Gli italiani stringono la cinghia…. sempre più a dieta

La Fipe insieme alla Confcommercio ha pubblicato i risultati dei ristoranti italiani che hanno risentito della crisi. Nel 2012 sono stati chiusi quasi diecimila ristoranti. Ma l'italiano si dà allo street food

L'italiano, famoso nel mondo per essere un buongustaio, amante della buona tavola, ob torto collo ha dovuto rinunciare a andare al ristorante per la crisi che ha ridotto sensibilmente l'ex panciuto portafoglio e, di conseguenza, di iniziare un regime alimentare, quasi da dieta ipocalorica. A risentire sensibilmente di questa crisi, naturalmente, sono stati i ristoranti, che sono stati costretti a abbassare le saracinesche dei loro locali. A renderlo noto sono i dati resi noti dalla Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi e Confcommercio, in occasione della presentazione della nuova collana 'Le bussole'. “
Dall'analisi eseguita risulta che nel 2012 i ristoranti italiani che hanno chiuso sono stati circa diecimila: un dato che si conferma anche per quest'anno in linea con quello precedente, visto che nel primo semestre del 2013 il saldo tra aperture e chiusure è negativo per 5.000 esercizi. Nel 2012 c'è stato un triste bilancio negativo per ben 9.345 imprese.

In due anni il consumo delle famiglie al ristorante ha avuto una flessione del 4%, pari a 2,5 miliardi di euro in meno e nel 2012 la spesa in generale si è ridotta di 1,6 miliardi di euro con una contrazione del 2,5%. Un dato negativo che si conferma, anche se in modo più contenuto, per l’anno in corso in cui è prevista una diminuzione dell’1,3%. Un panorama che stona con i dati che vedono l'Italia al terzo posto, dopo la Spagna e la Gran Bretagna, nel mercato dei consumi alimentari fuori casa con una spesa in ristorazione circa 1.200 euro l'anno.


Forse, perché hanno avuto un incremento tutti quei locali che praticano lo street food perché unisce il fattore del buon gusto con quello economico.

Non resta che aspettare per uscire da questo tunnel!

 

 

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