EMERGENZA AGRICOLTURA E IMMIGRAZIONE. I MIGRANTI SONO RISORSE PER NOSTRA ECONOMIA

 Da una crisi deve uscire sempre qualcosa di buono: insieme ad altro, speriamo che arrivi presto la regolarizzazione dei lavoratori stranieri.

Paolo Ragusa (Vice Presidente Nazionale ALS-MCL e presidente ALS-MCL Sicilia)

Serve un atto di civiltà verso quelle tante persone che vivono ai margini della società,privi di alloggi, di assistenza sanitaria e di qualsivoglia diritto sociale; c’è bisogno di un atto di umanità per contrastare nuove forme di schiavitù che calpestano la dignità della persona umana; aspettiamo un atto di giustizia verso quegli “invisibili” che mai come oggi abbiamo visto quanto siano importanti per la nostra economia.

Senza braccianti immigrati gli agricoltori rischiano di non raccogliere i frutti della loro terra, senza colf e badanti straniere le famiglie restano sempre più sole nel loro bisogno di cura ed assistenza degli anziani, mentre ad aumentare è solo il rischio di contagio del Covid-19 per quelle persone immigrate che non hanno neanche la libertà di pensare alla loro salute.

Le ragioni del cuore, i motivi di interesse, la paura che possa dilagare l’emergenza sanitaria, giustificano e rendono urgente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri impegnati in tutti i settori dell’economia, ma soprattutto in agricoltura e nel lavoro domestico.

E’ tempo di sgombrare il campo dai pregiudizi ideologici che per nulla si conciliano con la verità dei fatti e il bisogno di rendere la nostra società più giusta e più sicura.

Ci aspettiamo che la politica non cerchi scorciatoie, adottando soluzioni pasticciate, ma abbia il coraggio di  seguire il sentiero della responsabilità e del dovere.

Servono permessi di lavoro temporanei che abbiano una validità di almeno sei mesi, rinnovabili, ma è necessario nel contempo avviare una profonda revisione del sistema di ingresso legale nel nostro Paese.

Ormai è evidente (e serviva un pandemia per metterlo a nudo) che il fenomeno migratorio, adeguatamente regolato,  non rappresenta una minaccia ma solo una risorsa per la società e l’economia italiana.

Semmai bisogna accompagnare questo percorso di emersione dal lavoro nero con misure di welfare  (casa, sanità, formazione..) che, partendo dalla gestione di questa emergenza, impegnino il terzo settore a generare benessere diffuso nelle comunità locali. 

Se per noi cristiani è inderogabile lo sforzo di riconoscere il vero volto di questi fratelli, per tutti, come sempre accade nella storia dell’emigrazione, è importante non dimenticare che mentre cerchiamo braccia, vengono a noi persone! 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *