Fabio Gugliemino, giovane talento palermitano prepara uno spettacolo dal titolo “Epica fa rima con Pop”

Una commedia musicale uno show che prevede la presenza di tre musicisti (pianoforte, bouzouki/chitarra, mandolino) e due attori che rappresentano Achille e Patroclo.

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Fabio Guglielmino, cantautore, direttore artistico e produttore, presenta il suo lavoro Epica fa rima con Pop. Il concerto/spettacolo è parte del più ampio progetto “Manie ed Eroi” che comprende un lavoro multimediale (fotografico e video) e un disco da dieci brani dal titolo Io mi chiamo Achille, prodotto in collaborazione con l’associazione culturale FMHerz.
Manie ed Eroi dunque esplora le anime degli antichi eroi greci rivelandone forza e debolezze, riportandoli però “in vita” in chiave moderna.
In scena le sofferenze di Achille, ragazzo sensibile ma allo stesso tempo spietato e legato da un forte legame affettivo a Patroclo; il destino di Enea e la sua contrapposizione con l’altro semidio dell’Iliade, Gloria ed Eternità a confronto, il padre e figlio che diventa profugo di una guerra ingiusta; la falsità e cattiveria di Odisseo, le lacrime di Aiace, suicida per ingiustizia. Il filo conduttore Eros e le manie, le lacrime degli eroi, oggi attuali più che mai.

 Lo spettacolo Epica fa rima con pop si inserisce in questo contesto con musica e recitazione, nel quale Fabio diventa un moderno “Aedo” e racconta attraverso la sua musica storie, proprio come in un moderno Simposio, con l’aggiunta di alcuni giovani attori che portano in vita di gli eroi in chiave assolutamente pop. Lo show si apre con la canzone Balla (stella del nord), un brano che fonde atmosfera arcaica con il pop in un’alternanza strofe-ritornelli tra scale frigie in Do maggiore e aperture squisitamente moderne. 
È l’istinto, la forza dionisiaca che ci spinge a liberarci dai dogmi della società e dimenticare le sofferenze.
La prima scena è dunque la presentazione di una forza universale nata con il caos: Eros nella sua accezione più arcaica. Quella di entità alla quale né uomini né dei possono sottrarsi, esattamente come la presenta Esiodo nella Teogonia, e che ancora oggi è in grado di cambiare il nostro destino.
Kalos è la canzone che rappresenta l’apparire del bello, che “scuote le membra e le agita” come scrive Saffo in Tramontata è la luna, recitata dallo stesso artista subito dopo.
 Eros c’è tra Achille e Patroclo, come d’altra parte riportato da Platone nel Simposio e negli scoli di Eschilo della tragedia Mirmidoni. Due giovani attori fanno rivivere lo scambio delle armi tra i due eroi, il sacrificio di Patroclo ben descritto nell’omonima canzone di Fabio.
Il sipario teatrale continua, con Il sogno di Achille: Patroclo ormai morto ucciso da Ettore, appare in sogno all’eroe e chiede di seppellirne le ossa insieme come descritto nel XXIII libro dell’Iliade. Segue un monologo inedito dove l’attore, Achille, rompe la quarta parete e mette in mostra tutti i conflitti interiori di questo semidio: è solo un ragazzo sensibile che perde tutto e non gli rimane che la madre e la guerra.
Il momento teatrale si chiude così con la canzone Mi chiamo Achille: la sofferenza per amore è nella poesia di Saffo A Ermes che Fabio recita subito dopo, a sottolineare il sacrificio dei due eroi Patroclo e Achille e dunque quello che chiunque di noi è disposto a fare in nome dell’amore.
Dalla sofferenza si esce per mano di un Eros tiranno, quello rappresentato nei successivi due brani Mi prendo cura di me e Angelo dai piedi di carta, ispirato direttamente dal III Stasimo dell’Antigone di Sofocle. 
Si cambia registro, dall’eros alla profezia, il destino, quello di un altro semidio figlio della bellezza: Enea.
La figura di Enea è padre e figlio col destino di salvarsi e fuggire dalla guerra ingiusta, un profugo che attraversando il mediterraneo, secondo Virgilio ci donerà queste nobili origini, le sue di principe Troiano e semidio. La canzone Come le bandiere Achee contiene tutto questo.
Il concerto si avvia verso la fine presentando la falsità di Ulisse e le sue menzogne. Tante, motivo per il quale Dante lo spedisce all’inferno insieme Diomede. L’artista esegue un brano più intimo sebbene scanzonato, dal titolo La mia personale Odissea.
La chiusura dello spettacolo è affidata ai brani Anche gli Eroi Piangono e È già tempesta, rispettivamente la fine e un nuovo inizio.
Riassumendo, in circa un’ora, tra teatro, racconto e canzone si parla di cultura e si fa divulgazione. Una forma di spettacolo unica e originale in cui si parla di temi come la diversità, l’accettazione di sé e l’accoglienza, attraverso la simbologia della mitologia classica e l’epica.
Le poesie di Saffo, il rapporto tra Achille e Patroclo, il viaggio di Enea e la falsità di Odisseo. L’ingiustizia vissuta da Aiace e le lacrime, le lacrime degli Eroi che non mostrano paura né vergogna di piangere. Tutto quanto in chiave pop, attuale, moderna.

