Il Personaggio RENZO ARBORE at SICILIA OUTLET VILLAGE. Le interviste di Globus Magazine Network

Live concert at SICILIA OUTLET VILLAGE 2015
Togliamoci il cappello per Renzo Arbore …con gratitudine! 
Le interviste di Globus Magazine Network

In effetti era da moltissimo che mi sarebbe piaciuto conoscere Renzo Arbore, addirittura dai tempi di “Quelli della Notte”, che fu seguìto da altre trasmissioni sempre molto divertenti e piacevolissime, ma un live e per di più in una location come quella in cui l’ho potuto finalmente vivere di persona, proprio non me lo sarei mai immaginato.

La stessa cosa dicasi per foto, video e annessa intervistina, giusto due domande concesse dalle Redattrici dell’Organizzazione, le gentilissime Assia La Rosa, Valentina Cinnirella e Federica Zuccaro – ufficio stampa IPress – ai giornalisti intervenuti per l’occasione.

Eh, si, cari amici, infatti, ufficialmente si è trattata dell’unica data ufficiale del suo grandissimo Tour, giusto, giusto appena ritornato da Mosca, per la Sicilia, presso l’Outlet Village di Agira, in provincia di Enna.

Indubbiamente emozionante l’incontro, sia pure per il poco tempo concesso, con Renzo Arbore, che, nel suo Tour, sta festeggiando i trent’anni di “Quelli della Notte”, ma anche – come ci dice – i suoi Cinquanta di carriera in Rai, festeggiati di recente, assieme a Fabio Fazio

Questa la sintesi dell’intervista.

Globus MagazineIn questo periodo sta girando per festeggiare i suoi anniversari, gli anniversari delle sue trasmissioni, ce ne parla?

Renzo: “Quest’anno, 2015 sono trent’anni di “Quelli della Notte” che abbiamo festeggiato da Fabio Fazio. Ma sono anche i cinquant’anni della mia entrata in RAI. Non dovrei dirlo, perché quelle ragazze laggiù, se dovessero vedere questa intervista direbbero: Azz…allora è veramente vecchio! [ride]. Sono anniversari belli, importanti perché mi sto godendo un po il successo conquistato, con gran fatica, devo dire la verità, perché ho lavorato tanto e lavoro ancora. Vengo da Mosca e arrivare a Enna non è stato semplice…

GM: A Mosca come hanno ricevuto il jazz italiano?

Renzo: “Non ho fatto molto jazz lì, ho fatto più swing, ma loro amano tantissimo la musica italiana…ho girato tutto il mondo, ma la Russia è quella che ci ama incondizionatamente e ama moltissimo la musica popolare italiana. Tanta gente è venuta al concerto senza conoscermi ma solo per sentire la musica italiana“.

Non sono tantissimi, oggi, forse, a ricordare trasmissioni fortissime come “Alto Gradimento”, assieme a Gianni Boncompagni e i loro tantissimi personaggini del “non sens” più folle, con le voci di Giorgio Bracardi (mi ricordo, in particolare lo “Skarpantibus” e il “fedele del Duce”, come altri simpaticissimi personaggi) e quel “poeta” allampanato di Mario Marenco, che mi facevano morire dal ridere, sollevandomi l’umore in quelle pause pranzo lavorative.

Ma chi lo ha seguito ancora da molto prima, parlando degli anni sessanta, certamente non dimenticherà “Bandiera Gialla” e altre trasmissioni dedicate alla Musica, come “Speciale per Voi”.

In questa trasmissione sono rimasti indimenticabili gli “scontri” diretti tra molti Artisti (ricordo una puntata, in particolare, con un “permaloso” Lucio Battisti, pungolato selvaggiamente da alcuni spettatori, con domande davvero al limite della sua sopportazione) e un Pubblico, che era libero (si, vabbè, entro certi limiti, comunque, visti “i tempi che stavano correndo” per la tv di allora), di porre domande anche piuttosto caustiche, mettendo a dura prova pazienza e nervi, appunto,degli Artisti che vi si sottoponevano, in cambio, però, di una buona visibilità. E “passare” in tv, a quell’epoca, quando non c’era la scelta che abbiamo oggi, era davvero un grande salto di qualità.

Ogni tanto, appunto, la Rai si ricorda di mandare in onda qualche spezzone, in quelle interessanti trasmissione di collage vari, come la più recente presentata da Tullio Solenghi, ad esempio.

Ma l’aspetto che più mi aveva sempre colpito in Renzo Arbore era proprio lo spirito innovativo e anticonformista, che ha sicuramente creato un grande “scossone” alla “bacchettoneria televisiva” di quegli anni di Rai, come anche il filone musicale proposto e vivo anche oggi, assolutamente fuori da quegli schemi precisini precisini, che venivano imposti per far fare “bella figura” alle trasmissioni.

E anche gli errori, voluti o meno, durante l’esibizione dei vari brani, avevano cominciato ad ottenere, l’apprezzamento divertito del pubblico, con buona pace dei vari cerimonieri delle regìe televisive, perché facevano effettivamente parte del contesto artistico – ma anche molto umano – che Arbore, con la sua Orchestra Italiana, andava proponendo.

Onestamente non saprei, ora ben definire se lui e Boncompagni avessero inaugurato il fenomeno del “non sens”, oppure, più semplicemente, si fosse inserito perfettamente in un periodo in cui, comunque, si stava voltando più di una pagina, nelle trasmissioni a sfondo d’Intrattenimento, della Rai, sia in radio che in tv, fatto sta che, sicuramente, potrei annoverarlo tra una delle principali colonne degli ascolti di quei periodi.

E raccontare cinquant’anni della sua storia radiofonica e televisiva in Rai, non penso sia così semplice e spiccio, ci vorrebbero ore di trasmissione e giga di testo, ma avere accanto a sé una persona che ancora viaggia (come il più recentissimo viaggio in Russia) e tiene un serrato numero di date di concerti e manifestazioni, come ha detto ad un altro giornalista, al punto da averne perso il conto, in più, alla sua rispettabilissima età (se non vado errato dovrebbe essere del ’37, o giù di lì), c’è altro di che levarsi il cappello, emozionatissimi, mentre ancora elegantemente, è sempre lui a levarselo al suo Pubblico, per piena gratitudine.

Non so se già esisterà e se sarà già stato scritto, ma verificherò, in ogni caso sono più che certo che una biografia come la sua, in un volume, bello “ciccio” di dimensioni, pure spesso, pesante e alto così ci starebbe benissimo, specialmente da far leggere alle Nuove Generazioni.

Ma, finalmente ecco concretizzata l’antica speranza di averlo vicino e, per di più, al microfono di Globus Magazine, Globus Radio Station & Web Television …

E poco più tardi, finalmente ascoltarlo sul palco, assieme alla sua davvero fantastica Orchestra Italiana, ai suoi Musicisti, di tutte le età e con strumentazioni di ogni tipologia, con la voce solista femminile di Barbara Buonaiuto e quelle maschili di Gianni Conte, Mario Caiano e Giovanni Imparato.

E la piazza ha risposto, alla grande, con sempre continue richieste di bis, concedendone un bel numero, e cantando assieme a Renzo, le canzoni più popolari, in ogni espressione linguistica, maggiormente in partenopeo.

 

Ora vi lascio alle immagini dell’intervista girate e scattate nel corso della serata, augurandovi, come sempre, buona visione! A presto!!!


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