INFN – Ettore Fiorini vince il Premio Bruno Pontecorvo

Il fisico italiano, ricercatore dell’Infn e professore emerito dell’Università di Milano-Bicocca riceverà il prestigioso premio istituito dal Joint Institute for Nuclear Research per le ricerche condotte nell’ambito della fisica delle particelle, dedicate in particolare al neutrino.
L’Esperimento Cuore 

Domani a Dubna (Federazione Russa) il fisico italiano Ettore Fiorini sarà insignito del Premio Bruno Pontecorvo istituito dal Joint Institute for Nuclear Research (JINR ). La cerimonia ufficiale, che quest’anno cade nel centenario della nascita di Pontecorvo, si terrà domani al JINR, la più importante organizzazione internazionale per la ricerca in fisica nucleare e  subnucleare  con sede nella Federazione Russa. Ettore Fiorini, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Professore dell’Università di Milano-Bicocca, viene premiato per le sue ricerche nel campo della fisica delle particelle ed in particolare per gli studi condotti sul neutrino in vari laboratori internazionali ed in particolare nei  Laboratori Nazionali INFN del Gran Sasso presso cui si trova l’esperimento CUORE  da lui fondato una diecina di anni fa.


CUORE è una collaborazione scientifica internazionale che riunisce circa 130 ricercatori provenienti da gruppi  di ricerca dell’Europa, Stati Uniti d’America e Cina; l’esperimento è dedicato alla ricerca di un processo raro chiamato “decadimento doppio beta” studiato da Bruno Pontecorvo nell’ambito delle sue fondamentali ricerche nella fisica del neutrino.
Il Premio Pontecorvo, istituito nel 1995, viene assegnato annualmente dal Joint Institute for Nuclear Research di Dubna a scienziati che si sono distinti nel campo della ricerca delle particelle elementari.

Il Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca, a cui afferisce Ettore Fiorini, è attivato dalla fine del 1997 ed è intitolato a Giuseppe Occhialini, il co-scopritore del positrone e del pione. Lo staff di docenti e ricercatori è attivo in molti dei principali settori della moderna ricerca in Fisica e collabora con l’INFN. In particolare, si segnalano gli studi di fisica teorica e di fisica delle particelle elementari, con esperimenti sulle interazioni fondamentali nei grandi laboratori internazionali come collisionatori ad alte energie al CERN e fisica dei neutrini solari e atmosferici ai Laboratori INFN del Gran Sasso.

 

 

 

Breve biografia

Ettore Fiorini è nato a Verona nel 1933 e vive a Milano. E’ professore emerito presso l’Università di Milano Bicocca, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e fondatore  dell’esperimento CUORE in costruzione presso i  Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

 Cos’è l’ESPERIMENTO CUORE ?

È un rivelatore di particelle composto da bolometri, cioè dispositivi che misurano, sotto forma di calore, l’energia totale rilasciata dalle interazioni con le particelle. Cuore studia fenomeni rari, come il decadimento doppio beta senza neutrini”.

 

Quali sono gli obiettivi scientifici?

“Molte proprietà dei neutrini sono ancora sconosciute. Sappiamo, per esempio, che i neutrini hanno massa ma non conosciamo quale sia il suo valore; e non sappiamo neppure se, nel caso del neutrino, particella e antiparticella coincidano. Un contributo importante alla soluzione di queste domande aperte può essere fornito dalla comprensione di un fenomeno assai raro, chiamato doppio decadimento beta senza neutrini. Rivelare questo processo consentirebbe non solo di determinare la massa dei neutrini ma anche di dimostrare la loro eventuale natura di particelle di Majorana (particelle in cui particella e antiparticella coincidono)”.

 

Che tipo di Tecnologia ci troviamo davanti?

“Cuore rappresenta il più recente e ambizioso sviluppo della tecnica dei bolometri di biossido di tellurio. Il dispositivo consiste in 19 torri, ciascuna costituita da 13 piani di 4 cristalli, che fungono sia da rivelatore che da sorgente. In totale, quindi, è composto da circa 1000 bolometri, ciascuno dei quali è un cubo con spigolo di 5 cm e 750 g di peso”.

 

A chi è diretto il progetto, e chi vi collabora? 

“Il Progetto coinvolge molte Istituzioni europee, americane e cinesi dalle quali provengono più di cento ricercatori impegnati nella realizzazione dell’esperimento, che rappresenta il più grande dispositivo di rivelazione criogenica mai realizzato: un rivelatore di circa una tonnellata che indagherà sulla massa di Majorana con una sensibilità attorno a 50 millielettronvolt”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *