ESCLUSIVA Globus – Inter, retroscena Brozovic: a gennaio poteva partire, ora invece…

A gennaio i nerazzurri erano disposti alla cessione, non trovando però situazioni vantaggiose. Oggi il croato è incedibile, a meno che arrivasse un’offerta davvero importante

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Da possibile partente a leader. La storia calcistica di Marcelo Brozovic all’Inter non è sempre stata semplice. Arrivato a Milano in punta di piedi, subito si era messo in mostra per le sue doti in campo ma, neanche tanto tempo dopo, sembrava non riuscire a “gestire” le sue qualità sul rettangolo di gioco, pagando atteggiamenti troppo rinunciatari che più volte hanno messo anche in discussione il suo rapporto con la tifoseria. Le cose sono decisamente cambiate però nella seconda parte della scorsa stagione: il croato infatti è diventato leader sia dentro che fuori dal campo per i tifosi nerazzurri spingendo la squadra alla conquista (arrivata poi all’ultima giornata) del pass per la prossima Champions League. Un “traguardo” raggiunto a suon di buone prestazioni, assist, gol e diversi post sui suoi canali social per incoraggiare compagni e tifosi affinché si arrivasse all’importante obiettivo.

Facciamo però un passo indietro e torniamo allo scorso gennaio. La società nerazzurra capisce che uno dei limiti della squadra sta proprio in mezzo al campo. Manca qualità e si punta dritti su Rafinha, scommettendo su un giocatore di sicure qualità ma reduce da un brutto infortunio. Per poter però far posto al brasiliano (poi arrivato in prestito) si palesa la necessità di cedere qualcuno: Gagliardini, visto l’importante esborso economico fatto solo un anno prima, non poteva essere svalutato così facilmente e faceva stabilmente parte del progetto tecnico di Spalletti; il duo formato da Vecino e Borja Valero era arrivato solo una settimana prima; rimanevano sulla lista nerazzurra solo i nomi di Brozovic e Joao Mario.

L’idea iniziale era quella di poter realizzare una plusvalenza per facilitare le cose a giugno. Per questo motivo cedere Joao Mario diventava davvero difficile: il portoghese infatti pesava e non poco sul bilancio e i nerazzurri avrebbero dovuto trovare squadre che potessero avanzare un’offerta di almeno 30 milioni. Il grande indiziato, per tutti questi motivi, allora diventa proprio il croato. Arrivato prima e ad una cifra molto inferiore, il peso del croato sul bilancio nerazzurro era nettamente inferiore e la dirigenza interista avrebbe potuto “accontentarsi” di lasciarlo partire per una cifra vicina ai 20 milioni, complici anche prestazioni sottotono e un rapporto ormai alle strette con la tifoseria. Ci fu però un grande problema: nessun club mostrò un interesse così forte per il centrocampo. Solo il Siviglia fece un timido sondaggio, ma nulla che potesse portare all’Inter la cifra indicata e poter così realizzare un’importante plusvalenza da segnare già in bilancio.

Per questi motivi, alla fine, il “sacrificato” fu Joao Mario, passato al West Ham con la formula del prestito con diritto di riscatto (poi non esercitato) che, quantomeno, consentiva ad Ausilio e compagnia di non vedere, almeno non subito, un rosso accesso nel bilancio sotto il nome dell’ex Sporting.

Brozovic, rimasto all’Inter quindi anche per necessità, da lì a poco sarebbe diventato poi (insieme al neo acquisto Rafinha) un trascinatore e una pedina inamovibile del centrocampo interista, cambiando decisamente il suo destino in nerazzurro. Il giocatore, che fa parte dei 23 calciatori della rosa della Croazia (tra le squadre rivelazione di questo Mondiale), anche ora è fondamentale per Spalletti che, semmai, pensa a trovare un profilo complementare per caratteristiche da affiancargli.

Da possibile, o probabile addirittura, partente a gennaio quindi Brozovic è diventato quasi incedibile a luglio. Quasi. Perché se è vero che Skriniar, che dir se ne voglia, rimarrà in nerazzurro, qualora dovesse arrivare un’offerta davvero importante (non meno di 35-40 milioni) Ausilio potrebbe valutare il “sacrificio”, anche per colmare gli esborsi economici già effettuati e quelli che verranno fatti (un terzino destro, un centrocampista di quantità). Ma la volontà del giocatore è quella di continuare a vestire il nerazzurro e di farlo anche in quella Champions tanto agognata. Un matrimonio che a gennaio non era finito quasi per caso, ora invece ha dei “sì” decisamente convinti.

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