Il cavallo diventa verde con l’eco palio

Un nuovo modo di pensare all’ecologia 

L’animale più nobile del mondo come il cavallo e un gruppo di fantini si sono prestati con grande spirito a fare ecologia. E’ quello che è successo lo scorso 26 ottobre nella location rupestre “Rocca dell’Inglesina” (Castel di Iudica) grazie all’eco-sezione Frigia del Movimento Azzurro, che ha organizzato il primo “Ecopalio” con la selezione di un drappello di volontari eco-lancieri. I fantini si sono misurati nella raccolta, a cavallo, di diverse tipologie di rifiuti, plastica, bottiglie, vetro e pneumatici.

L’eco palio a cavallo si pratica con una cosiddetta ‘eco lancia’, il cui brevetto è in concorso, concilia così tre passioni: equitazione, sport e ambiente. Un ‘unicum’ che ha un ritorno di carattere ambientale e ricreativo.

La passeggiata a cavallo si colora così di una nuova connotazione” dice Giovanni Barbagallo, presidente dell’ecosezione.

L’equitazione ambientale – spiega – diventa strettamente connessa alla tutela del mare. Nasce dall’eco-sezione ‘Frigia Movimento Azzurro’, associazione ambientalista Onlus, che si occupa dello stato di salute delle acque e delle coste siciliane”.

E ancora Barbagallo: “L’inquinamento dei mari è in aumento. Ha origine da attività terrestri, come impianti di depurazione e pesca irrazionale e scriteriata. Sono scomparse per esempio molte specie come lo ‘scecco di mare’, ovvero la farfalla marina e per questo l’associazione collabora con la riserva dell’isola Lachea. L’equitazione ambientale a tutela del mare – ci tiene a dire il presidente – ha lo scopo di rimuovere i rifiuti dal territorio extra urbano che non è coperto dal servizio di raccolta. I residui giacenti su aree pubbliche e su rive di fiumi e di laghi, infatti, vengono trasportati al mare dalle piogge torrentizie”.

Per il fantino vincitore del Palio, Teodoro Smirne Miletti, l’eco palio “ha dato una spinta alla pulizia dell’ambiente, sia marino che terrestre”.

Dello stesso Salvo Cangemi, comandante dell’unità ‘Acqua Marina’: “L’animale riesce ad accedere in posti avversi all’uomo. Ciò è da ausilio alla nostra attività essenziale, ovvero la tutela del mare. I rifiuti che troviamo nell’acqua, infatti, provengono dalla terra attraverso torrenti stagionali, fiumi e laghi, dove le autorità marine competenti non sempre riescono ad accedere per ripulire. La moto-nave e il cavallo possono essere la risoluzione del problema”.

La cavalleria – conclude Barbagallo pur non avendo niente in comune col mare – non a caso, spiega l’avvocato, i disertori del servizio militare parlano di aver prestato servizio nella ‘cavalleria di mare’- si trova così legata alla problematica di tutela dell’ambiente marino”.

Perfino un’attività sportiva come il polo – conclude – può così essere adattata all’uso ecologico e alla ricerca di meccanismi a tutela dell’ambiente, utilizzando l’antico feeling tra cavallo e cavaliere”.

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