I catanesi uniti dal ricordo di Giovanni Falcone

23 maggio 2015: commemorazione di Giovanni Falcone organizzata dall’associazione CittàInsieme Catania, CittàInsieme Giovani e dal gruppo degli scout di Catania dell’AGESCI zona etnea Liotru.

Lo scorso 23 maggio, come ogni anno si è svolta alle ore 19.00 la marcia antimafia organizzata dagli scout di Catania dell’AGESCI zona etnea Liotru, partita da Piazza Roma con destinazione Piazza Verga, di fronte al tribunale. Alle ore 20.00 la piazza del Palazzo di Giustizia si è trasformata in un raduno di cittadini di ogni età che hanno dato vita alla manifestazione per ricordare Giovanni Falcone e tutte le vittime di mafia, organizzata dall’associazione CittàInsieme Catania e CittàInsieme Giovani. L’evento è stato accompagnato dagli interventi musicali di due band catanesi: i “The Acoustic SunLight” e i “Legendary Sound”.

Alla manifestazione sono intervenuti: Salvatore Resca Presidente di CittàInsieme, Amedeo Bertone Procuratore Aggiunto di Catania, Mirko Viola di CittàInsieme, Luca Trovato di CittàInsieme Giovani. E ancora Davide Di Martino di CittàInsieme, Giovani e Simone Dei Pieri di Atlas. L’ntervento finale è stato di Alfio Curcio amministratore delegato della Cooperativa Beppe Montana.

Un momento di condivisione di ideali di legalità e giustizia che però non devono rimanere tali, ma essere concretizzati grazie all’azione di tutti. Attraverso il ricordo del giudice Giovanni Falcone, barbaramente ucciso dalla mafia, perché forse vicino a qualcosa di troppo grande, si è cercato di divulgare quei concetti di legalità, giustizia, rispetto del prossimo e rifiuto dei compromessi che generano la corruzione. Messaggi che devono essere trasmessi alle nuove generazioni, attraverso l’educazione e una corretta informazione, in contrasto con quella subcultura mafiosa contro cui uomini e donne come Giovanni Falcone hanno sacrificato la propria vita.

E mentre scorrevano le immagini di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, che ancora oggi lasciano un senso di amarezza, sono stati toccati alcuni concetti fondamentali a partire dalla destinazione dei beni confiscati alla mafia, fino al concetto di “Antimafia”. Dopo la strage di Capaci qualcosa è iniziato a cambiare nella società civile e sono nate numerose associazioni anti-racket, sinonimo di un cambiamento positivo nelle coscienze. A volte però si fa un abuso del termine “Antimafia”, che non deve rimanere soltanto un bel concetto, ma deve concretizzarsi in azioni concrete, fatti, per ottenere dei risultati.

Oggi, dopo le stragi che all’epoca sconvolsero l’Italia, la società civile mantiene vivo il ricordo di uomini che hanno portato avanti il loro lavoro fino alla fine. Ne sono un esempio le numerose manifestazioni che il 23 maggio di ogni anni si svolgono non solo in Sicilia, ma in tutta Italia. Così, ricordare diventa quasi una sorta di dovere morale nei confronti di uomini che sono stati lasciati soli.

 

 

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