Cantautore chitarrista, da anni è impegnato in produzioni discografiche in Europa. Ha studiato e approfondito canto e composizione presso l’accademia dello spettacolo di Amburgo, è stato protagonista nel 2016 e 2017 del Festival delle Culture di Stoccarda rappresentando la comunità Italiana. Da Siciliano è stato chiamato a testimoniare la cultura d’inclusione della propria terra presso l’Università di Amburgo in un evento in supporto dei rifugiati. Si è esibito presso il teatro di Offenbach in iniziative promosse da associazioni Italo-tedesche. In Italia è stato recensito da diverse testate nazionali e insignito dalle associazioni Libera e Millecolori onlus del Premio Lia Pipitone per aver scritto un brano dedicato alla vittima di mafia. Il suo lavoro discografico “Brucke10” attualmente trasmesso presso numerose emittenti italiane e tedesche è stato presentato in Auditorium RAI Sicilia lo scorso anno. Nel 2018 presenta due EP speculari, il ragazzo di Capo Gallo che attraverso il surf presenta la passione e Kalos che scava nell’Eros e nel concetto di bellezza arcaico in chiave moderna. Entrambi i lavori sono stati recensiti e trasmessi da diversi network nazionali ed Europei.

Incisioni ufficiali EP/LP:
I viaggi di Giosuè (2015) – Brucke 10 (2017) – Il ragazzo di Capo Gallo (2018) – Kalos (2018) – Manie ed Eroi (2019 / attualmente in produzione).

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Diamo notizie dei concerti dove sarà protagonista.
“Da Settembre avrò un po’ di impegni live prima di rilasciare il mio nuovo lavoro discografico.
Partirò anche per la Germania e da Fracoforte e i suoi club, tra cui il mio preferito il Summa Summarum. Poi mi sposterò su al nord, Malente, e la mia città Amburgo, sarò al Bruckensern e chiuderò con un bel concerto presso il Kulturladen. Non mancheranno le interviste in radio Radio X e Rum di Marburg”.

Che messaggi vorrà dare nei suoi concerti e dato che si svolgeranno in Germania, almeno una canzone sarà in lingua tedesca?

“Non ho mai scritto una canzone in tedesco, ma il mio disco del 2017 – Brücke 10 – che ho scritto ad Amburgo proprio nel molo 10 del famoso porto (Landungsbrücken) ne contiene suggestioni e impressioni. C’è una canzone che ho dedicato proprio a questa splendida città (che è la mia preferita, tanto da considerarla la mia seconda casa): “Auf Wiedersehen Hamburg”, ma a parte il titolo è interamente in Italiano.
In genere mi presto a brevi monologhi in tedesco: il pubblico apprezza, ma porto con me assolutamente la mia sicilianità. All’estero in genere mi sento un po’ più libero e i ragazzi apprezzano la mia energia, per cui mi concentro ad essere più rocker, ma chiaramente non mancano momenti più intimi e acustici”.

Il suo progetto artistico di mettere in musica racconti del passato e narrazioni epiche ha dello straordinario. Ce ne vuole parlare?

“Il mio rapporto con l’epica nasce dalle letture di De Crescenzo: da ragazzo ero già appassionato e quel mondo me lo sono sempre portato appresso. Per caso tutto è esploso lo scorso anno quando ho scritto “Kalos”, e da un brano che parla di bellezza è nato un Ep da quattro brani nel quale esploro il concetto di Eros arcaico ma rivisitato in chiave moderna. Ho seguito Platone e Saffo per scrivere canzoni pop. In questo percorso di ricerca sono riuscito a fermarmi e mi ha affascinato così tanto la figura di Achille da scrivere un disco da 10 brani attualmente in produzione e uno spettacolo che ho intitolato “Epica fa rima con pop”, che ho già presentato nelle scuole e in auditorium RAI Sicilia lo scorso 8 giugno. Mi piace sentirmi una sorta di moderno Aedo che racconta storie di (super)eroi e attraverso queste parla di noi, delle nostre emozioni e le nostre “manie”.

Lei, poliedrico artista, non poteva non interessarsi anche del sociale. Qual è il suo progetto?

“Il sociale lo tratto in maniera leggera, sebbene abbia scritto un brano “Come Vorrei che fossi qui” sulla figura di Lia Pipitone, adesso vittima di mafia, che mi è valso anche un premio.
Nelle mie canzoni c’è il tema diversità, a me molto caro, la stessa AufWiedsehen Hamburg ne è un’esempio; parlo di Europa con “Le mie scarpe” e attraverso le figure di Enea e Odisseo posso parlare di accoglienza integrazione e politica. Sembra strano, ma dovrete attendere l’uscita del nuovo disco per scoprirne di più”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando di recente l’ha premiato. Vuole raccontarci come si è svolta l’emozionante mattinata ?

“Ero emozionatissimo. Questo riconoscimento ha un grande valore per me: è un incoraggiamento a fare sempre di più e fare meglio. Sopratutto continuare a parlare di bellezza. Ringrazio tanto il sindaco e la mia Palermo”.

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