Giovanni Grasso interpreta Carlo Goldoni

Il Maestro Grasso dirige “L’Amante Burlato”, mercoledi 31 maggio, al Sangiorgi di Catania.

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Il Maestro Giovanni Grasso– nipote dell’omonimo attore tragico siciliano- dà lustro al prestigioso Teatro Sangiorgi di Catania, mercoledì 31 maggio (20.30), interpretando ‘L’amante burlato, intermezzi in due parti’ di Carlo Goldoni. Prodotto dall’Istituto Musicale Vincenzo Bellini- in convenzione col Teatro Massimo Bellini- Salvatore Carchiolo dirige l’opera con adattamento alla regia dello stesso professor Grasso.

Ma per poter capire la storia de ‘L’Amante Burlato’ bisognerà andare indietro nel tempo, esattamente nel giugno del 1768.

Siamo nella più estrema e appartata provincia del Regno delle due Sicilie.

Siamo a Noto. E proprio in questa remota città siciliana, giunge da Napoli un giovane musicista di talento, accompagnato da grandi ambizioni artistiche e da un rispettabile curriculum.

Egli ha ventitré anni ed eccolo improvvisamente catapultato, per effetto di una fuga le cui ragioni non c’è dato sapere, dall’abbagliante vita artistica e musicale di una grande e irrequieta metropoli europea, tale è il capoluogo campano, alla cittadina siciliana in cui egli mise piede nel giugno del 1768 e dove visse fino alla sua morte.

Stiamo parlando di Paolo Altieri (1746-1820), per cinquant’anni Maestro di Cappella.

Altieri- prolifico nella composizione di musica sacra e devozionale- scrisse solo due opere melodrammatiche in forma di intermezzi.

La prima col titolo ‘I furbi delusi’, fu composta nel 1768, poco prima del suo trasferimento a Noto.

La seconda, iniziata l’anno successivo, fu ultimata dopo un quarto di secolo, cioè nel 1794 col titolo, appunto, ‘L’amante burlato’ e che non fu mai messa in scena.

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Ed eccoci dunque ricatapultati ai giorni nostri con la più bella delle sorprese: udire per la prima volta nella storia della musica ed esattamente, mercoledi 31 maggio, al Sangiorgi di Catania, le magnifiche melodie che accompagnano le arie di questo intermezzo, ove il carattere dei personaggi è coerentemente raffigurato con garbo e perizia da melodie semplici e originali ed apprezzare i concertati per la loro forza drammatica ed espressiva con cui il compositore arricchisce un’azione continua e inarrestabile, ricca di sottointesi e capovolgimenti, una musica che senza soggezione si confronta con l’autore di commedie più grande del suo secolo vale a dire con Carlo Goldoni.

Così Altieri sostituisce le arie e i concertati con altre di autore sconosciuto, e altera il libretto originale del commediografo veneziano tagliandone una buona parte e riducendo da tre a due gli intermezzi. Per sua mano aggiunge pochi versi per un quarto personaggio appena citato nel testo originale e che qui agisce in veste di innamorato. Florindo, questo il suo nome, innamorato geloso, irrompe all’improvviso nella scena per cercare l’amata, le sortite di questo inedito personaggio sono a prima vista superflue, inoperose, che spezzano il ritmo dell’azione per come l’aveva congegnata Goldoni, eppure l’inserimento di un nuovo protagonista arricchisce l’azione, aiuta a svolgere più in fretta l’intrigo incastrandosi perfettamente nella vicenda.

Con l’inserimento di Florindo, Altieri ha inoltre la possibilità di sfruttare appieno le novità formali introdotte e già largamente diffuse in tutta Europa dalla scuola napoletana, cioè quella di descrivere con la musica, principalmente nei concertati finali a catena, un’azione mobile, corale, elaborata con una molteplice quantità di reazioni psicologiche dei personaggi che agiscono simultaneamente e costruita da diversi momenti drammatici staccati l’uno dall’altro, che poi si ricongiungono per ricomporsi nell’esito finale, cosicché ne’ ‘L’amante burlato’  il musicista può alterare la forma originaria dell’intermezzo tradizionale.

Personaggi e interpreti:

Belarina (musica principiante) Margherita Aiello

Volpiciona (madre di Belarina) Claudia Ceraulo

Tascadoro (uomo ordinario) Graziano D’Urso

Conte Florindo (innamorato di Belarina) Ausilia Arrigo

 Clavicembalo e direzione Salvatore Carchiolo *

 Adattamento e regia Giovanni Grasso *

ORCHESTRA BAROCCA DELL’ISTITUTO BELLINI

Violini Carla Marotta* (maestro di concerto) Germana Caniglia, Giulia Lo Piano,

Andrea Platania, Giorgia Reitano,Martina Scarpuzza, Alessio Correnti,

Irina Viktarouskaya, Marianna Musumeci David Fidone

Violoncelli Maurizio Salemi* , Francesco Musumeci

Contrabasso. Piero Leone

Oboi Luciana Danieli, Janeal Tatum

Trombe Gianluca Lucenti,Antonio Maucieri

Corni Ignazio Coco, Gabriele Denaro

Clavicembalo . Pietro Piricone

Maestro collaboratore Giulia Russo

Assistenti alla regia Carmelo Maucieri, Valentina Bauso

Suggeritore Manuela Infalletta

Assistente costumista Margherita Melania Aiello

Sarta chiley Campisi

Trucco e parrucche Studio 3 Alfredo Danese

 Costumi Rosy Bellomia

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