Il Dr. Franco Locatelli a Messina: importanti novità in oncoematologia pediatrica

Il Convegno si è svolto mercoledì 11 aprile 2018 alle ore 9,00 nella gremita Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina  locandina

Nella Sala Ovale del Comune di Messina, lunedì 9 aprile, alle ore 9,30, aveva avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del Convegno, organizzato dal Lions Club Messina Ionio in collaborazione col Distretto Lions 108 Yb Sicilia dal titolo “Novità in oncoematologia pediatrica. Trattamento delle malattie oncoematologiche senza chemioterapia”.1
L’importantissimo argomento è stato trattato quindi nell’Incontro aperto al pubblico promosso dal Lions Club Messina Ionio che si è svolto mercoledì 11 aprile 2018, alle ore 9.00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina e che ha avuto come principale relatore, il prof. Franco Locatelli, luminare di fama internazionale, primario del Dipartimento di Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

La relazione era molto attesa dopo la grande eco mondiale del primo caso in Italia di un bambino di quattro anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta, refrattaria alle terapie convenzionali, anche dopo trattamento chemioterapico e anche dopo trapianto di midollo osseo da un donatore esterno, curato dal prof. Locatelli e del quale, a un mese dal trattamento, si è accertata la totale assenza di cellule leucemiche.

2

Il prof. Locatelli e i suoi collaboratori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno messo a punto una nuova tecnica, resa ancora più innovativa proprio qui in Italia, che riduce a zero il rischio di mortalità nei bambini affetti da difetti congeniti del sistema immunitario che necessitano, in assenza di un donatore compatibile, del trapianto di midollo da uno dei genitori (trapianto aploidentico). Il risultato eccezionale è stato ottenuto grazie all’utilizzo di un gene “suicida” in grado di tenere sotto controllo eventuali infezioni dovute al trapianto. È la prima sperimentazione di questo genere nel mondo e il caso del piccolo rappresenta un traguardo fondamentale nella cura dei tumori, non solo delle leucemie, poiché attraverso la ricerca si proverà ad allargare gli effetti anche sui tumori solidi.3

Le cellule linfocitarie del genitore vengono prelevate e manipolate geneticamente per favorire il recupero dell’immunità adattiva, che protegge il paziente dalle infezioni virali o fungine.

Una volta reinfuse, dunque, queste cellule si espandono e contribuiscono a proteggere il paziente. Può però accadere che aggrediscano l’organismo del ricevente: si tratta di una delle maggiori cause di morte in caso di trapianto ed è uno dei motivi per cui spesso si evita questa procedura in casi di malattie che non mettono a immediato rischio la sopravvivenza del paziente (malattie del sangue non neoplastiche). La tecnica messa a punto dal “Bambino Gesù” permette ora di combattere e sconfiggere l’aggressione da parte delle cellule del donatore. Prima di iniziare il percorso trapiantologico, infatti, dal genitore vengono prelevate le cellule linfocitarie del sangue nelle quali viene inserito il gene suicida. Il tutto viene poi congelato. Due settimane circa dopo il trapianto, le cellule modificate geneticamente vengono scongelate e infuse nel bambino. Se tutto procede senza complicazioni, il gene suicida resta dormiente. 4Se, al contrario, si dovesse scatenare l’aggressione delle cellule del donatore nei confronti dell’organismo del paziente, si può intervenire per bloccarla. Basta iniettare nel paziente un agente di per sé inerte ma attivante il gene suicida (l’AP1903): “Abbiamo voluto inserire in queste cellule una sorta di interruttore di sicurezza, chiamiamolo gene suicida, la cui attivazione ha aggiunto il prof. Locatelli – ci permette, qualora si manifestino effetti collaterali non facilmente controllabili con le terapie farmacologiche a disposizione, di eliminare queste cellule geneticamente modificate attraverso l’introduzione della sequenza per il recettore chimerico e questo rappresenta un’ulteriore garanzia per i nostri pazienti”.

