Il plastico dei ferrovieri per gioco

In un capannone alla Zona Industriale di Catania è stato realizzato un plastico di modellismo ferroviario che si snoda per quaranta metri, unico in Sicilia.

Se lo dice un vero ferroviere, un vero macchinista, che il plastico di fermodellismo più grande della Sicilia ‘è bellissimo, rasenta la realtà ed è curato nei minimi particolari’ allora potete crederci davvero. Alfio Famoso, i locomotori che girano sui binari li ha guidati tutti e gli scenari lo riportano indietro agli anni Settanta, che ‘rappresentano gli anni d’oro della ferrovia italiana, quando l’economia girava anche grazie alle linee ferrate e gli investimenti nella costruzione dei treni erano considerevoli. Si vede che il plastico è fatto con competenza e passione così grandì.’ Fabio Nuzzaci è un avvocato che insieme con Michele Marletta, esperto informatico col suocero ex ferroviere, ha dato forma a un’idea nata nel 2008. “Facciamo parte di un gruppo FREMO (su facebook: Gruppo Spontaneo FREMO Catania) che riunisce gli amanti della ferrovia che realizzano plastici con degli standard particolari tedeschi, FREMO appunto, con i quali costruiamo dei moduli che possono essere uniti ad altri plastici che si trovano in Germania, in Francia, in Inghilterra e in molti altri paesi europei e viceversa in Italia. La nostra idea è quella di non far girare i trenini ma di andare oltre, siamo amanti della vera ferrovia in senso ampio e non solo del treno, che è uno degli elementI che riguardano la storia, la tecnica e la cultura. E vogliamo essere quanto più vicini alla realtà anche nell’esercizio: orari, capostazione, dirigente unico, assuntori, macchinista. Per noi è un gioco di ruolo e quando facciamo le nostre sessioni tutto rispecchia la realtà anche nei segnali, nei cartelli, nulla è lasciato all’approssimazione. Se mettiamo una tabella con il limite di velocità di 110 chilometri orari il treno non deve andare oltre (naturalmente in proporzione visto che si tratta di modellini) e se il semaforo è rosso il macchinista si deve fermare.’

L’atmosfera che crea questa realizzazione certosina è davvero da favola. Sembra che una parte della Sicilia si sia rimpicciolita grazie a un mago capostazione, che invece della paletta rossa e verde regge una bacchetta magica. Costosi locomotori Lima Expert, Rivarossi o Marklin, dotati di micro card che consente di comandarli da un computer – fisso, laptop o tablet che sia – trainano vagoni illuminati dove si scorgono passeggeri lillipuziani. E ancora, colline, ponti e gallerie. Fontane e auto parcheggiate o in attesa ai passaggi a livello. Ci sono due stazioni, di cui una in perfetta scala 1:87 che rappresenta quella di Noto Marina, sulla tratta Noto-Pachino. Ma come si fa ad acquisire tutte queste conoscenze? ‘Abbiamo studiato tanto per diventare “ferrovieri” e ci siamo procurati il manuale delle ferrovie’, spiega Marletta. ‘Quando abbiamo cominciato la costruzione, abbiamo iniziato la collezione delle informazioni sulla stazione di Noto Marina e siamo andati a trovare il signore che la ha acquistata, ex ferroviere  che percorreva quella tratta e che adesso abita al piano superiore (il piano inferiore è ancora di proprietà delle Ferrovie dello Stato): si è seduto con noi e ci ha raccontato tutto quello che sapeva sulla stazione, sulla tratta e sul traffico che si generava, un vero e proprio recupero di memoria storica. Tra una causa legale, una consulenza informatica e gli impegni familiari, Nuzzaci e Marletta si ritagliano il tempo per due sessioni la settimana, condividendo la loro passione ludica con gli altri partecipanti al gioco, con l’anima di Peter Pan che li rende eterni bambini ma con la disciplina di chi segue regole di gioco da adulti. ‘Ci vediamo il mercoledì e il sabato mattina e una volta al mese ci riuniamo per discutere sugli aspetti tecnici e fare la carta stazione. Il dirigente unico viene nascosto ed è ignaro di tutto e comunichiamo con i telefoni come avverrebbe nella realtà. Essendo un progetto modulare, in pratica è un plastico work in progress, che si evolve e non termina mai.

Continueremo a dedicarci ad esso finché ne avremo voglia oppure sin quando verrà qualcuno che dice di avere un modulo FREMO da attacca e vuole inserirsi, siamo un gruppo aperto non siamo una setta. I lavori sono cominciati nel 2010 e a breve passeremo anche allo scartamento ridotto, (la larghezza dei binari di alcune ferrovie locali la cui misura è inferiore a quella standard, che è pari a 1.435 mm., n.d.r.) come la Ferrovia Circumetnea, di cui si sta ultimando la realizzazione del modulo, con convogli non di serie realizzati artigianalmente.’

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