Demetra 2.0 a Enna

Giovanna Velardi sul palco del Garibaldi con Core

Coreografia e scenografia elettronica associate per uno spettacolo che si interroga sull’apparenza del potere, trovando spunto nel mito greco di Demetra e sua figlia Core, mito molto caro alla città di Enna. Core (Demetra 2.0) è uno spettacolo di danza fuori dal comune, riesce a descrivere perfettamente l’inferno della società contemporanea utilizzando l’inferno mitologico. “Questo spettacolo – spiega la coreografa nonché interprete dello spettacolo, Giovanna Velardi – ci racconta un inferno, un mondo senza speranza. Nonostante la storia si ripeta e ogni momento di crisi ci da la possibilità di affrontare un cambiamento e di fare nuove scelte, ci ritroviamo in un mondo fatto di poca attenzione per l’altro, siamo trattati come carne da macello, subiamo con aggressività” .
Una vera e propria riflessione sulla società contemporanea, fatta di immagini prive di significato e resa viva nella sua volgarità, priva di valori e ricca di banalità. Giovanna Velardi, dopo anni trascorsi in Francia, azzarda con Core (Demetra 2.0) e riesce, attraverso un percorso non lineare, la storia non segue un filo narrativo, nel suo intendo: unire la tradizione all’innovazione. “Il recupero del patrimonio culturale – aggiunge la Velardi – è un modo per portare dei nuovi simboli e dei nuovi valori” . All’interno dello spettacolo sono presenti dei monologhi in dialetto e sul palco l’imponente presenza della statua parlante, raffigurante quella divinità intesa come simbolo del potere che distrugge e crea un nuovo volto. Un gruppo di danzatori ( Stellario Di Blasi, Simona Miraglia, Tiziana Passoni, Giovanna Velardi e Valeria Zampardi) dotati di grande comunicazione visiva, oltre che di grande professionalità, capaci di trasmettere, attraverso la danza, un messaggio sociale, forse, ai giorni nostri, molto sottovalutato.

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