Freddie Mercury, a 24 anni dalla sua scomparsa il mondo non lo dimentica

Il 24 novembre 1991 ci lasciava il leader dei Queen, Freddie Mercury.

Solo due giorni prima aveva annunciato, tramite un comunicato ufficiale, di essere affetto dal virus dell’HIV e il 24 novembre del 1991, il cantante e leader del gruppo rock inglese dei Queen, Freddie Mercury, rese l’anima a Dio nella sua casa di Earls Court, a Londra, per una broncopolmonite aggravata dalla malattia, lasciando nello sconforto milioni di fan in tutto il mondo.

Negli ultimi tempi prima della sua dichiarazione sulla malattia che lo affliggeva Freddie non era più lo stesso, sia psicologicamente che fisicamente.

Il suo assistente personale, Peter Freestone che visse fianco a fianco con lui per dodici anni, raccontò in un libro, Biografia Intima, il lato umano di Freddie, quello della vita di tutti i giorni, non solo quella della “Regina” che si esibiva sul palco entusiasmando chiunque.

L’uomo Freddie frequentava un nightclub per omosessuali dove praticava sesso spensierato e faceva uso di alcool e droghe, ma nessuna parvenza di questa sua doppia vita traspariva quando era davanti al suo amato pubblico.

Freddie, infatti, continuò tenacemente ad essere presente negli studi di registrazione, anche quando il male gli andava togliendo le ultime briciole di energia, quell’energia che faceva scalpitare il mondo solo alle prime note di un qualsiasi brano dei Queen, al solo vederlo apparire nella sua maestosità su di un palco.

Egli stesso rimase scioccato nel vedere il suo corpo cambiare e man mano deperire, non cresceva più la barba, ma anche se ogni movimento delle mandibole gli creava un dolore insopportabile egli cercò di essere sempre presente nel lavoro con i suoi colleghi e amici, Brian May, Roger Taylor e John Deacon che non smentirono mai di essere veramente costernati e dispiaciuti nel vedere il loro fraterno amico Freddie morire giorno per giorno.

Continuava, Freddie, a recarsi a lavoro, nonostante un buco sotto la pianta del piede che gli impediva di poggiarlo a terra, continuava a cantare,  nonostante i forti dolori al petto e alla gola che lo laceravano. Ma lui voleva lasciare al mondo quanto più di se stesso poteva, questo era il suo scopo di vita…ormai.

Freddie Mercury è riuscito nel suo intento, ancora oggi è un’icona indiscussa della musica rock, intere generazioni di ieri e di oggi sanno chi fosse quell’uomo dagli occhi penetranti e dalla voce di un dio.

Centinaia di statue che lo raffigurano sono dislocate in tutto il mondo e migliaia di iniziative contro l’AIDS sono create in sua memoria.

Proprio così, perché, anche se quello che allora fu chiamato il male del secolo, si è portato via la scintillante “Regina” Freddie Mercury, il suo carisma, la sua tenacia, il suo amare tutti indistintamente sono ancor oggi un esempio di dignità e di lotta per la vita per milioni di persone.

Forse la canzone dei Queen che più rispecchia gli ultimi tempi della sua vita e che ci fa pienamente capire il messaggio che egli ha voluto lasciare ai posteri è proprio “The Show Must Go On” e noi vogliamo ricordarlo così, il nostro dolce, scellerato, eroico Freddie Mercury…

 

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