Giuseppe Varriale presenta il suo nuovo libro “E non ci indurre in tentazione”

Le  riflessioni   che si trovano nel libro sono un’utile messaggio di speranza   specialmente in questo periodo cosi’ difficile di  quarantena imposto.

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Scrittore napoletano verace  da anni si interessa anche di scrivere libri che hanno un significato recondito e messaggi di speranza Fino ad adesso ne ha scritto due.  Oggi parleremo de libro dal titolo: “E non ci indurre  in tentazione” Che significato ha  questo titolo?

“Il titolo richiama la petizione della preghiera del Padre nostro che la Conferenza Episcopale Italiana ha deciso di cambiare con le parole: “E non abbandonarci alla tentazione” dapprima nel testo biblico e poi nel messale”.

Perche’ ha  cominciato a scrivere?

“In precedenza ho scritto un ebook umoristico, parzialmente autobiografico, intitolato: “Incontri di un napoletano all’ombra della Mole”, nato dalle mie esperienze presso studi legali dove si fa pratica duramente, talora senza ricevere neppure un rimborso spese. La voglia di scrivere è nata in me dal voler denunciare con l’arma della satira tale situazione. Il racconto è ambientato a Torino, una città che mi affascina molto, ma le mie esperienze sono avvenute a Napoli dove sono nato e tuttora vivo”.

C’è un’ immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler dventare scrittore?

“I miei esordi negli studi legali e le situazioni talvolta paradossali che mi capitavano e che ho descritto nel primo libro”.

Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’e’ cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi e cosa significava agli inizi? Cos’e’ rimasto e cos’ha perduto e cos’ha guadagnato?

“All’inizio avevo iniziato a scrivere brevi battute umoristiche quasi per gioco e per pochi intimi amici. In seguito poi una di loro mi ha convinto a raccoglierle in un racconto e da lì è nato il mio primo scritto. A distanza di quasi sette anni mi sono ritrovato a scrivere brevi preghiere ed ho deciso spontaneamente di raccoglierle. Entrambi gli ebook sono quindi accomunati dall’essere nati per caso dall’iniziare a scrivere poche cose separate. Un’altra caratteristica comune è un invito a riflettere, ma mentre nel primo esso derivava da una satira piuttosto forte ed a tratti polemica, nel secondo esso discende dal pensare al rapporto con Dio, con il prossimo ed in generale con la vita di ogni giorno. I guadagni più importanti sono stati: la soddisfazione di aver scritto due libri, l’apprezzamento da parte dei lettori ed un riscontro non male per un autore che si promuove da solo (su Fb la pagina del primo racconto conta quasi 1.500 likes, quella del secondo ha superato i 500)”.

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Racconti ai lettori del Globusmagazine, in breve, di cosa tratta il suo libro?

“L’ebook “E non ci indurre in tentazione” è nato in seguito alla mia creazione su Facebook di una pagina omonima a sostegno della recita del Padre Nostro con le parole: “E non ci indurre in tentazione”. La gestione di tale pagina mi ha spinto ad approfondire il senso di tale petizione, a comprendere che essa stessa è già da sola una preghiera dal profondo significato ed a formulare riflessioni e soprattutto brevi preghiere, raccolte nel manoscritto. Ho poi creato su Facebook un’altra pagina dedicata al manoscritto reperibile al seguente link: https://www.facebook.com/E-non-ci-indurre-in-tentazione-Ebook-gratuito-di-Giuseppe-Varriale-106338890849455/ ) ed ho deciso di distribuirlo gratuitamente sia perché si tratta di un testo religioso, sia perché esso possa avere una maggiore diffusione e dunque contribuire meglio alla recita della preghiera con le parole “E non ci indurre in tentazione”. Il manoscritto è richiedibile con un messaggio alla suddetta pagina Fb o con una mail all’indirizzo: vgis74@yahoo.it . Vi è poi su Youtube il seguente breve video di presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=Gf1RQ0QW50M” .

Qual’e’ il suo pubblicco  ideale?

“L’ebook “E non ci indurre in tentazione” è stato da me dedicato a tutti coloro che hanno pregato, pregano e pregheranno il Padre nostro con l’espressione “E non ci indurre in tentazione”.

A che letore pnsa  quando scrive?

“Ad un lettore che abbia un minimo di spirito critico e la mente aperta alla riflessione”.

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