Emergenza, esplosione di una palazzina a Catania

Emergenza, esplosione di una palazzina a Catania. Danni e disagi in via Crispi. L’amministrazione sta adeguatamente affrontando il problema della palazzina distrutta. 

Impalcature, lamiere di protezione ed intelaiature di sostegno sono il segnale più evidente di come l’amministrazione stia adeguatamente affrontando il problema della palazzina distrutta in via Francesco Crispi.

La questione di fondo, peròdice Carmelo Sofia, presidente della commissione comunale alla Mobilità- è che è necessario fare uno sforzo maggiore prima che sia troppo tardi, perché viabilità, commercio e sicurezza sono letteralmente in ginocchio e la situazione della viabilità catanese peggiora, sopratutto dopo il crollo della palazzina in questione. Di questo passo- continua Sofia- una volta che le transenne saranno rimosse, ci ritroveremo un quartiere fantasma con tanti negozi falliti per mancanza di clienti e decine di “vendesi” alle porte delle case. Il sottoscritto vuole convocare una conferenza dei servizi tra pochi giorni a cui far partecipare i colleghi al Bilancio e al Commercio. L’obiettivo è stilare un programma di intervento a breve, medio e lungo periodo per ridare vita ad un territorio già duramente provato dall’esplosione dello scorso febbraio. Per queste ragioni- spiega ancora il consigliere– chiedo al Sindaco Bianco, sempre attento a questo genere di problematiche, di farsi carico di un piano di lavoro che garantisca, il prima possibile, almeno un “corridoio” nella parte di via Crispi che oggi è interdetta alla gente. A questo vanno aggiunte delle precise agevolazioni fiscali o esenzioni specifiche agli imprenditori di questa parte di Catania che non sanno più come venirne a capo. Da settimane via Crispi è quasi sempre deserta, una via, questa, che unisce Corso delle Province con via Umberto. Occorre, quindi, dare un segnale per dimostrare che le istituzioni sono vicine alle esigenze del territorio”.

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E conclude Sofia: “Chiedo un preciso impegno che passa dalla conferenza dei servizi per una sinergia in cui coinvolgere tutti i soggetti interessati. Con questo non voglio affrettare i tempi dettati da vigili del fuoco e forze dell’ordine per mettere in sicurezza l’area, ma è fondamentale non lasciare il territorio al suo destino altrimenti qui si rischia il deserto commerciale e sociale”.

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