Gli 80 anni di Sophia Loren, l’attrice simbolo dell’Italia nel mondo

 Arriva al traguardo degli 80 la donna che è diventata l’icona dell’italianità nel mondo. Il 20 settembre del 1934 nasceva a Roma Sofia Villani Scicolone, per tutti Sophia Loren. Dopo le prime apparizioni in tv accanto a Corrado, l’incontro con Carlo Ponti, produttore prima e marito poi che la lancia nel mondo del cinema. La consacrazione nel 1960 con l’Oscar per il suo film-simbolo, La ciociara di Vittorio De Sica. Indimenticati i duetti con Mastroianni come in Matrimonio all’italiana. Per l’80esimo compleanno Donna Sofia si racconta in un libro, Ieri Oggi e domani

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Poche cose mettono d’accordo gli italiani: i Mondiali, la pastasciutta e  Sophia Loren. Sofia Villani Scicolone nasce nel 1934 a Roma, dalla madre Romilda, insegnante di pianoforte, e da padre immobiliarista, che la riconoscerà senza però sposare Romilda. Cresce a Pozzuoli fino all’età di quindici anni, vivendo la guerra da adolescente, finché con la madre non ritorna a Roma. Il padre non era d’accordo con le aspirazioni della figlia e iniziò a metterle i bastoni fra le ruote in ogni modo, come racconta l’attrice nella sua autobiografia “Ieri, oggi e domani. La mia vita” : “Vinsi un concorso di bellezza e con quei soldi con mamma partimmo per Roma per provare la scalata al mondo del cinema. Una mattina all’alba sentimmo bussare alla porta di casa. Stupite per l’ora andammo ad aprire e ci trovammo davanti la polizia. Romilda Villani? Scicolone Sophia? Venite con noi, ci intimarono. Fummo trascinate e ci fu chiesto di giustificare i proventi con cui vivevamo. Qualcuno ci aveva denunciato avanzando il dubbio che avessimo trasformato il nostro appartamento in una casa di appuntamenti”. Un’accusa infamante che arrivava proprio da suo padre e che ancora oggi Sophia Loren non riesce ad accettare: “Dopo lo sgomento iniziale recuperammo il sangue freddo e riuscimmo a dimostrare con facilità l’origine dei miei guadagni. La ferita che ci aveva inferto mio padre era profonda, e almeno per quel che mi riguarda non si è mai più rimarginata.” 

Si fa notare per la prima volta già nel 1950, quando partecipa a Miss Italia vincendo il premio di Miss Eleganza. Nel 1951 l’incontro fondamentale con il produttore Carlo Ponti, compagno di una vita, che per lei lascia anche sua moglie e le spiana una meritata strada nel fervente cinema italiano del periodo, sposandola anche nel 1967.  Quello tra il produttore cinematografico Carlo Fortunato Pietro Ponti e Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone fu un amore dapprima contrastato.  Ponti sposò la Loren nel 1956 in Messico, per procura, non potendo ottenere l’annullamento del suo primo matrimonio a causa della mancanza di una legge sul divorzio.

Accusati di bigamia, Ponti e la Loren dovettero aspettare il 1962, anno in cui il primo matrimonio del produttore venne annullato in Francia. Si sposarono ufficialmente nel 1966.

Dopo vari tentativi falliti di avere figli, vennero al mondo Carlo Ponti Jr. (1968), oggi direttore d’orchestra, e Edoardo Ponti, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico.

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Nei film del primo periodo, prima che il produttore Goffredo Lombardo suggerisca “Sophia Loren”, compare accreditata prima come Sofia Scicolone, poi Lazzaro fino al 1952. Alcuni titoli di questo periodo, nei quali recita in piccoli ruoli, sono Tototarzan, Luci del varietà, Anna, Un giorno in pretura. Esplode tuttavia nell’immaginario divistico ed erotico degli italiani in Due notti con Cleopatra (1954), al fianco di Alberto Sordi.

Da questo momento in poi, sarà difficile non incontrarla sullo schermo.
Sempre nel 1954 è nel cast di Miseria e nobiltà di Mattoli e nell’Oro di Napoli di Vittorio De Sica, un regista che rappresenterà un riferimento per la carriera dell’attrice, insieme all’attore col quale farà coppia fissa sullo schermo, Marcello Mastroianni, incontrato per la prima volta proprio nel 1954 in Peccato che sia una canaglia di Alessandro Blasetti.

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Forte anche il legame con Dino Risi, che nel 1955 la dirige nel divertente Il segno di Venere, dove recita al fianco di Franca Valeri, nonché in Pane, amore e…, dove prende il posto che fu di Gina Lollobrigida nei film della serie ideata da Luigi Comencini. Della pellicola si ricorda il sinuoso mambo eseguito per sedurre il maresciallo portato sullo schermo da Vittorio De Sica.
Segue una solida parentesi americana, dal 1957 al 1960, quando Sophia mette a segno collaborazioni con registi storici di Hollywood, tra gli altri: Jean Negulesco (Il ragazzo sul delfino), Henry Hathaway (Timbuctù), Delbert Mann (Desiderio sotto gli olmi), Sidney Lumet (Quel tipo di donna). E’ anche partner sullo schermo di Cary Grant nell’umoristico Un marito per Cinzia(1958). L’Oscar però, segno del destino, non arriva non con un film hollywoodiano. La statuetta infatti la vince con il drammatico bellico La Ciociara(1960) di Vittorio De Sica, che di lì a poco la riaccoppia con Marcello Mastroianni per i grandi successi di Ieri, oggi, domani (1963) e Matrimonio all’italiana (1964), quest’ultimo adattamento del “Filumena Marturano” diEduardo De Filippo: tutti e tre i ruoli le fruttano David di Donatello come miglior attrice protagonista. Poco dopo incrocia l’ultimo film di Charlie Chaplin, che la fa recitare al fianco di Marlon Brando in La contessa di Hong Kong (1967); qualche anno dopo, sarà insieme a Richard Burton in un’altra opera-sipario di una carriera, Il viaggio (1974), ultima regia di Vittorio De Sica e altro David per Sophia.
Negli anni Settanta, la Loren vive di una popolarità ancora forte, grazie a commedie come La moglie del prete (1970, con Mastroianni) e La pupa del gangster (1975), ma il suo commiato “ufficioso” dal cinema rimane il trionfo di Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola, ancora diviso sullo schermo con l’amico Marcello Mastroianni. Il lungometraggio le donerà gli ultimi premi non alla carriera: David di Donatello e Globo d’Oro. Negli anni Ottanta la nuova stella di Sophia Loren diventa la televisione. Non più il cinema iridato, che negli anni ’80 subisce una piccola battuta d’arresto a livello globale, ma il piccolo schermo casalingo, che diventa l’alleato numero uno della società di massa. Si impegna così in alcune produzioni televisive, molte delle quali di carattere autobiografico. Oltre a Madre coraggio e Mamma Lucia anche un fortunato remake di uno dei suoi maggiori successi, La ciociara del 1988 ad opera di Dino Risi e poi Qualcosa di biondo, nel 1984, film in cui recita accanto al figlio Edoardo. nel 1993, sarà lei a consegnare il Premio Oscar alla carriera al grande maestro del cinema italiano Federico Fellini. Tra le cerimonie di consegna degli Oscar è rimasta celebre poi quella del 1999, in cui è sempre la Loren a chiamare sul palco Roberto (Benigni), per La vita è bella, sventolando con gioia la busta del vincitore, pronunciando, in modo quasi familiare, solo il nome del vincitore.

La carriera a due di due grandi divi del cinema italiano e internazionale, la bellissima Sophia e il grande Marcello Mastroianni si “conclude” per così dire nel 1994 quando Robert Altman li vuole entrambi, ancora una volta insieme, sin dai tempi del sodalizio artistico stretto con Vittorio De Sica, per il suo Prêt à porter, in cui si diverte a citare con ironia la scena del celebre strip-tease di Ieri, oggi e domani.

L’ American Film Institute, nel 1999, ha inserito la Loren al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema ed ha anche la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame. Sophia Loren detiene il guinness dei primati come attrice più premiata nel mondo.

Il 2010 la si vede impegnata in un nuovo ruolo nella miniserie televisiva “La mia casa è piena di specchi” che tratta proprio della vita dell’attrice Sophia Loren, ispirandosi all’omonimo romanzo autobiografico scritto dalla sorella Maria Scicolone. Nel 2011 presta la sua voce a Zia Topolino nel film d’animazione “Cars 2” e nel 2013 è Angela in “La voce umana” di Edoardo Ponti.

 Si è aggiudicata, infatti, due Oscar (1962- 1991), un New York Film Critics Circle Awards (1961), un BAFTA (1961), cinque Golden Globe (1964-1965-1969-1977-1994), un premio come Migliore interprete al Festival di Cannes (1961), La Coppa Volpi (1958) e il Leone d’oro alla carriera (1998) alla Mostra del cinema di Venezia.

Inoltre, due Globo d’oro (1978-2006), tre Nastro d’Argento (1961-1978-1995), nove David di Donatello (1961-1964-1965-1970-1974-1978-1984-1999-2014), un Telegatto d’oro alla carriera (2001), un Premio San Marino per il Cinema (2012), un Taormina Art Award (2012). Vanno aggiunti La Legion d’Onore in Francia (1991), l’Orso d’oro alla carriera al Festival di Berlino (1994), il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (1996).

In occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Torino 2006, Sophia Loren è stata una delle otto donne che hanno portato la bandiera olimpica.

 

 

 

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