Prof. Franco Locatelli

 Prof. Franco Locatelli

In 20 pazienti trattati con l’infusione del gene suicida si è registrata la completa riuscita del trapianto di midollo. Questi risultati sono in corso di validazione anche per i pazienti leucemici. I ricercatori si aspettano, infatti, che le cellule del donatore modificate con il gene suicida, oltre ad abbattere la possibilità di infezione, possano nei pazienti leucemici ridurre il rischio che la malattia si ripresenti. L’immunoterapia è ancora un approccio innovativo, alternativo rispetto alla chirurgia, alla radioterapia ed alla chemioterapia, per trattare pazienti affetti da leucemia e che permette di manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario in modo da renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore.7

Il prof. Franco Locatelli, nato a Bergamo nel 1960, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia nel 1986 dove si è anche specializzato in Pediatria ed Ematologia; ricercatore universitario, dal 1991 diventa responsabile della Sezione di trapianto di midollo osseo e dal 1995 è responsabile dell’intero Reparto di Oncoematologia della Clinica Pediatrica. In Italia è stato tra i primi a procedere al trapianto di midollo osseo, ma oggi il suo lavoro e dei suoi collaboratori è seguito da tutti gli studiosi al mondo che si occupano di ricerca ematologica contro il cancro; la sua attività in questo campo lo ha di fatto collocato all’avanguardia nel trattamento delle neoplasie ematologiche in età pediatrica ma il prof. Franco Locatelli ci va lo stesso cauto: “In questi casi la prudenza è sempre d’obbligo e soprattutto vanno evitati atteggiamenti e annunci trionfalistici, però anche gli altri pazienti che abbiamo trattato ci hanno dato significative soddisfazioni e siamo sempre più incoraggiati a proseguire su questo filone di ricerca traslazionale. Le prospettive sono quelle di riuscire a creare delle terapie per ogni singolo paziente,ricordando ancora una volta che le cellule del sistema immunitario di un paziente sono impiegabili oggi solo in quel paziente e non in altri”. Alla fine ci tiene a sottolineare come: “Ognuno di noi deve contribuire, anche da semplice privato cittadino, a supportare la ricerca contro il cancro. Solo attraverso la ricerca si riuscirà a raggiungere il sogno di curare quanti più pazienti possibili”.5

Iniziato alle ore 9,00 dopo i saluti del prof. Giovanni Cupaiolo, per l’Università degli Studi di Messina, del dott. Giacomo Caudo, Pres. Ord. Medici e Odontoiatri di Messina,

del dott. Walter Mavica, Presidente Distretto LEO 108 Yb Sicilia, del dott. Francesco Freni Terranova, Past Governatore Distretto Sicilia, del dott. Maurizio Provenzano, Pres. del Lions Club Messina Ionio, oltre alla relazione del prof. Franco Locatelli, il Convegno ha visto gli interventi del dott. Vincenzo Leone, Direttore U.O.S.D. Ematologia Ospedale Castelvetrano ASP Trapani e I° Vice Governatore Distretto Sicilia, della dott.ssa Chiara Tomasello, del Reparto di Oncologia ed Ematologia presso Casa di Cura Villa Salus di Messina, del dott. Donato Mannina, Direttore UOC Ematologia Osp. Papardo Messina e della prof.ssa Caterina Musolino, Direttore Reparto Oncoematologia, Policlinico Universitario di Messina.Il prof. Franco Locatelli e Antonio Morreale per Globus Magazine

L’evento si è svolto col patrocinio del Distretto108 Yb Sicilia, del Comune di Messina, della Città Metropolitana di Messina, dell’Università degli Studi di Messina, dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Messina, dell’ ADMO.-.Associazione Donatori Midollo Osseo Sicilia Onlus, dell’AIRC. – Associazione Italiana per la ricerca su cancro, della LILTLega Italiana lotta contro i tumori, dell’AIL Ass. Ita. contro Leucemia-Linfomi-Mieloma (ME), dell’AILAss. Ita. contro Leucemia-Linfomi-Mieloma (RC), dell’ABAL – Associazione pro bambini leucemici-Onlus (ME), dell’ASL – Associazione Siciliana Leucemia,dell’AMMI – Associazione mogli medici italiana (ME) e dell’ANDI – Associazione Naz. Dentisti Italiani Sez. di Messina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *