“Il fu Mattia Pascal” con Daniele Pecci al Teatro ABC di Catania

Al Teatro ABC di Catania, giorno 2 dicembre, ha debuttato l’attore romano Daniele Pecci nel ruolo di uno dei personaggi più importanti di Luigi Pirandello, il Mattia Pascal de “Il fu Mattia Pascal”, con l’adattamento teatrale dello stesso attore

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Al Teatro ABC di Catania, giorno 2 dicembre, ha debuttato l’attore romano Daniele Pecci nel ruolo di uno dei personaggi più importanti di Luigi Pirandello, il Mattia Pascal de “Il fu Mattia Pascal”, con l’adattamento teatrale dello stesso attore. La regia è stata curata da Guglielmo Ferro per la stagione di prosa “Turi Ferro”, organizzata da ABC Produzioni, cooprodotto da Arca Azzurra Produzioni, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste e ABC Produzioni. Il protagonista sarà affiancato da Maria Rosaria Carli, Rosario Coppolino, Adriano Giraldi, Giovanni Maria Briganti, Vincenzo Volo Diana e Höbel, Marzia Postogna.

L’adozione di una recitazione lineare – scrive Ferro nelle sue note di regia – l’essenzialità del messaggio drammaturgico in questo adattamento servono ad assegnare ai tre personaggi tre punti di vista delle diverse vicende. È uno stare in equilibrio di Mattia sulla scena; e allora Mattia è un codardo o è un eroe negativo? È Mattia Pascal – conclude Guglielmo Ferro – unpersonaggio che si tiene in bilico, con il rischio di cadere sempre giù”. Parole di un regista che conosce bene la sua terra di nascita e i suoi personaggi letterari, magari rispolverando Luigi Pirandello uno tra i più grandi protagonisti del novecento italiano.

Dopo le prime date toscane e il debutto nazionale al Teatro Quirino di Roma, il 6 dicembre, torna in Sicilia tutta la compagnia de “Il fu Mattia Pascal”. L’opera, per nulla scontata, ci ha regalato due ore di un ottimo teatro vecchio stile, dove l’attore recitava per il pubblico e non per se stesso. Mattia Pascal, in questo caso l’attore Daniele Pecci, con abilità artistica riscatta la messinscena ben architettata del personaggio con la poetica dell’Umorismo.

Daniele Pecci, prima di iniziare lo spettacolo, con garbo ha risposto ad alcune domande al pubblico di Globus Television. Alla domanda se il personaggio di Mattia Pascal se lo sente suo e se lo cuce addosso, come fanno tanti altri suoi colleghi, ha risposto che non se lo sente suo e semmai se lo cuce addosso rispettando il testo pirandelliano rimando attinente alla storia del romanzo. Un racconto molto attuale, sebbene sia stato scritto un secolo fa, paragonando Luigi Pirandello a William Shakespeare, l’autore di molti romanzi dal finale crudo e avverso.

E, cosa pensa della rinascita di Mattia avvenuta attraverso l’Umorismo pirandelliano, ovvero il sentimento del contrario, smascherando le false apparenze, l’attore lo definisce un tentativo fallimentare nella vita del personaggio, perché è come stare dentro una gabbia accentando tacitamente un’altra identità. Oggi è tutto diverso, abbiamo dei codici, dei nomi, dei numeri, senza saremmo perduti. Cento anni fa era tutto differente, ma non era affatto facile.

Daniele ci fa capire che ama Pirandello, lo ha già rappresentato altre volte con grande responsabilità e con successo, quasi sempre per caso e mai da lui programmato, tranne stavolta che si è occupato dell’adattamento teatrale. Il pubblico siciliano ama e rispetta Luigi Pirandello, anche quello più sprovveduto, e tutte le volte è una grande responsabilità portare in scena i suoi personaggi.

A fine spettacolo, il pubblico presente in sala, lo ha premiato con un forte applauso esternando consensi per la bella prova teatrale.

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