I ragazzi della parte sbagliata del New Jersey

“Ci sono tre modi per uscire dal New Jersey: il primo, arruolarsi nell’esercito, ma è molto probabile che tu possa morire, il secondo, far parte dell’associazione mafiosa, ma anche qui rischi la morte, il terzo diventare un cantante”

La frase è quella pronunciata da Robert Gaudio, cantautore dei “Four Season” che, durante una scena del nuovo film di Clint Eastwood “Jersey Boys”, riassume così la vita del leader italo/americano Frank Valli, alias Francesco Stephen Castelluccio.

Il regista affronta il tema dell’emigrazione di successo ovvero, come un gruppo di ragazzi partiti dal nulla, i “Jersey Boys”, diventano famosi. Un mito degli anni ’60, dunque, la band dei ‘Four Seasons’ , è quella presentata al teatro greco di Taormina ieri sera in occasione della sessantesima edizione del Taormina Film Fest.

Francesco Stephen Castelluccio, ha così festeggiato 80 anni lo scorso 3 maggio: il cantante italo-americano di seconda generazione è diventato famoso grazie al suo falsetto di ‘Sherry’, la canzone che ha fatto ballare e scatenare i ragazzi degli anni ’60, ma anche ‘Big girls don’t cry, Walk like a man, Rag doll, Bye Bye Baby, Beggin’ e ” let’s hang on”.

Castelluccio, Tommy DeVito, Nicholas Macioci e Robert Gaudio, rispettivamente John Lloyd Young, Erich Bergen, Vincent Piazza e Michael Lomenda, sono i” four season”, gli italoamericani del New Jersey che per sfuggire ad un futuro certo fatto di mafia e rapine, si rifugiano nella musica conquistando in breve tempo le radio internazionali.

Il regista ha scelto per il suo film gli stessi attori del musical, appunto “Jersey Boys “, approdato a Broadway nel 2005 e trionfatore ai Tony Awards, (oscar del teatro), raccontando la storia di un gruppo di teenager con un destino tanto sconosciuto quanto inaspettato: quello del successo negli USA e in tutto il mondo, per un ragazzo semplice come Frank Castelluccio che inizialmente lavorava come barbiere e entrava e usciva dal carcere per rapina.

Un viaggio nella musica quindi, precedente ai Beatles e ad Elvis Presley, che ha dato occasione ieri sera agli spettatori del teatro greco di alzarsi in piedi e scatenarsi al ritmo di ‘Sherry’ tra il monito dei bodyguards che invitavano il pubblico a riprendere posto: essendo una prima internazionale bisognava anche tenere un certo decoro.

Ma il sempreverde ed eclettico Eastwoood ha questo potere anche senza il suo cappello da cowboy: raccontare la vita di ogni giorno dalla sua cabina di regia .

Frase cult del film:  “Ognuno li ricorda come devono (Everybody remembers it how they need to).

 

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