FINALMENTE IL GIRO! GRANDE ATTESA PER IL GIRO D’ITALIA

Il countdown si è quasi azzerato, si avvia venerdì 6 maggio da Apeldoorn (in Olanda), con una breve crono individuale, il 99^ Giro d’Italia. 3463 km per portare la carovana rosa dalla cittadina neederlandese a Torino, dove il 29 maggio troverà la sua fine.

giro

Ogni edizione ha tanti motivi di interesse che stuzzicano ed accrescono l’attesa degli appassionati. Quest’anno uno su tutti, il ritorno di Nibali nella nostra corsa regina, dopo le due edizioni saltate per dedicare il corpo e la mente al Tour de France.
Dovuto un breve excursus sul percorso che i protagonisti affronteranno. L’obbligo di accennare alle tre tappe d’abbrivio in terra d’Olanda liberano il desiderio di esternare una considerazione personale. Negli ultimi anni il partire da lontano è diventato una consuetudine. E’ verosimile che vedremo un grande pubblico, una accoglienza eccezionale, un successo straordinario, ma non saremo in Italia dove, per contro, tante regioni per anni vengono regolarmente dimenticate.

Ditemi un solo motivo che giustifichi questa scelta che non sia di natura economico. In ogni caso, quale che sia, non lo ritengo valido. Poi mi chiedo perché quest’anno dall’Olanda? Cosa deve promuovere il Giro a quelle latitudini? A chi bisogna rendere omaggio?

La grande corsa rosa, nel corso della sua vita centenaria, è diventata un tassello fondamentale nella storia del nostro paese, lo ha fatto attraversando in modo festoso il secolo scorso, emergendo da due eventi bellici disastrosi, costituendo, a volte sia pur nelle rivalità più accese, un eccezionale collante fra le diversità della nostra popolazione. Del resto il Giro è stato il più grande palcoscenico per il nostro movimento ciclistico di massimo livello. E’ giusto, quindi, che continui a svolgere questo ruolo con maggior energia ora che il nostro ciclismo vive un periodo grigio con fuga di sponsor e degli uomini migliori.
Io vedo il Giro come una grande istituzione che, nel rispetto della sue tradizioni più genuine, deve guardare con occhio protettivo il proprio movimento, le propria gente, i propri luoghi. Non altro.
Chissà, invece, se questa politica mercenaria sarà altrettanto capace di dargli prestigio e vita duratura.
Io intanto, da appassionato del profondo sud, sentendomi defraudato per l’ennesima volta di un qualcosa che penso mi appartenga, non capisco e mi adeguo con molte perplessità.
Finite le esternazioni nostalgiche e polemiche torno al tema del post.
Dopo il crono prologo e due frazioni nelle quali solo il vento potrà disturbare l’incedere tranquillo, martedì prossimo, i girini metteranno le ruote sul suolo di competenza e, come d’incanto, con la Catanzaro- Praia al Mare la frequenza cardiaca del profilo comincerà a dare segni di vita; tanti i magia e bevi, soprattutto nel finale. Parte il vero Giro. Risalendo lungo la dorsale appenninica seguiranno cinque frazioni non particolarmente difficili, ma mai insignificanti; poi, con i 40 km del Chianti contro le lancette, ci sarà il primo spartiacque per una classifica più veritiera. La successiva fase, quella calda, si svilupperà attraverso un antipasto friulano, un duplice piatto dolomitico e troverà la sua soluzione, nella terzultima e nella penultima tappa, a cavallo del confine italo- francese. Nel complesso un bel Giro fantasioso, equilibrato e ben disegnato altimetricamente, durante il quale di volta in volta esplicherò le mie considerazioni sul percorso che verrà.

Dei protagonisti non si può che partire da Lui: Vincenzo Nibali.

Il ruolo fastidioso, ma particolarmente ambito, di favorito numero uno gli tocca, non vi è dubbio. Il suo palmares parla chiara, il suo stato di forma forse un po’ meno. Vincenzo, comunque, negli anni ci ha dimostrato di sapersi gestire come pochi, fallendo raramente gli appuntamenti importanti. La compagine che lo scorterà sembra all’altezza del compito. Sono fiducioso.
Mikel Landa ha la forma, il coraggio e la freschezza per essere considerato il suo rivale più pericoloso. Non so se il sollievo di togliersi più di un sassolino dagli scarpini sarà sufficiente per ribaltare il pronostico, di certo in salita è il più pericoloso. Le cronometro ed i suoi compagni potrebbero procurargli qualche preoccupazione.
Poi Valverde, l’Embatido è alla prima esperienza rosa. Non credo abbia bisogno di presentazioni, la consolidata affidabilità nei grandi giri, ed il solito ottimo inizio di stagione lo collocano di buon diritto nella strettissima cerchia dei migliori. Sarebbe un errore gravissimo sottovalutarlo e poi sarà affiancato da una Movistar molto competitiva.

Scendendo un gradino tanti uomini; alcuni in cerca di conferme, altri in cerca delle prime ebrezze dell’alta classifica. Partiamo da Majka, stagione sin qui anonima, ma sempre costante ad alti livelli quando arrivano le corse che gli piacciono, il Giro è fra queste. Seguirò con particolare attenzione Zakarin, il più pronto ad inseguire Quintana in salita nel Romandia. Il russo potrebbe essere la sorpresa del Giro in funzione classifica. Poi Uran e Doumulin, due uomini tagliati per questo tracciato. Il primo già due volte secondo negli anni passati cercherà di invertire il trend calante della scorsa stagione. Il secondo, invece, sostiene di non essere venuto per far classifica. Io non ci credo, è un atleta in crescita con buoni margini di miglioramento, partendo bene potrebbe prenderci gusto. Segue un Pozzovivo assai motivato. Il riuscire a strappare il miglior risultato nella corsa rosa gli varrebbe il podio o poco giù di lì. Condizione necessaria per centrare l’obiettivo è tenere meglio del solito nella terza settimana dove si faranno i giochi che contano. Discretamente gettonato anche Chaves, il suo inizio di stagione è stato tuttavia troppo deludente e il percorso non gli si addice. Difficile pensare che possa fare molto bene. Altra sorpresa potrebbe essere costituita da Firsanov, alfiere Gazprom-RusVelo, formazione presente grazie all’invito dell’organizzazione. Il russo dovrà però dimostrare di saper mantenere la condizione del Trentino per tutto l’arco delle tre settimane. Top ten accessibile per Hesjedal, Kruijswijk e Peroud.

Fra i nostri attesi progressi nella generale da Formolo, conferme di qualsiasi tipo da Ulissi, il salto di qualità da Colbrelli, magari un bel canto del cigno da Cunego, tanta fantasia da De Marchi, Oss, Trentin, Brambilla, Sbaragli e dai ragazzi Bardiani con a capo Pirazzi e Ciccone, belle volate da Viviani, Modolo, Nizzolo e Mareczko.

La prima tappa è una breve crono di 9,8 km nelle strade cittadine di Apeldoorn, Cancellara cerca il rosa che gli manca nella sua collezione colorata. Moltiplicherà le forze in una delle ultime (forse) occasioni per conquistarla. A contendergliela Tom Doumulin.

Forza Fabian! A Nibali penserò più avanti.

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