Giampaolo Pavanello, uno scrittore non per caso

Nato a Palù in provincia di Verona;  il suo primo romanzo, uscito nel 2015 (La città dei sornioni), nel  2018 è uscito il secondo libro intitolato “La trappola dei Balcani – sottotitolo – La giustizia della vendetta”; attualmente sta lavorando al terzo ed ultimo romanzo  di questa trilogia ambientata tra l’Italia e la ex Jugoslavia, con sconfinamenti in altri Paesi europei ed africani.

COPERTINA 1° LIBRO

l libri “La città dei sornioni” e “La trappola dei Balcani” titoli molto significativi ed originali: che significato hanno? Che messaggi vogliono comunicare?

“I romanzi “La città dei sornioni” (uscito nel maggio del 2015) e “La trappola dei Balcani – La giustizia della vendetta” (uscito nel novembre del 2018) sono i primi due libri di una trilogia, infatti in questo periodo sto lavorando al terzo romanzo e la sua uscita è prevista per la primavera del 2020. Il titolo del romanzo “La città dei sornioni”, fa riferimento alla città di Trieste dove tutto inizia, una città apparentemente sonnolenta e poco interessata a quello che gli succede intorno, in realtà è un crocevia di interessi di ogni genere, essendo la porta del confine verso est ad’è pregna di presenze intriganti quali  criminali internazionali, banchieri, servizi segreti di mezzo mondo e la potente massoneria con i suoi rappresentanti all’interno delle istituzioni.Il titolo del romanzo “La trappola dei Balcani – la giustizia della vendetta”, è comprensibile dalla lettura della dedica del libro: “Dedicato a tutte quelle persone che hanno subito una perdita per mano assassina e non hanno mai avuto giustizia, rimanendo nel loro funesto dolore, a causa dell’oblio della giustizia”. Max, uno dei protagonisti, oltre che il filo conduttore della trilogia, viene tradito dalle stesse istituzioni per cui lavorava e purtroppo, in talune circostanze, la giustizia umana non arriva allo scopo e allora la vendetta sembra essere l’unica giustizia possibile”.

Innanzitutto voglio ricordare ai giovani la terribile guerra fratricida dei Balcani, avvenuta negli anni ’90 e durata circa 10 anni, nonostante fosse alle nostre porte, l’interesse mediatico era quasi inesistente se lo mettiamo a confronto con successivi conflitti avvenuti a migliaia di chilometri di distanza, senza tenere presente che il conflitto balcanico ha riportato in vita la terribile “pulizia etnica”. In secondo luogo sensibilizzare i lettori a non credere ciecamente a tutto quello che viene trasmesso o scritto sulla stampa, in particolare quando sono presenti attività istituzionali o politiche, la realtà viene sempre manipolata a favore degli interessi strategici, dei poteri forti del momento e della strategia geopolitica, per questo motivo alcuni settori dei media non sono nient’altro che stampatori di “veline”. Per ultimo, ma sicuramente non meno importante, comunicare ai lettori, che nessuna rivoluzione o sovversione del potere di uno Stato avviene dal popolo, ogni rivoluzione viene pianificata per anni attraverso appoggi politici, finanziari, la creazione e amplificazione di scandali più o meno veri e la fornitura di armi e consulenti, ovvero servizi segreti che per anni operano sul territorio da destabilizzare, oltre alla promessa del riconoscimento e legittimazione della rivoluzione a livello internazionale. Chiaramente tutto questo nasconde interessi di geopolitica, sfruttamento di risorse naturali e strategie militari.

Dove si svolgono i romanzi? E che trama, per sommi capi, hanno i suddetti?

“L’ambientazione e la temporalità ha come sfondo iniziale la preparazione e lo scoppio della guerra fratricida nella ex Jugoslavia all’inizio degli anni novanta, provocandone la totale disgregazione e riscoprendo la terribile “pulizia etnica”. Il secondo libro trasporta il lettore allo scoppio della guerra vera e propria e gli interessi degli attori si diramano in tutto il nord Italia, mentre nel terzo volume la storia lascerà la guerra balcanica nello sfondo, mentre il filo conduttore criminale si sposterà fino al continente africano. Purtroppo del terzo romanzo non posso e non voglio aggiungere di più.

La trama della trilogia è quella di avvincenti intrighi, dove si intrecciano storie di Istituzioni, criminalità organizzata, banchieri senza scrupoli, massoneria e servizi segreti deviati, che partendo da Trieste e proseguendo lungo il filo rosso del traffico di droga e armi della rotta balcanica, porterà il protagonista “Max”, un agente sotto copertura a scoprire una ragnatela criminale che sta fomentando la disgregazione dell’ex Jugoslavia. Proseguendo nella sua attività, fra mille colpi di scena, Max riannoda i fili e ricostruisce la tela di corruzioni e crimini messi in atto sia nei Balcani, che in Italia e per ultimo si sposta nel continente africano. Una piovra dai mille tentacoli che coinvolge l’apparente parte sana della società e la criminalità organizzata, con il determinante apporto di Istituzioni corrotte e deviate”.

COPERTINA 2° LIBRO

Lei che impressione ha della cultura romanzesca degli ultimi anni  e  secondo lei come mai si continua a scrivere nonostante il notevole calo di lettori di libri e di quotidiani?

“E’ una domanda insidiosa che potrebbe farmi sembrare presuntuoso, ma voglio correre questo rischio, in quanto mi ritengo uno scrittore e uomo libero da condizionamenti o interessi personali. Per quanto riguarda il genere noir e crime di autori italiani, li trovo alquanto noiosi, ripetitivi e con finali scontati. Ricordando e rendendo omaggio al maestro Camilleri, spesso indicato ad esempio per la sua produzione di romanzi polizieschi con protagonista il commissario Montalbano, io vedo nella sua produzione letteraria una grandissima rappresentazione del costume siciliano, uno spaccato, a volte irriverente, della società siciliana. Tutto questo non intende sminuire la grandissima cultura e capacità d’espressione letteraria del maestro Camilleri, ma solo per manifestare la diversità di interpretazione del romanzo crime italiano da quello di altri paesi, come i grandi scrittori di noir del nord Europa e degli Stati Uniti. Pertanto, io sono molto più attratto da letture di autori stranieri per quanto concerne i romanzi polizieschi, crime e noir, mentre per altre tipologie di romanzi abbiamo degli ottimi autori e nel caso avessimo qualche dubbio, possiamo sempre riprendere in mano i meravigliosi classici scritti da impareggiabili autori italiani. Per concludere la risposta, io sono nella convinzione che un romanzo crime, come la mia trilogia, nonostante sia unicamente frutto dell’immaginazione e della libera espressione dell’autore, si deve portare il lettore in un contesto descrittivo dandogli l’impressione che basterebbe sostituire ai nomi di fantasia quelli di certi protagonisti reali, per passare dal romanzo al reale. Il romanzo crime deve incuriosire e inquietare il lettore, oltre a creare un legame empatico con i protagonisti del romanzo. La mia più grande soddisfazione è quando un lettore mi chiede quando ritorna Max, il protagonista della trilogia e non mi chiede quando uscirà il nuovo romanzo, questo sta a significare che sono riuscito a creare un forte legame fra i protagonisti del libro ed i lettori, questa è l’empatia che uno scrittore deve cercare di trasmettere, non deve essere l’autore del romanzo il protagonista, ma bensì i personaggi del suo racconto. Per quanto concerne il continuare ascrivere romanzi nonostante il calo di lettori, io parlo per me stesso, affermando che finché avrò qualcosa da raccontare sotto forma di romanzo e troverò una casa editrice disposta a stamparlo, io continuerò a farlo perché sono convinto che ci saranno sempre persone che vogliono leggere sulla carta stampata e non limitarsi alla lettura digitale attraverso messaggini o spot di poche righe. Proprio questa nuova forma di comunicazione sintetica, veloce e senza alcun approfondimento, a breve termine stuferà la gente e si renderà conto che il libro affascina perché è una costruzione del pensiero, è una elaborazione che unisce conoscenza, fantasia, capacità descrittiva e approfondimento psicologico dei personaggi. E lo strumento di cui si serve è la parola, dono misterioso che ci fa unici e che con la sua vitalità e la sua bellezza è capace di sprigionare suoni, colori, profumi, rumori, emozioni e ricordi. Se tutto ciò dovesse scomparire, assieme ad esso scomparirà l’essere umano che conosciamo sino ad oggi”.

I suoi libri hanno avuto un grande successo ed i suoi futuri lavori editoriali, ne sono certa, avranno altrettanti lettori e plausi. Nell’augurarle buon tutto le pongo un’ultima domanda: quali sono i suoi progetti culturali che la impegneranno nei  prossimi mesi?

“Come già detto in precedenza sto lavorando sul terzo volume della trilogia, ma non posso parlarne, onde evitare discussioni con la casa editrice con la quale ho un bellissimo rapporto, cogliendo l’occasione per citarla, ossia Panda Edizioni, una piccola casa editrice che lotta contro i monopoli dei grandi editori fornendo ai lettori libri di qualità. Altro progetto che mi sta assorbendo parecchio tempo, è la realizzazione di una biblioteca pubblica all’interno di una chiesa sconsacrata del 1300 e completamente restaurata in quanto ritenuta di grande rilevanza storica e culturale. L’edifico è la sede di un centro culturale mai utilizzato, nonostante l’inaugurazione sia stata fatta nell’aprile del 2014. Questo per far capire quanto io sia convinto della necessità di mettere a disposizione delle persone luoghi d’incontro culturali, dove la parola, il pensiero ed i libri dei grandi scrittori siano nuovamente al centro della nostra vita per dare nuova linfa alle nostre e future esistenze, senza cultura e conoscenza storica non si può guardare al futuro con progettualità, energia e speranza”.

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