Donatori di sangue in aumento: quasi 1,7 milioni nel 2018

Donare il sangue è un atto d’amore ed umanità verso il prossimo bisognoso, ma che riserva anche dei benefici sulla salute del donatore. Vi è stato registrato un aumento di donatori del 0,2 % rispetto all’anno 2017.

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Già dal 2013 il numero di donatori in Italia aveva subito un calo, ma con grande sorpresa dal 2018 (in cui sono stati raccolti 840 mila chilogrammi di plasma) ad oggi, il numero di essi ha subito un aumento, anche se secondo le statistiche si tratti dei meno giovani. Il Friuli Venezia Giulia si aggiudica il primo posto sul podio con il maggior numero di donatori, seguito dal Trentino e dalla Sardegna. In occasione della Giornata Mondiale del Donatore che si è tenuta il 14 giugno, l‘Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato: «Il fabbisogno è garantito, però mancano i giovani». Sarebbe doveroso dunque sensibilizzare soprattutto i giovani alla donazione del sangue. Infatti, il Ministro degli Interni Matteo Salvini, ha pensato di proporre al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti delle agevolazioni ovvero dei crediti formativi per tutti gli studenti universitari e non, per incentivare le donazioni.

Il donatore viene sempre sottoposto a controlli ematici, quindi un prelievo di idoneità che gli permette di donare in assoluta sicurezza (tutela del donatore e del ricevente), prima che venga effettuata la donazione a tutti gli effetti. La donazione offre anche dei vantaggi e benefici, tra i quali la salute cardiovascolare, dovuta al ricambio di sangue periodico, che secondo la scienza può prevenire malattie cardiocircolatorie (è stato dimostrato che l’incidenza di infarto miocardico è nettamente inferiore sui soggetti che donano periodicamente e invece più alto per chi dona più raramente), arteriosclerotiche (arteriosclerosi: malattia infiammatoria e cronica delle arterie) ,e prevenzione del diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente). Il vantaggio, invece, è aver la possibilità di effettuare gli esami in maniera totalmente gratuita (che comprendono anche quelli delle malattie sessualmente trasmissibili, come HIVepatiteherpes e sifilide) una volta essersi sottoposti alla donazione. I donatori lavoratori, inoltre, hanno diritto per legge ad un permesso lavorativo, che può permettergli di assentarsi. La frequenza varia dai 3 mesi per gli uomini e i 6 mesi per le donne (eccetto in stato di gravidanza e allattamento). La procedura avviene in maniera anonima e volontaria secondo la nuova legge 219/2005 che riguarda le attività trasfusionali ed emoderivati. Ogni sacca di sangue intero prelevata (che varia dai 400 ai 450 grammi), contiene eritrociti, plasma e piastrine, che possono essere separati da un apposito strumento e utilizzati in base alle esigenze del ricevente.

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  • Requisiti richiesti:
  • – Età minima 18 anni, età massima 60/65 anni
  • – Peso minimo di 50 kg
  • – Stile di vita sano che non comprometta la salute di chi riceve il sangue

Dove donare: la donazione può essere eseguita presso i centri trasfusionali, come alcune strutture ospedaliere oppure presso i centri AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) della propria città.

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