I distretti a Expo, “colonna portante” dell’economia siciliana

Tumbiolo (pesca): "I Paesi frontalieri studiano il nostro modello, fondato sulla cooperazione fra genius loci, istituzioni e mondo della ricerca". Savarino (carni):"Necessario il coinvolgimento dell'assessorato all'agricoltura insieme a quello delle Attivita Produttive"

"Questi distretti sono la colonna portante dell'economia siciliana e ne conosciamo il valore perché le nostre eccellenze agroalimentari sono apprezzate da tutto il mondo. Quindi 'aiutateci ad aiutarvi', anche per proiettare questi sforzi per il dopo Expo, la sfida piu grande che ci aspetta al termine dell'esposizione universale di Milano".

Lo ha detto a Ragusa, in occasione del workshop "Verso Expo" organizzato dai nove distretti agroitticoalimentari della Sicilia, Alessandro Ferrara, direttore generale dell'assessorato regionale Attivitá Produttive intervenuto per conto dell'assessore Linda Vancheri, trattenuta a Milano da impegni istituzionali. Con Ferrara era anche Dario Tornabene, dirigente del servizio Innovazione e Ricerca dello stesso assessorato che ha in gestione i 9 Distretti siciliani degli agrumi, avicolo, carni bovine, cereali, dolci, ficodindia, florovivaistico, ittico, lattiero-caseario. Ovvero 1500 aziende (singole e aggregate), 10mila addetti e circa 1,5 miliardi di fatturato. Unico comparto in crescita nel 2014 in Sicilia (fonte Report Bankitalia, giugno 2015) insieme al turismo. 

"Sono strutture che vanno snellite e integrate - ha aggiunto Tornabene - ma non vi é alcun dubbio che la fragile economia del nostro Paese si regge ancora in piedi grazie a loro, in Sicilia come in tutta Italia". Realtá positive che vengono studiate e imitate dai Paesi frontalieri. Lo conferma Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto Pesca, che riferisce l'esperienza del Blue Sea Land, annuale manifestazione che a Mazara del Vallo riunisce nel mese di ottobre rappresentanti istituzionali e del mondo della pesca di decine di paesi del Mediterraneo.

"Ogni anno le delegazioni straniere vengono a studiare il modello dei distretti siciliani. Distretti che sono un valore per il territorio. Che esistono a prescindere perche sono legati al genius loci, all'identitá locale. Ma che, per essere operativi, hanno bisogno di idee e di cooperazione sia fra gli stessi distretti sia di interazione con le istituzioni, gli enti di ricerca, le universitá, le associazioni di categoria".

E proprio nei rapporti con la Regione Siciliana va rivisto l'equivoco di fondo che sta alla base del riconoscimento dei Distretti agroalimentari. Lo ha ricordato Franco Savarino (carni bovine): "Ad oggi i distretti sono espressione dell'assessorato alle attivita produttive. Significa che alcuni di noi sono esclusi dall'accesso ai fondi comunitari gestiti invece dall'assessorato all'agricoltura". Un'audizione in commissione attivita produttive, a tal proposito, é stata sollecitata dai tutti i presidenti insieme a un dialogo fra i due assessorati per bypassare al piu presto quest'ostacolo.

Federica Argentati (agrumi), coordinatore del progetto della Regione Siciliana "I distretti agroalimentari in rete nell'ottica della Green e della Blue Economy" ha illustrato ai presenti i vari punti del programma e il metodo di lavoro e programmazione. "Un approccio concertato con i vari presidenti - ha spiegato - e condiviso passo per passo". Nel corso del dibattito, moderato da Enzo Cavallo (lattiero-caseario), sono intervenuti anche Antonino Scivoletto (dolce) e Biagio Pecorino (cereali), mentre Antonio Lo Tauro (ficodindia) ha presentato il portale web e il video dedicato ai nove distretti che sará utilizzato a Milano durante la settimana dei distretti, in programma dal 16 al 22 ottobre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *