Enrico Letta a lavoro per formare il governo

Da mercoledì 24 aprile, Enrico Letta è stato incaricato dal Presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, per formare il nuovo governo

ROMA - Dopo le consultazioni, Giorgio Napolitano, intorno alle 12.30 di mercoledì 24 aprile,  affida ad Enrico Letta l’incarico per la formazione del nuovo governo che accetta con riserva come da formula di rito.

 Le prime dichiarazioni dopo l’incarico rilevano le difficoltà di una situazione inedita nel paese: «Ho accettato sentendo sulle spalle una grande responsabilità, anche più forte e più pesante della capacità delle mie spalle di reggerla, perché questa situazione inedita e fragile non può continuare. Il Paese sta aspettando un governo».

Al giovane Enrico - tirato in politica dal primo governo D'Alema- ministro dell'Industria a soli 32 anni, in un dicastero particolarmente delicato, l’arduo compito di traghettare la difficile transizione all’interno del Partito Democratico. Proprio lui, il nipote del braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta che seppur ai vertici di partiti contrapposti non hanno mai negato di stimarsi reciprocamente, circostanza che potrebbe rendere più agevole l’interlocuzione con il Pdl anche se ai giornalisti ha sottolineato: «Questo governo non nascerà a tutti i costi, ma se ci saranno le condizioni. Io ce la metterò tutta perché gli italiani non ce la fanno più dei giochetti della politica. Con grande umiltà e senso del limite ma con una determinazione fortissima a dare seguito alla volontà del Presidente della Repubblica.  Dare subito una risposta all'emergenza giovani è una priorità-  ha detto Letta al Quirinale- spiegando il suo impegno per «cambiare la politica», che va dalla riduzione del numero dei parlamentari, a cambiare il bicameralismo, a una nuova legge elettorale».

 Ma chi è Enrico Letta? Il giovane neo presidente del Consiglio incaricato è filo-montiano e sostenitore dell’austerità del governo tecnico uscente, come dire: l’anima liberista del Pd. Come dimenticare “il bigliettino” che venne fotografato in mano al neo eletto presidente del Consiglio Mario Monti: "Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!". Firmato: Enrico.

Insomma i numeri sembrano esserci per immaginare Enrico Letta come il miglior rappresentante per far tuonare e stravincere alle prossime elezioni il Mov5stelle. E Grillo già intravede l’inizio di futuri inciuci tra Pd e Pdl. Accerchiare i due partiti nel recinto di un’alleanza di governo, anche a costo di perdere parte dell’elettorato, è stato il senso dell’attesa nei 60 giorni dalle elezioni politiche del 25 febbraio, con i continui “no” all’alleanza con il Pd. Circostanza che ha prodotto una crisi politica all’interno del Partito Democratico con le dimissioni di Bersani a seguito del rinnovo della carica del nuovo Presidente della Repubblica. Sul “no” di Prodi e Rodotà al Quirinale il Pd decretava la resa. Beppe Grillo intanto attacca: «A Roma si stanno dividendo le ossa e le poltrone della Seconda Repubblica. Nel frattempo l'economia non aspetta». Ora alla luce dei  fatti e quale sarà il volto del nuovo governo è tutto da vedere.

Giovedì 25 sono iniziate le consultazioni con i partiti, in primis il Pdl. Il capo dello Stato: «Si apre la strada a una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare la maggioranza al governo».

 

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