Daniele Rametta enfant prodige della tastiera in concerto

Quindici anni appena ma un talento da “grande”: Daniele Rametta enfant prodige della tastiera si esibirà martedì, 19 aprile 2016, ore 19,30 Katane Palace Hotel, Sala Archi.

musciante

Quindici anni e non sentirli. Tanti ne può contare il giovanissimo Daniele Rametta, protagonista del prossimo recital che la Società Catanese Amici della Musica propone martedì prossimo, 19 aprile, con inizio alle ore 19,30, nella Sala Archi del Katane Palace Hotel.

Figlio d’arte (entrambi i genitori sono infatti affermati artisti lirici), enfant prodige della tastiera, ha iniziato a studiare il pianoforte all’età di otto anni, subito mostrando una particolare inclinazione per lo strumento a tastiera: un anno più tardi, ammesso con il massimo dei voti all’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania, entra nella blasonata classe di Epifanio Comis, che da allora ne è stato mentore e guida, incoraggiandolo a partecipare a numerosi concorsi pianistici, sbaragliati in rapida successione.

Non ancora undicenne, nel 2011, ha riportato il primo premio assoluto al Concorso internazionale “Città di Rocchetta” e il primo premio al Concorso “Nuova Coppa Pianisti” di Osimo. Nel 2012 e nel 2013 ancora altri primi premi assoluti, per la Fondazione “Antonio Trombone” di Palermo, al V Concorso internazionale Città di Bagheria “Premio Franco Mannino” e al XVII Concorso nazionale “Benedetto Albanese” di Caccamo, che gli ha consentito di incidere il suo primo cd. Nel frattempo prosegue la sua formazione d’eccellenza con l’Accademia Pianistica Siciliana, frequentando masterclass di perfezionamento con Violetta Egorova, Roberto Prosseda, Pietro De Maria, Leslie Howard e Artur Pizarro.

Ed è da autentico virtuoso il programma impaginato per l’occasione, che si apre nel segno di Ludwig van Beethoven, di cui verrà proposta la Sonata op. 10, n. 2, in fa maggiore, composta a Vienna nel 1796 e dedicata ad Anna Margarete von Browne-Camus. Sarà quindi la volta di due celeberrime pagine di Robert Schumann, a cominciare dal Tema con variazioni sul nome Abegg, op. 1, composte dal musicista sassone appena ventenne, agli inizi degli anni Trenta dell’Ottocento.

Dietro l’insolito nome, che nella notazione tedesca corrisponde ai suoni la-si bemolle-mi-sol-sol, si cela un omaggio in forma di valzer a una giovane e graziosa pianista, Meta, conosciuta a un ballo a Mannheim, qui trasformata in un personaggio di fantasia, la contessa Pauline von Abegg. A questo componimento farà seguito la funambolica Seconda Sonata, op. 22, in sol minore, composta nell’arco del quinquennio 1833-1838, e che trae origine da un Lied giovanile, dal titolo In Herbste. Virtuosismo, tecnica e spettacolarità sono le doti richieste all’interprete di questo brano, scritto pensando all’arte di Paganini, trasferita sulla tastiera.

Allo stesso torno d’anni risalgono anche i due componimenti di Franz Liszt, destinati a concludere questa autentica maratona pianistica: dapprima lo Studio trascendentale n. 12, in si bemolle minore, “Chasse-neige”, quindi la celeberrima Fantasia quasi Sonata “Après une lecture de Dante”, eseguita per la prima volta a Vienna nel 1839. Per Liszt si tratta di un imponente laboratorio formale, in cui progressivamente allontanarsi dalla struttura della forma-sonata: ma è anche l’occasione per dedicare un avvincente, evocativo dittico al tema delle anime dannate e di quelle beate, che risplendono nel portentoso corale conclusivo in fa diesis maggiore.

Ispirata nel suo complesso alla Commedia di Dante, viene considerata come uno dei vertici della letteratura pianistica di tutti i tempi, summa insuperata di una travolgente scrittura trascendentale.


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