De Luca, necessario risolvere la piaga del randagismo

Realizzare un ricovero sanitario e di accoglienza per gli animali abbandonati. Responsabilità per continue omissioni del palazzo municipale e sperpero di denaro pubblico3

“Negli ultimi anni, la città di Messina, ha registrato un allarmante incremento del randagismo di cui si ignorano i limiti esatti della consistenza numerica, in quanto non tutti gli animali (cani e gatti) sono censiti: non è più accettabile che non ci sia abbia un rifugio sanitario e una struttura di accoglienza e ricovero comunale per animali abbandonati, è il momento di realizzarlo con i fondi previsti dall’art. 99 della legge di stabilità regionale 2018 che ha destinato 20 milioni di euro alla questione”. A dirlo il candidato a sindaco on. Cateno De Luca che aggiunge: “Eppure il comune spende oltre 400 mila euro l’anno per i costi di strutture private per sopperire alle sue omissioni. Il fenomeno legato alla mancata sterilizzazione, all’assenza di strutture di ricovero temporaneo, alla mancata applicazione della normativa, e al possesso irresponsabile dei proprietari di animali, costituisce ad oggi, una vera e propria piaga sociale. Quotidianamente, da parte di tanti cittadini, pervengono segnalazioni riguardanti maltrattamenti di cani e gatti vaganti sul territorio sprovvisti di chip che necessitano di cure sanitarie, o di animali abbandonati vittime di incidenti stradali lasciati sull’asfalto o morti per inedia. In ultimo, ancora più frequenti e numerose, le segnalazioni sulle condizioni di detenzione di animali, da parte di privati, irrispettose delle necessità etologiche e delle loro esigenze psico-fisiche. Da sempre, a questa drammatica situazione hanno ovviato le associazioni animaliste, il volontariato e i comuni cittadini, i quali, con grande dedizione e senso civico, spinti unicamente dal grande amore per gli animali, hanno sopperito, fisicamente ed economicamente, alle colpevoli mancanze delle parti preposte. Ad oggi nessuna valida politica è stata posta in essere dalle amministrazioni precedenti le quali colpevolmente hanno scelto di ignorare gli obblighi di legge. La Sicilia, attraverso la legge regionale 15 del 2000 emanata in attuazione della legge quadro 281/1991, ha previsto una lunga serie di adempimenti in capo ai Comuni, che vanno dall’attuazione dei piani di controllo delle nascite alla cattura dei cani vaganti, affidamento ai rifugi sanitari per la loro sterilizzazione e, se ne ricorrono le condizioni, re-immissione sul territorio, o in alternativa ricovero e mantenimento nelle strutture direttamente gestite dai Comuni o convenzionate”. “In applicazione della normativa e in relazione alle criticità del territorio, dunque, – prosegue De Luca – sono stati individuati dei punti programmatici, da realizzare nel breve periodo, che si propongono come validi strumenti di contrasto al randagismo. Si dovrà quindi innanzitutto predisporre la redazione di un Regolamento Comunale per la Tutela ed il Benessere degli Animali. Il testo si prefiggerà di disciplinare le principali questioni riguardanti la corretta convivenza tra cittadini e animali (non solo quelli considerati d’affezione), la tutela della salute pubblica e l’ambiente. Si dovrà anche realizzare un rifugio Sanitario. Tale struttura di ricovero pubblica permetterebbe l’assistenza temporanea degli animali in seguito alla loro cattura e/o ritrovamento. Presso il canile sanitario verranno effettuati l’identificazione, il primo soccorso (laddove necessita), i trattamenti profilattici e la sterilizzazione. Saranno garantiti ai cittadini servizi di pronto intervento h24.

Si dovranno individuare aree di proprietà del Comune da destinare alla realizzazione di oasi feline protette e avviare poi di campagne di sterilizzazione dei cani e gatti padronali con il coinvolgimento di medici veterinari liberi professionisti. Apposite forme di sostegno saranno previste per nuclei familiari socialmente deboli.

Inoltre, si dovrà procedere alla concessione in uso di beni immobili, aree/terreni comunali alle associazioni animaliste e/o ai volontari regolarmente tesserati alle stesse, per l’espletamento delle attività di supporto, monitoraggio e contrasto del fenomeno sul territorio.

Sarà necessario infine Attivazione, di concerto con l’Asp, di un presidio veterinario dove effettuare operazione di anagrafe canina e sterilizzazione dei randagi. (D.A. n. 2825/2007”. “Sarà poi utile potenziare – conclude De Luca – l’Ufficio Randagismo in termini di disponibilità del personale e di mezzi idonei ai compiti svolti in modo da garantire adeguate politiche di prevenzione, controllo e vigilanza sul territorio.

Sarà poi fondamentale contrastare la crescente inciviltà dei proprietari di cani e degli animali domestici che riempiono gli spazi pubblici delle deiezioni dei loro animali.

Chinarsi e raccogliere con la paletta gli escrementi del proprio cane dovrebbe essere dovere civico di ogni buon cittadino. Ma sono ancora in pochi a farlo, pertanto è giunto il tempo di stare in campana per i padroni un po’ “distratti”, quelli che non raccolgono dalla strada le feci del loro amico a quattro zampe”.

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