Fabian Cancellara, il Re di Piazza del Campo: terzo successo ciclistico nella “Strade Bianche”

CANCELLARA, IL RE DI PIAZZA DEL CAMPO.
Terza affermazione su dieci edizioni di Fabian Cancellara nella “Strade Bianche”.

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L’elvetico, al termine di una gara condotta in modo tatticamente perfetto, abbranca il terzo successo che, in avvenire, gli varrà il nome di un pezzo di sterrato. La sempre più affascinante corsa senese ha riproposto nel finale uno scontro tante volte visto sulla strada nelle scorse stagioni.
Da un lato gli Etixx-Quick Step, dall’altro l’intramontabile Cancellara. In mezzo si è inserito il combattivo Sagan, rimasto però stritolato dalla morsa nel momento decisivo. Quattro uomini, Brambilla, Bookwalter, Grivko e Monfort, luogotenenti di Etixx, BMC, Astana e Lotto Soudal, hanno a lungo comandato la corsa facendo spendere tantissimo a Sky, Movistar e Trek.
L’elevato ritmo su e giù per i mangia e bevi dell’entroterra toscano assottigliava il gruppo pur senza operare una selezione nettissima complice anche una giornata clemente. La svolta decisiva negli ultimi tre tratti di sterrato. Davanti Brambilla restava solo a dettare l’andatura dopo Montaperti.
Dietro nel gruppo, ai meno 17 sul Colle Pinzuto, Sagan operava la selezione decisiva. Con lui il ceco Stybar. Nel micidiale falsopiano successivo, sui due, riusciva a rinvenire il solo Cancellara. Per tutti gli altri restava solo l’illusione di poter rientrare più che la concreta possibilità di farlo. Tornati sul nastro di asfalto, al comando un quartetto. Due Etixx, Brambilla e capitan Stybar, Sagan e Cancellara. Era Brambilla a tentare un paio più volte per se e per Stybar. L’ultimo tentativo, durato sei – sette chilometri, risultava quasi buono, gli son mancati solo duecento metri. Peccato.
Dietro un Cancellara ineccepibile, probabilmente nascondendo le sue reali forze, prima sfruttava quelle residue di Sagan e poi, in zona Cesarini, forzava nel mezzo della strappo di via Santa Caterina. Si era ampiamente negli ultimi quattrocento metri e per l’ottimo Brambilla pareva ormai fatta. In un fulmine Fabian, con a ruota Stybar, si portava sul veneto e, con una cattiveria pari alla sua sagacia tattica, affrontava in testa l’ultima difficoltà di giornata costituita dalla curva di San Martino ed il ceco doveva arrendersi.
La Strade Bianche era sua.

Terzo al traguardo Brambilla, quarto, battuto nettamente, Sagan. Quinto Vakoc a suggellare il predominio di uomini Etixx. Un predominio comunque non beffardo. Oggi hanno corso bene, Brambilla avrebbe strameritato la vittoria, il solo Cancellara non è stato d’accordo.

I nostri oggi si son visti. Di Brambilla si è ampiamente parlato, bene anche Ulissi, presente nelle fasi che contano e settimo all’arrivo. Sfortunatissimo Puccio alle prese con diversi problemi meccanici iniziati quando era al comando insieme a Brambilla ed agli altri. Così, così Trentin, in una corsa forse un po’ troppo dura per le sue caratteristiche.
Continua a fare capolino nelle avanguardie che contano Moscon.
Bene anche Oss e Visconti forse oggi più bravi dei rispettivi capitani.

Capitolo Nibali. Il messinese ha corso per Fuglsang. Staccatosi sull’accelerazione di Sagan sul Colle Pinzuto, una volta rientrato sui primi inseguitori, ha effettuato delle trenate rivelatesi infruttuose in direzione del danese. Non mi piace veder lavorare Nibali in favore di compagni che non danno garanzie. Fuglsang, pur dimostrando una discreta gamba, non ha mai dato l’impressione di poter concretamente rivaleggiare per la vittoria concludendo in coda al gruppetto dei primi battuti comprendente anche i favoritissimi di giornata Van Avermaet e Valverde.

La conclusione non può che essere dedicata a Cancellara, oggi più ateniese che spartano, prima in gara vincendo benissimo da abile stratega senza esibire lo strapotere che in passato ha spesso e volentieri messo sulla strada e poi davanti ai microfoni con la bella ed, a tratti commovente, intervista piena di contenuti rilasciata da chi a fine stagione concluderà una bellissima carriera.
Cancellara ha dichiarato, non senza malinconia, di voler chiudere nel migliore dei modi inseguendo le classiche di cui è stato sempre innamorato e una maglia che gli manca, quella rosa del Giro. Facile a dirsi, ma non a farsi.

Intanto mette in carniere la splendida Strade Bianche. Complimenti!

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