Giro di Lombardia, ultima chiamata della stagione

Nibali pronto a stupire nell'ultima corsa del World Tour

Domenica 4 ottobre con il Giro di Lombardia si chiude la stagione delle corse World Tour. Quest’anno “La classica delle foglie morte” si è rifatta il look. Il nuovo percorso porterà la carovana da Bergamo a Como lungo 245 km e sarà così anche per i prossimi due anni. Bel tracciato impegnativo che si può sostanzialmente dividere in due parti, la prima di 170 km non particolarmente impegnativa prevede anche la scalata del Colle del Gallo e del Colle Brianza, poi a Bellagio  inizia il vero Lombardia.

In rapida successione prima il Ghisallo, la più classica della competizione, una salita divisa in tre sezioni. La prima e l’ultima molto impegnative con pendenze sempre oltre il 9%, la seconda in falsopiano con tratti addirittura in contropendenza. Poi subito dopo la Colma di Sormano, salita in due parti distinte, un primo tratto di 5 km pedalabile al 6,5%, per continuare poi con il terribile Muro di Sormano, 2 km al 16 %. Infine l’epilogo, molto interessante, con gli ultimi venti chilometri che prevedono il Civiglio, 4 km al 10% ed all’interno dell’abitato di Como, il San Fermo della Battaglia, che con i suoi 3 km al 7 % è il maggior indiziato a risolvere la partita. Dallo scollinamento all’arrivo mancheranno infatti soli 5 chilometri.

Chi è dotato di fondo e ben digerisce salite, discese e probabile mal tempo finisce automaticamente nello stretto novero dei favoriti. In prima linea troviamo il solito Valverde. L’Embatido, tante volte piazzato ma stranamente mai vincitore, ha tutte le carte in regole per mettere la firma nell’albo d’oro e chiudere una stagione eccellente. È uscito bene dal mondiale, non ha l’obbligo di staccare tutti, non teme le salite e gradisce come pochi le discese. È lui il favorito numero uno. Poi Nibali. Vincenzo sta attraversando un ottimo momento di forma, il percorso non lo penalizza e non ha paura del mal tempo. Per lui una grande occasione per cancellare lo zero nella voce classiche monumento del suo palmares.

A stretto giro Rodriguez, forse un po’ stanco dopo una Vuelta tirata, ma da sempre un grande feeling con questa corsa. Un gradino sotto Gilbert e Rui Costa, ad entrambi potrebbero risultare indigesti i troppi chilometri di salita. Hanno comunque classe, condizione ed acume tattico per giocarsi bene le loro carte. Scendendo ulteriormente Pinot, Daniel Martin e Majka, con i primi due forse con lo sguardo all’insù ad augurarsi che non piova.

Possibili sorprese Poels, Wellens, Moreno, Dumoulin, Bardet e Gallopin. Fra i nostri si attende l’ennesima bella prova dell’irriducibile Rebellin. Sta attraversando un ottimo momento di forma anche Rosa, trionfatore alla Milano Torino. Tuttavia il piemontese, salvo sorprese, dovrebbe prestare i suoi servigi in favore di Nibali. Da Pozzovivo ci si aspetta sempre un buon segnale. Per Visconti vale il discorso di Rosa, ma in questo caso i favori sono per Valverde. Un cenno per Cunego, tre centri al Lombardia ed ultimo fra i nostri ad assaporare il successo in una classica monumento. Una sua bella prestazione sarebbe un piacevole colpo di coda.

Assente invece Aru. Un film già visto, il sardo è stato dirottato dai quadri Astana verso il “prestigiosissimo” Tour dell’Almaty, importante competizione cosacca nella quale c’è la necessità di far bella figura con i più alti esponenti politici locali. Ragione più che valida.

Il Salotto, in vita da oltre due anni, attende con pazienza di celebrare la prima vittoria nostrana in una classica monumento.

Che sia questa la volta buona?

Non ci resta che incrociare le dita.

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