contenere le volontà del de cuius, ovvero indicare con precisione le persone cui indirizzare i propri beni.

I vantaggi del testamento olografo sono dati dal fatto che il testatore, se vuole, può mantenere segrete le sue prescrizioni, nonché il fatto di aver redatto un testamento; inoltre dà la possibilità di evitare pressioni e ingerenze altrui, di modificare, rivedere o annullare con facilità quanto precedentemente disposto. Tra gli svantaggi rientrano la possibilità di smarrimento, soppressione o sottrazione della scrittura. Inoltre la sua autenticità può essere facilmente contestata.

Il testamento segreto

E’ una scrittura privata successivamente consegnata ad un notaio in presenza di due testimoni e da egli sigillato; ha il vantaggio di soddisfare il desiderio di riservatezza del de cuius e di assicurare la sua conservazione sino al momento opportuno. Può essere scritto anche da terzi o al computer, ma deve essere firmato in ogni pagina dal testatore; quest’ultimo, per apportare modifiche, deve ripetere l’intera procedura.

Chi non sa scrivere può redigere questo tipo di testamento, ma non chi non può o non sa leggere in quanto, se scritto da terzi, non potrebbe verificare la veridicità del contenuto.

Fa fede la data indicata dal notaio.

Il testamento pubblico

Il testatore esprime le proprie volontà davanti a due testimoni e a un notaio; quest’ultimo le mette per iscritto per poi procedere alla relativa lettura. Il tutto deve contenere l’indicazione del luogo, la data, l’ora ed essere sottoscritto da due testimoni, dal testatore e dal notaio.

Secondo la legge il notaio, dopo aver verificato l’identità del testatore, deve indagarne le volontà, chiarire le comunicazioni poco certe e volgerle in modo da non venir meno alle volontà del suo assistito.

 

Il  lavoro del perito e l’analisi grafologica del testamento

Il primo passo da fare è valutare se la scrittura sia artificiosa o naturale e spontanea. Se esamino un testo che presenta una scrittura stentata, con ritocchi, con tratti incerti all’inizio del testo e poi dei bei segni fluidi in altre parti, allora, come perito, mi accorgo che c’è qualcosa che non va.

Infatti, al di là degli aspetti patologici, se in una scrittura stentata, con cancellature e correzioni sospette, vi sono aspetti fluidi, specialmente nel finale delle righe o del testo stesso, allora mi trovo davanti ad una contraddizione e mi insospettisco.

Al contrario, la presenza di un testo sufficientemente lungo, privo di sostituzioni e artificiosità, ma che presenti un buon ritmo personale e naturalezza, è premessa utile alla dimostrazione di autenticità. Quindi sulla base della rilevazione o meno della naturalezza si formulano le possibili ipotesi. Se sono evidenti inequivocabili segni di artificiosità, innaturalezza e mancanza di spontaneità, come perito sono di fronte ad una più che probabile mancanza di autenticità, ad un falso. Se invece ho un testamento che presenti un testo lungo, con una scrittura fluida e naturale procedo prima all’analisi dei documenti comparativi e poi all’analisi approfondita del testamento.

A questo punto è opportuno avere a disposizione i documenti con cui comparare il testamento. Essi devono essere naturali e omogenei col documento da analizzare e come tali sicuramente autentici, emblematici e significativi.

E’ inoltre fondamentale essere in possesso di una serie di informazioni extragrafiche quali la professione, il livello culturale, il lessico, la conoscenza dei dialetti, lo stato di salute, il luogo e la posizione in cui è stata redatta la scheda testamentaria, il supporto grafico e lo strumento scrittorio utilizzati dal testatore.

Formulo infine il mio giudizio di attribuzione in termini di certezza, probabilità o possibilità di paternità dello scritto.

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