Il Teatro della Città riabbraccia il suo pubblico in streaming con l’iniziativa dedicata allo scrittore siciliano nell’ambito di Palcoscenico Catania

In scena Debora Bernardi, Filippo Brazzaventre, Angelo Tosto

In un momento difficile come questo, in cui il teatro registra una triste battuta d’arresto a causa della pandemia, la riflessione di chi il teatro lo fa da sempre e lo vive quotidianamente è silenziosa ma costante. Una riflessione che ha spinto il Teatro della Città- Centro di Produzione teatrale ad accogliere l’invito del Comune di Catania a partecipare alla manifestazione in streaming Palcoscenico Catania: il teatro e i grandi autori catanesi raccontano la città coordinata dall’Assessorato alla Cultura e co-finanziato dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo.

E lo ha fatto proponendo lo spettacolo Io, Vitaliano Brancati, dedicato al grande scrittore siciliano.   La proposta, nella versione diretta da Orazio Torrisi -  con protagonisti Debora Bernardi, Filippo Brazzaventre, Angelo Tosto  - andrà in scena, in streaming ovviamente, domani mercoledì 30 dicembre alle ore 15 al Museo Belliniano (Piazza San Francesco. Via Crociferi. Piazza Asmundo).

Lo spettacolo Io, Vitaliano Brancati è basato su brani tratti dalle opere dello scrittore siciliano e coordinati da Romani Bernardi che ne compongono una vera e propria autobiografia. I tre artisti in scena raccontano, grazie ai vari testi, tanto lo scrittore-Brancati, quanto l’uomo-Brancati nato e vissuto nel Ventennio, in un periodo decisivo della vita italiana fatto di esaltazioni e speranze deluse.

“Ci sembra doveroso da parte nostra – spiega Orazio Torrisi - dare un segnale alla società che sta subendo gli effetti rovinosi di questo stallo delle idee e delle produzioni artistiche. Per riuscire nell’intento, abbandoniamo il nostro amato teatro, inteso come luogo fisico e ci spostiamo nei luoghi della città più significativi dal punto di vista dell’attrattività turistica. Così, il luogo diventa scena e scenario dello spettacolo, fondendosi in un connubio con la performance artistica. Rappresentare un testo in un sito architettonico monumentale della città, in questo caso il Museo Belliniano, consente anche di incrementare la visibilità dei luoghi proposti nel mercato turistico”.

Una proposta artistica e culturale che rientra perfettamente nella modalità richiesta da Comune e Regione: modalità digitale e a distanza, per valorizzare la contaminazione fra teatro e turismo in un fine anno avaro di eventi a causa dell’emergenza Covid-19.

“La pandemia – conclude Torrisi - ci impone una reinvenzione del nostro mestiere in scenari nuovi e con modalità digitali che fino a questo momento non era stato necessario sperimentare. Noi, però, non vogliamo affatto reinventarci e non intendiamo sostituire questi strumenti al teatro, all’abbraccio con il pubblico, all’emozione e l’intensità dello spettacolo dal vivo. Ci avviciniamo a percorsi alternativi di arte e cultura perché ma al momento ne rileviamo l’utilità nel poter offrire al pubblico confinato a casa la fruizione di spettacoli che, seppur in veste nuova, portino con sé elementi aggiuntivi di conoscenza e di cultura. Ci avviciniamo perché è un modo per far sentire al nostro pubblico che ci siamo e resistiamo, ma noi aspettiamo di riaprire le sale teatrali e tornare ad abbracciare il nostro pubblico”.

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